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Comunità ladina di Cortina: popolo d'Europa tra appartenenza giuridica e aspirazioni culturali

Trattato sulla comunità dell'Ampezzano, a riguardo della problematica socio-culturale ladina. Ripercorrendo il passato storico ho messo in risalto tutte le rivendicazioni di autonomia, da parte della popolazione Cortinese, dalla regione Veneto e dalla provincia di Belluno. Problema sorto solo al termine del I conflitto Mondiale, che è coinciso con l'annessione all'Italia di questi territori, precedentemente austriaci.
Le richieste, sempre più pressanti negli anni, sono volte a voler riunificare tutta la antica comunità ladina in una unica provincia: Bolzano.
Ma la cosa, tutt'altro che semplice, oltre a non aver portato a nulla di concreto, ha solo alimentato un clima di scontento generale.
Il trattato contiene anche il testo del Dossier Zeller-Carrozza, molto interessante per gli studiosi del problema.

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4 Prefazione Una forte esigenza, presente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in tutti i “popoli” europei e di tutto il mondo, e’ tesa a rivendicare i caratteri nativi e le fisionomie spirituali di ciascuna originaria entità storica. Mentre De Gasperi pattuiva con Gruber gli accordi per l’Alto Adige, Tessitori 1 in Friuli promuoveva un movimento popolare per l’autonomia di questa regione e si apprestava ad iniziare in sede di Assemblea Costituente l’iter della riforma delle ripartizioni territoriali amministrative dello Stato Italiano. Il principio della priorità etnica e linguistica veniva recepito, sostenuto e difeso nei trattati di pace e nell’ organizzazione internazionale ed ha operato per quanto riguarda le limitazioni territoriali italiane a favore della Francia, della Grecia e della Jugoslavia. L’Italia si dava il 27 dicembre 1947 una Costituzione aperta alla tutela delle minoranze etniche e linguistiche esistenti nel suo territorio le quali, oggi, reclamano speciali garanzie. I Ladini delle Dolomiti (35.000, sparsi in cinque valli, due regioni, tre province, tre diocesi) chiedono una grande Provincia unificata, che comprenda anche le zone giuridicamente meno fortunate di Cortina d’Ampezzo e Livinallongo, le quali sognano da anni la tutela etnico- linguistica accordata da Trento e Bolzano ai Ladini colà residenti. Il mondo ladino dolomitico nelle valli del Sella (Val Badia, Gardena, Fassa, Livinallongo, Colle Santa Lucia e Cortina), appartenente sino al 1918 alla monarchia Asburgica e annesso all’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, ha vissuto in questo secolo sempre conteso fra i due grandi mondi circostanti, quello tedesco e quello italiano, che hanno cercato in ogni occasione di inglobarlo nella loro cultura, di assimilarlo negandone le caratteristiche etno-linguistiche ed ogni specificità. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, con l’avvento della democrazia in Europa e in Italia, ma soprattutto grazie all’approvazione dello Statuto d’autonomia del Trentino Alto Adige, le valli di Badia e Gardena hanno potuto godere di misure di tutela culturale e del riconoscimento dello status di minoranza linguistica, mentre nelle regioni a statuto ordinario (ladini della Regione Veneto) solo in questi ultimi anni il problema dell’esistenza di specificità minoritarie ha cominciato a suscitare attenzione ed un concreto interesse di tutela. 1 Tessitori T.: L’autonomia friulana - Del Bianco - Udine 1945

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Manuela Zorzi Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 791 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.