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Le prospettive di un quotidiano locale. Il caso ''L'Eco di Bergamo''

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Tengattini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Paola Salmaso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 373

In base a quali fattori un giornale locale si radica in un territorio e lo blinda fino a diventarne la testata leader? In un mondo che pare avviato verso una “globalizzazione” accelerata delle informazioni, delle idee, dei costumi e dei consumi, che senso può avere la presenza di un quotidiano “locale”? Come potrà reagire alle sfide imposte da un futuro caratterizzato da un costante rinnovamento tecnologico dei mezzi di comunicazione di massa – si pensi soltanto al “boom” rappresentato da Internet - un “semplice” giornale provinciale? Queste sono le domande principali cui ho tentato di dare una risposta con la presente tesi.
L’Eco di Bergamo con le sue 55.473 copie vendute ogni giorno rappresenta la testata locale maggiormente diffusa nel panorama nazionale. Concretamente, l’oggetto della ricerca è il confronto tra il livello diffusionale de L’Eco, le motivazioni storiche, sociali, antropologico-culturali, psicologiche che stanno alla base del suo successo e le prospettive del quotidiano nel medio-lungo periodo.
Nelle tappe di definizione dell’oggetto specifico della tesi ho attraversato le diverse discipline che si occupano dei meccanismi che regolano il marketing editoriale, indagando con particolare attenzione lo sviluppo del mercato dei quotidiani locali e le variabili che condizionano il comportamento d’acquisto dei lettori di giornali provinciali.
Nella prima parte della tesi ho indagato in particolare le politiche e le strategie di marketing della stampa quotidiana italiana (si è ritenuto opportuno fare riferimento a uno schema analitico di matrice economica, adottando la prospettiva degli studiosi di economia aziendale e del marketing dei sistemi di comunicazione di massa). Nelle parti successive ho sviluppato le ipotesi di ricerca definite nella prima, concentrando l’attenzione prima sulla differenziazione delle testate provinciali, poi sul processo di radicamento in un territorio - che si conclude, nella migliore delle ipotesi, con una stretta identificazione tra comunità locale e giornale provinciale, fino a decretarne una condizione di monopolio dell’opinione pubblica territoriale (è il caso de L’Eco di Bergamo) -, infine sulle motivazioni psicologiche che stanno alla base dell’affermazione di un quotidiano locale. Per arricchire la tematica e tratteggiare il possibile futuro di una testata provinciale di successo, ho concluso la ricerca con una serie di interviste ai direttori dei due quotidiani locali presenti nel territorio di Bergamo e provincia.
Nel tentativo di delineare alcune ipotesi sul futuro della carta stampata (nazionale o provinciale che sia), si è ricorsi a una serie di fonti, tanto più varie quanto più complete: ricerche e analisi sulla domanda di quotidiani (Abacus, Cirm, Censis), dati e statistiche su vendite e diffusione (Ads, Audipress, Fieg, Wan), articoli di riviste specializzate (“Problemi dell’informazione”, “Prima Comunicazione”, “Tabloid”), articoli e inserti di giornale (nel mio caso “L’Eco di Bergamo”), interviste personali. Il percorso, che si è concluso con la focalizzazione dell’analisi sul caso de L’Eco di Bergamo, non poteva, tuttavia, fare a meno di prendere il via da uno sguardo panoramico sul marketing editoriale in generale, in modo da individuarne le caratteristiche salienti e proiettarle sulla situazione particolare della testata bergamasca.

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11 Introduzione In base a quali fattori un giornale locale si radica in un territorio e lo blinda fino a diventarne la testata leader? In un mondo che pare avviato verso una “globalizzazione” accelerata delle informazioni, delle idee, dei costumi e dei consumi, che senso può avere la presenza di un quotidiano “locale”? Come potrà reagire alle sfide imposte da un futuro caratterizzato da un costante rinnovamento tecnologico dei mezzi di comunicazione di massa – si pensi soltanto al “boom” rappresentato da Internet - un “semplice” giornale provinciale? Queste sono le domande principali cui ho tentato di dare una risposta con la presente tesi. La scelta di questo tema è maturata nel corso dei miei sei anni di collaborazione come giornalista pubblicista nel quotidiano provinciale L’Eco di Bergamo, il quale, con le sue 55.473 copie vendute ogni giorno 1 , rappresenta la testata locale maggiormente diffusa nel panorama nazionale. Concretamente, l’oggetto della ricerca è il confronto tra il livello diffusionale de L’Eco, le motivazioni storiche, sociali, antropologico-culturali, psicologiche che stanno alla base del suo successo e le prospettive del quotidiano nel medio-lungo periodo. 1 Secondo gli ultimi dati ufficiali della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg, Rapporto 2001), nel 1999 L’Eco di Bergamo è risultato essere il leader della categoria “giornali provinciali”. Al secondo

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