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La nozione di trasferimento d'azienda nella giurisprudenza della Corte di giustizia europea

Informazioni tesi

  Autore: Letizia Corvi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena
  Corso: Scienze Economiche e Bancarie
  Relatore: Franca Borgogelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

La tesi analizza, nel primo capitolo, la nozione di trasferimento d’azienda nelle direttive comunitarie nn. 77/187 e 98/50.
La direttiva del 1977 intende “proteggere i lavoratori in caso di cambiamento di imprenditore, per assicurare il mantenimento dei loro diritti”.
La direttiva 98/50, a differenza della precedente, si applica anche ai trasferimenti di parti di imprese.
Nel secondo capitolo viene analizzata la giurisprudenza della Corte che, negli anni ottanta e novanta, si è caratterizzata per la progressiva espansione dell’ambito oggettivo di applicazione della nozione di trasferimento a tutte le modifiche soggettive della titolarità dell’azienda.
Nel terzo capitolo viene analizzata la cessione di ramo d’impresa che nella giurisprudenza della Corte di giustizia europea sembra aver imboccato una strada che ha condotto verso una “dematerializzazione” dell’oggetto del trasferimento.

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1 1. IL TRASFERIMENTO D’AZIENDA NELLE DIRETTIVE COMUNITARIE NN.77/187 E 98/50. 1.1 Presupposti ed obiettivi della Direttiva 77/187/CEE. La Direttiva n.77/187/CEE del 14 febbraio 1977 intende, “proteggere i lavoratori in caso di cambiamento di imprenditore, in particolare per assicurare il mantenimento dei loro diritti”. Il suo obiettivo essenziale è dunque quello di “far sì che la ristrutturazione delle imprese nell’ambito della Comunità europea non comporti conseguenze negative sui loro dipendenti” 1 . Con questa Direttiva si è cercato di far fronte ai fenomeni di trasformazione strutturale dell’economia comunitaria e alle situazioni di crisi. Le concentrazioni di imprese e le modifiche di titolarità di impresa sono state concepite come soluzioni in grado di consentire il salvataggio di unità produttive in crisi o troppo piccole. Una lettura congiunta dell’esposizione dei motivi della Direttiva e della nota informativa emessa dal Comitato economico e sociale, induce ad affermare che la ratio giustificatrice dell’intervento della Comunità è quella di dare una risposta, a livello comunitario, al problema delle crisi, molto gravi nel momento in cui si pubblicò la Direttiva, delle ristrutturazioni di imprese che derivano dal cambio della titolarità delle unità produttive. Affinché questi fenomeni non comportino pregiudizio per i lavoratori e affinché, allo stesso tempo, vengano lasciate fuori le posizioni eccessivamente 1 A. Pizzoferrato, La nozione “giuslavoristica” di trasferimento di azienda fra diritto comunitario e diritto interno, RIDL, 1998, I, p.429.

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Parole chiave

esternalizzazioni
diritto del lavoro
direttive comunitarie
trasferimento d'azienda
cessione d'azienda
direttiva 187-1977
direttiva 50-1998
cessione di ramo d'impresa

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