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Macro e micro ordinamenti: l'ordinamento professionale dei medici chirurghi (sulla responsabilità professionale del medico)

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Prudentino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Ernesto Cianciola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 294

Secondo altra autorevole giurisprudenza, ''il medico è esente da responsabilità, qualora provi in giudizio la impossibilità della corretta esecuzione della prestazione professionale, dovuta a cause a lui non imputabili, quali il caso fortuito o la forza maggiore''.
Il danno risarcibile in concreto deve essere suscettivo di valutazione economica; le figure di danno risarcibile sono le seguenti: il danno patrimoniale e quello biologico.
Il danno patrimoniale, incide negativamente sulla sfera economica del soggetto, ed ai sensi dell'art. 2056 c.c. che rinvia all'art. 1123 c.c., il risarcimento deve comprendere la perdita subita o danno emergente, come ad esempio le spese per nuove cure mediche, e il mancato guadagno o lucro cessante, riscontrabile nella lesione alla integrità psicofisica, o nella perdita della capacità di produrre reddito.
Il danno biologico è risarcibile in base al combinato disposto degli artt. 32 Cost. e 2043 c.c.; esso, costituisce una lesione del diritto fondamentale alla salute (art. 32 Cost.) ed è direttamente risarcibile, attraverso il meccanismo di cui all' art. 2043; un danno, questo, liquidabile dal giudice in via equitativa, e che si manifesta in varie forme quali il danno estetico, il danno esistenziale, il danno alla vita di relazione.
Alcuni autori individuano il danno biologico anche nella violazione del diritto a vivere serenamente, derivante da un errore diagnostico ed informazione errata.
Giurisprudenza autorevole, considera biologico il danno conseguente a continui ed inutili trattamenti terapeutici, o a lungaggini causate da disorganizzazione o carenze delle strutture.
È distinguibile anche una responsabilità penale per colpa, configurabile a carico di chi abbia causato un evento lesivo senza volerlo, e una responsabilità penale per dolo, configurabile quando l'evento lesivo fu causato volontariamente. Ad un primo approccio può apparire inverosimile che un medico, in quanto tale, arrechi volontariamente danno ad un proprio paziente.
Ma nessuno dubita ormai che il sanitario debba rispondere di un delitto doloso quando intervenga arbitrariamente sul paziente, senza ottenere preventivamente il consenso; se l'intervento ha un esito infausto, il medico risponde del delitto preterintenzionale, punito con la reclusione da dieci a diciotto. Per altra dottrina invece il medico deve rispondere non di omicidio preterintenzionale, bensì del meno grave delitto previsto dall'art 586 c.p., che punisce con la reclusione da otto mesi a sei anni e sei mesi chiunque, nel commettere un qualsiasi delitto doloso diverso dalle percosse e dalle lesioni personali, cagioni senza volerlo la morte di un uomo.
In ogni caso di intervento arbitrario il sanitario risponda almeno di violenza privata.
Complessi sono i problemi che pone la responsabilità penale per colpa, sia quando si tratti di addebiti di lesioni personali colpose sia quando si tratti di addebiti di omicidio colposo.
In tema di colpa professionale, l'errore del medico riceve trattamento giuridico particolare, nel senso che esso, per essere penalmente rilevante, non può che configurarsi nel quadro della colpa grave, richiamata dall'art. 2236 c.c., la quale si riscontra nell'errore inescusabile che trova origine o nella mancata applicazione delle condizioni generali e fondamentali attinenti alla professione, o nel difetto di quel minimo di abilità e perizia tecnica nell'uso dei mezzi manuali o strumentali adoperati nell’atto operatorio, e che il medico deve essere sicuro di poter adoperare correttamente o, infine, nella mancanza di prudenza o diligenza che non devono mai difettare in chi esercita la professione sanitaria.
Nel diritto penale, la rilevanza della colpa deve essere sempre rileva in concreto, avendo presenti, secondo una formula giurisprudenziale ricorrente, ''tutte le circostanze in cui il soggetto si trova ad operare ed in base al parametro relativistico dell'agente modello, dell'homo eiusdem condicionis et professionis, considerando le specializzazioni ed il livello di specializzazione. Sicché non potrebbe essere addebitato ad un medico generico di non aver dimostrato conoscenze conseguibili solo con un alto livello di specializzazione.
Qualora venga contestata la responsabilità ad un sanitario occorre sempre verificare se si tratta di comportamenti Commissivi od Omissivi, e quindi se sono configurabili reati commissivi o reati omissivi.
I reati commissivi, si consumano con il compimento di una data azione od omissione; i reati omissivi, ad esempio l'omissione di referto, consistono nella astensione da un'attività doverosa e la sua essenza consiste nella inosservanza di un dovere giuridico.

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L’ORDINAMENTO GIURIDICO A chi s’interroghi su cosa sia il "diritto" è dato di cogliere, nella realtà che lo circonda condotte che pongono regole di comportamento. Grosso modo "ordinamento giuridico" o sistema giuridico designa un macro insieme di norme giuridiche cui i componenti siano tutti riconducibili ad un comune fondamento di validità: tipicamente una costituzione formale ma anche materiale. Il vocabolo diritto può essere sostituito con l’espressione ordinamento giuridico, e questa sinonimia naturalmente sottintende la tesi che il diritto sia ordinamento. Perciò, scriveva Carnelutti, si parla di ordinamento giuridico per significare il complesso di mezzi, con i quali si cerca di mettere ordine nella società tribuendo cuique suum. Ordinare giuridicamente la società, è qualcosa come disporre tecnicamente i materiali per costruire un edificio. Sul terreno fisico si parla di costruzione; sul terreno sociale di CAPITOLO I

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