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Politiche di penetrazione commerciale nei mercati dell'America latina

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Tondelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Daniele Fornari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

Solo dieci anni fa il mondo intero aveva una percezione dell'America Latina come di un continente attanagliato da una serie di gravi problemi di natura economica e sociale ereditati dalla crisi degli anni 70-80.
Primo fra questi problemi era l'instabilità economica che aveva messo in crisi lo stato e portato, con politiche economiche lassiste e scriteriate, ad elevati deficit.
Tutto ciò aveva fatto sì che si creasse un’immagine di una regione instabile, con elevati tassi d’inflazione e con notevoli rischi per gli investitori stranieri.
A questa situazione si accompagnavano marcate forme di protezionismo commerciale e mercati bancari e finanziari bloccati; il tutto favoriva una grave inefficienza del sistema produttivo con perdita di quote nel commercio mondiale.
Gli aspetti sopraccitati s’inserivano in un contesto caratterizzato da una spiccata disuguaglianza socioeconomica, elemento per cui la regione è ed era ai primi posti delle classifiche mondiali.
La crisi degli anni 70-80, aggravata dalla generale tendenza all'aumento dei tassi di interesse, causò una lievitazione del debito estero con accelerazione dell'inflazione, squilibri sociali in espansione e, in genere, un grave nocumento alle istituzioni ed agli assetti politici di diversi paesi.
In questo contesto le opportunità di business per le imprese straniere si presentavano estremamente limitate e molto rischiose.
Tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 sopravvenne il primo ciclo di riforme economiche accompagnato da un ricambio della classe dirigente che ha portato al potere in numerosi stati una classe politica dalla mentalità più pragmatica e meno ideologica.
Nello stesso tempo si è assistito ad un’evoluzione dell'opinione pubblica, la quale si è dimostrata più informata, saggia e maggiormente consapevole e partecipe dei sacrifici da sostenere per ridurre i problemi economici e sociali.
La resurrezione economica dell'America Latina è basata su tre pilastri fondamentali: stabilità, apertura esterna e riforma dello stato.
La stabilità dei prezzi è stata raggiunta grazie ad una vera e propria rivoluzione fiscale che ha permesso di abbattere i deficit statali ed all'incremento della autonomia e indipendenza delle banche centrali.
Il secondo pilastro è stato il processo di forte apertura del commercio con l'estero favorito da una riduzione generalizzata delle barriere doganali e di altra natura, dall'attiva partecipazione della regione all'Uruguay Round e, soprattutto, da un processo più intenso e di maggior respiro di integrazione regionale.
Il terzo pilastro è stato la riduzione del coinvolgimento dello stato in economia attraverso la privatizzazione di numerose imprese pubbliche con conseguente stimolo per imprese straniere ad entrare in mercati fino a quel momento chiusi o penetrabili in condizioni di svantaggio.
La ripresa economica e la sensibile contrazione dell'inflazione hanno favorito un recupero rapido e impressionante della fiducia degli investitori stranieri nelle aspettative economiche della regione.
L'aumento dei redditi (più marcato in alcuni paesi) e l'apertura economica hanno consentito alle imprese estere di immettere con facilità i propri prodotti sul mercato che, a causa della maggior stabilità economica, ne consente e ne facilita una gestione in un'ottica strategica di lungo periodo.
Le prospettive per il marketing sono inoltre amplificate dalla accresciuta disponibilità ed efficienza dei mezzi di comunicazione; in particolare la TV via satellite e l'uso di Internet collegano l'area ad una cultura globale che stimola i consumatori ad avvicinarsi a nuovi modelli di consumo e nuovi prodotti, favorendo altresì l'incremento dell'uniformità del mercato.
Oltre alle prospettive di business permangono numerosi problemi ancora da risolvere specialmente in campo sociale ed infrastrutturale.
La creazione di un ambiente favorevole agli investitori stranieri presuppone ancora uno sforzo riformatore che consenta di raggiungere livelli soddisfacenti di sicurezza per le imprese straniere e di aumentare i livelli di istruzione, assistenza e giustizia sociale.
Oggi esiste un'America Latina nuova e più stabile, ma ancora piena di problemi e insidie sociali, e con una forte necessità di nuove e più efficienti infrastrutture.
E' questa l'America Latina dei nostri giorni: una grande realtà che alla fine del secolo sarà composta da oltre 500 milioni di persone ed in cui le occasioni di investimento e di sviluppo saranno enormi.

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CAPITOLO 1: L'AMERICA LATINA DALLA CRISI AL BUSINESS 1.1 Gli anni bui Solo dieci anni fa' il mondo intero aveva una percezione dell'America Latina come di un continente attanagliato da una serie di gravi problemi di natura economica e sociale ereditati dalla crisi degli anni 70-80. Primo fra questi problemi era l'instabilità economica che aveva messo in crisi lo stato e portato, con politiche economiche lassiste e scriteriate, ad elevati deficit. Tutto ciò aveva fatto sì che si creasse un’immagine di una regione instabile, con elevati tassi d’inflazione e con notevoli rischi per gli investitori stranieri. A questa situazione si accompagnavano marcate forme di protezionismo commerciale e mercati bancari e finanziari bloccati; il tutto favoriva una grave inefficienza del sistema produttivo con perdita di quote nel commercio mondiale. Gli aspetti sopraccitati s’inserivano in un contesto caratterizzato da una spiccata disuguaglianza socioeconomica, elemento per cui la regione è ed era ai primi posti delle classifiche mondiali. La crisi degli anni 70-80, aggravata dalla generale tendenza all'aumento dei tassi di interesse, causò una lievitazione del debito estero con accelerazione dell'inflazione, squilibri sociali in espansione e, in genere, un grave nocumento alle istituzioni ed agli assetti politici di diversi paesi. In questo contesto le opportunità di business per le imprese straniere si presentavano estremamente limitate e molto rischiose. 1.2 Le riforme e lo sviluppo Tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 sopravvenne il primo ciclo di riforme economiche accompagnato da un ricambio della classe dirigente che ha portato al potere in numerosi stati una classe politica dalla mentalità più pragmatica e meno ideologica. Nello stesso tempo si è assistito ad un’evoluzione dell'opinione pubblica, la quale si è dimostrata più informata, saggia e maggiormente consapevole e partecipe dei sacrifici da sostenere per ridurre i problemi economici e sociali. La resurrezione economica dell'America Latina è basata su tre pilastri fondamentali: stabilità, apertura esterna e riforma dello stato. La stabilità dei prezzi è stata raggiunta grazie ad una vera e propria rivoluzione fiscale che ha permesso di abbattere i deficit statali ed all'incremento della autonomia e indipendenza delle banche centrali.

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