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La commercializzazione delle moto in Italia e gli effetti della rottamazione sui C/F

Informazioni tesi

  Autore: Luca Carrara
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Armando Capurro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Nella vita di tutti i giorni la moto e lo scooter stanno assumendo un ruolo sempre più importante, divenendo mezzi ormai irrinunciabili per muoversi nei centri delle nostre città, senza rimanere bloccati nel traffico. Il numero sempre crescente di motocicli immatricolati, gli studi delle case motociclistiche, finalizzati sempre più ad esplorare e scoprire le enormi potenzialità della mobilità urbana, portano verso mezzi polivalenti, con una maggiore sicurezza attiva e passiva, oltre che ad una migliore protezione dalle intemperie.
Nei prossimi anni assisteremo a mutamenti considerevoli in termini di globalizzazione e con-correnza, legati alla costituzione della Unione Europea. Il mercato unico ha già fatto sentire il suo effetto con le normative sull’inquinamento e la legge del casco. Il nostro paese si è fatto trovare impreparato a tale appuntamento: la più volte sbandierata libera concorrenza è ancora lontana, in quanto gli interessi in gioco sono alti e nessuno vuol cedere i diritti che sente propri. Le diverse categorie difendono i loro monopoli con leggi corporative; gli industriali basano ancora il loro successo sui contributi pubblici erogati in varie forme e i poteri forti influenzano i diversi ministeri per creare leggi a loro favore. Col passare del tempo, tutto ciò sarà sempre meno efficace, perchè si arriverà a un confronto tra i diversi sistemi-paese e i diversi sistemi industriali: risulterà vincitore chi avrà regole, leggi e servizi efficienti, buoni prodotti, prezzi competitivi, tecnologia, rispetto dei consumatori e capacità di comunicazione.
Nel settore motociclistico, molte difficoltà nascono per l’incapacità degli enti preposti di gestire con coerenza delicate problematiche: basta vedere i contrasti tra il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’Ambiente sulla questione delle emissioni inquinanti causate dalle due ruote. Gli industriali italiani, con le loro continue polemiche e con la totale assenza di cooperazione, non aiutano il sistema a superare queste difficoltà, che sono ogni giorno più reali ed importanti. Per aumentare il potere di aggregazione, un ruolo fondamentale lo giocherà l’ANCMA, l’associazione dei nostri produttori, cercando da una parte di proporsi in maniera propositiva a livello legislativo e dall’altra facendo leva sul proprio peso a livello industriale.
Di fronte a tale scenario, che non è ancora drammatico, ma che potrebbe diventarlo, occorre un cambiamento di mentalità ed una presa di coscienza da parte di tutti, per agire con anticipo di fronte ai problemi e non sempre rincorrendoli.
Il mercato delle due ruote è in continuo cambiamento e le case costruttrici italiane sono oggi ad un bivio: diventare protagoniste sfruttando le grosse opportunità che si hanno davanti, oppure restare ai margini dell’impero accontentandosi delle briciole o delle concessioni del potente di turno.

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Premessa 5 Premessa Nella vita di tutti i giorni la moto e lo scooter stanno assumendo un ruolo sempre più importante, divenendo mezzi ormai irrinunciabili per muoversi nei centri delle nostre città, senza rimanere bloccati nel traffico. Il numero sempre crescente di motocicli immatricolati, gli studi delle case motociclistiche, finalizzati sempre più ad esplorare e scoprire le enormi potenzialità della mobilità urbana, portano verso mezzi polivalenti, con una maggiore sicurezza attiva e passiva, oltre che ad una migliore protezione dalle intemperie. Nei prossimi anni assisteremo a mutamenti considerevoli in termini di globalizzazione e con-correnza, legati alla costituzione della Unione Europea. Il mercato unico ha già fatto sentire il suo effetto con le normative sull’inquinamento e la legge del casco. Il nostro paese si è fatto trovare impreparato a tale appuntamento: la più volte sbandierata libera concorrenza è ancora lontana, in quanto gli interessi in gioco sono alti e nessuno vuol cedere i diritti che sente propri. Le diverse categorie difendono i loro monopoli con leggi corporative; gli industriali basano

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Parole chiave

c/f
ciclomotori
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