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Protezione degli investitori, valore dell'impresa e sviluppo del mercato

La tesi si propone di studiare alcune problematiche inerenti la corporate governance, in particolare ci si soffermerà sulla protezione degli investitori sia azionisti che creditori. I diritti di azionisti e creditori variano tra i paesi in base a variabili quali le strutture proprietarie delle imprese, la tipologia dei soggetti proprietari, l'origine legale dei paesi. A riguardo viene fatta una distinzione tra paesi di origine common law e paesi di origine civil law e viene mostrato come il grado di tutela offerto agli investitori dipenda fortemente dal sistema legale vigente in un paese. In seguito, nel secondo capitolo, vengono presentati due modelli quantitativi aventi lo scopo di stimare l'impatto esercitato dalla protezione degli investitori sullo sviluppo di una impresa e sullo sviluppo del mercato nel suo complesso. Viene considerata l'ipotesi di un imprenditore che opera in una situazione caratterizzata da scarsa protezione degli investitori il quale pertanto ha l'opportunità di espropriare risorse dall'impresa prima di distribuire i dividendi. Infine nell'ultimo capitolo viene analizzata l'evoluzione subita dal sistema industriale e finanziario italiano il quale ha scelto la piccola dimensione delle imprese e il controllo di gruppo come modelli dominanti differenziandosi in questo modo dalle altre economie dei paesi più industrializzati.

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INTRODUZIONE Il lavoro svolto in questa tesi si propone di studiare alcune problematiche inerenti la corporate governance; l’attenzione si soffermerà soprattutto sulla protezione degli investitori, sia azionisti che creditori. Per misurare il livello di protezione degli investitori possono essere utilizzati vari indicatori; nel primo capitolo verrà impiegata l’analisi svolta da La Porta, Shleifer, Vishny e Lopez -de- Silanes (1998) i quali usano l’origine e le tradizioni legali di un paese come strumento per valutare il grado di tutela offerto ad azionisti e creditori. Al contrario, nel modello proposto da Shleifer e Wolfenzon (2001), presentato nel capitolo secondo, la qualità della protezione degli investitori viene misurata dalla probabilità che l’imprenditore venga individuato e multato per avere espropriato le risorse dall’impresa e per non avere rispettato gli accordi con gli azionisti stessi. La tutela e la protezione degli investitori tendono a variare notevolmente da paese a paese in base a variabili quali le strutture proprietarie delle società, la concentrazione dei flussi di cassa nelle imprese, lo sviluppo del mercato dei capitali; in particolare la difesa degli interessi e dei diritti di azionisti e creditori dipende dalla capacità che l’ordinamento giuridico ha di garantire una efficace protezione da fenomeni di espropriazione da parte dei manager. L’analisi si focalizzerà sul concetto di espropriazione e sulle modalità con cui essa si può attuare; al centro del discorso vi è il problema di

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Antonia Ceriani Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1920 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.