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Testo e ipertesto nel futuro didattico

Da qualsiasi parte si voglia considerare la comunicazione umana, è un fatto che le persone hanno a che fare non con singoli dati, ma con complessi organizzati di informazioni.
In linguistica, appunto, questa semplice constatazione ha dato il via a quell’originale settore di studi che è la linguistica testuale, secondo la quale una persona, nel corso dell’esistenza quotidiana, crea, interpreta e consuma testi e non semplici frasi.
Fra i testi che quotidianamente ciascuno di noi produce e accoglie, merita un posto particolare il testo argomentativo.
Argomentativo è un testo in cui l’emittente presenta una (o più) tesi su una materia che assume come controversa (o quanto meno controvertibile), presentando le proprie ragioni e ponendo il destinatario nella condizione di aderire o di rifiutare.
La crescente diffusione delle pratiche argomentative, orali e scritte, nella vita sociale impone in primis all’istituzione scolastica l’esigenza di qualificare l’educazione linguistica, perché essa possa fornire una preparazione consona a una partecipazione critica e vigile del cittadino. Tutti, infatti, dobbiamo confrontarci in varia misura, con messaggi persuasivi che attentano alla nostra capacità decisionale in innumerevoli occasioni della vita sociale, pertanto la centralità dell’educazione linguistica viene riconfermata come essenziale per lo sviluppo dell’essere umano come singolo e della collettività.
Ma ha ancora senso parlare di testo (tradizionalmente inteso) nell’era della multimedialità, dove tutto sembra ottenere un più immediato successo e una più interessata attenzione se frutto di sofisticati congegni elettronici?
L’ipertesto, la più recente estensione della scrittura, oltre a modificare alcuni concetti canonici riguardanti il libro a stampa - ad esempio di “linearità del testo”, di “lettore” e di “autore”- sembra destinato a soppiantare il vecchio libro (un po’ come accadde per il manoscritto dopo l’invenzione della stampa) anche per svariate ragioni di ordine più pratico: maggiore maneggevolezza, meno ingombro, risparmio di tempo e di denaro.
Tanti, quindi, i vantaggi che la didattica linguistica potrebbe trarre da un adeguato e guidato uso delle tecnologie ipertestuali, vantaggi di cui, purtroppo, non può ancora godere appieno per la non facile situazione della scuola italiana. Se è vero da una parte che negli ultimi anni qualcosa è cambiato e parecchie scuole sono state provviste di un laboratorio informatico, dall’altra è pur vero che c’è ancora tanto lavoro da fare per poter dare alle Nuove tecnologie un posto di tutto rilievo nella didattica di tutti i giorni. L’ambizione di poter portare finalmente la scuola italiana al pari delle più avanzate regioni d’Europa c’è, ma non i finanziamenti adeguati per la realizzazione di un progetto di questa portata. Non ci resta che aspettare, quindi, nell’attesa di questo nuovo “miracolo italiano” e cercare di far convivere le due realtà ormai esistenti, tradizione e innovazione, riconoscendo vantaggi e svantaggi di entrambe, senza schierarsi né dalla parte degli apocalittici né dalla parte degli integrati , cioè né fra coloro che pensano che l’introduzione di una nuova tecnologia della comunicazione - in questo caso il computer - arrechi alla società solo danni irreparabili, né fra coloro che, di contro, affermano che da essa vengono solo dei benefici. In entrambi i casi, infatti, si rischia di essere degli zelanti “profeti con un occhio solo”.

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INTRODUZIONE La linguistica del testo 1 non deve apparire come l’ultima novità dell’educazione linguistica. Col testo gli insegnanti hanno sempre avuto a che fare. Con manuali, ad esempio, testi nella più frequente accezione; con produzioni scritte: temi o riassunti; con brani antologici. E non soltanto gli insegnanti di italiano: quelli di matematica raccomandano di continuo la lettura attenta del “testo” del problema per una più sicura, giusta soluzione. D’altra parte, a ben riflettere, che i bambini pensino e parlino per testi è un dato di buon senso: una sola parola di un bambino di pochi anni è sentita da chi ascolta come qualcosa di articolato e di unitario, anche se incompleto sul piano della realizzazione linguistica. Da qualsiasi parte si voglia considerare la comunicazione umana, quindi, è un fatto che le persone hanno a che fare non con singoli dati, ma con complessi organizzati di informazioni. In linguistica, appunto, questa semplice constatazione ha dato il via a quell’originale settore di studi che è la linguistica testuale, secondo 1 L’interesse verso il testo ha sviluppato studi differenti che ne hanno sottolineato di volta in volta caratteristiche e valenze diverse come, ad esempio, gli studi di grammatica e di pragmatica testuale, l’analisi narrativa dei testi, la semiotica del testo e così via.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Floriana Piemontese Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3250 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.