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Torino: la stampa racconta l'operetta

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Piano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Musicologia
  Relatore: Paolo Gallarati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

Il presente studio vuol essere un piccolo contributo ad un genere di teatro musicale minore, qual è l’operetta, in particolar modo quella italiana. Un genere di teatro comico, brillante, chiamato in Italia anche Piccola Lirica o Lirica Leggera, spesso guardato con sospetto e pregiudizio dalla “Cultura” e dal “Teatro Maggiore”, per la sua dichiarata frivolezza, per essere una sorta di fiaba musicale dove il divertimento e la distensione sono i suoi principali obiettivi. Un teatro minore che ha saputo coinvolgere e conquistare nel giro di pochi anni, tra il 1910 e il 1930, le affollate platee dei maggiori teatri italiani, appassionando ed entusiasmando sempre più un crescente numero di pubblico.
Attraverso una selezione di articoli, recensioni e interviste contenute nei principali quotidiani dell’epoca, quali LA STAMPA e la GAZZETTA DEL POPOLO, il nostro lavoro vuol essere una sorta di panoramica del mondo teatrale operettistico della città di Torino. Uno scenario storico-culturale del modo di intendere questa particolare forma di teatro, il gusto e le preferenze del suo pubblico. Una vera e propria rassegna stampa storica della produzione operettistica italiana dell’epoca d’oro torinese.

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3 INTRODUZIONE Il presente saggio vuol essere un piccolo contributo ad un genere di teatro musicale minore, qual è il teatro operettistico italiano, e in particolar modo, quello torinese. Un genere di teatro comico, brillante, chiamato in Italia anche «Piccola Lirica» o «Lirica Leggera». Spesso guardato con sospetto e pregiudizio dalla Cultura e dal Teatro Maggiore, per la sua dichiarata frivolezza, per essere una sorta di fiaba musicale dove il divertimento e la distensione sono i suoi principali obbiettivi. Un teatro minore che ha saputo coinvolgere e conquistare, nel giro di pochi anni (1910-1930), le affollate platee dei maggiori teatri italiani, appassionando ed entusiasmando sempre più un crescente numero di pubblico. Il nostro lavoro è strutturato in due parti principali. La prima vuol fornire alcuni dati fondamentali utili alla conoscenza del genere: informazioni a carattere generale, origini storiche e un breve cenno all'operetta francese e a quella viennese che tanta importanza hanno avuto per la nascita e lo sviluppo dell'operetta italiana. La seconda parte, arricchita da stralci di articoli, recensioni e interviste d'epoca relative alla scena torinese, è interamente dedicata alla piccola lirica italiana: storia, struttura, produzioni e principali compositori. Uno dei principali obbiettivi del nostro lavoro di ricerca è stato quello di scoprire e documentare se, anche nella nostra città, l'operetta, durante il periodo di massimo splendore, godeva della stessa grande popolarità, dello stesso considerevole successo di pubblico e di critica, che riscontrava contemporaneamente negli altri centri italiani come Milano, Napoli o Roma. Varie sono state le domande formulate a tal proposito quali informazioni sul pubblico, ovvero che tipologie di persone frequentavano il teatro d'operetta, quali i loro atteggiamenti, con quale modalità partecipavano all'evento. Quali erano le sale o i teatri cittadini che ospitavano rappresentazioni operettistiche: se si trattava di teatri specializzati nel genere o se si usava alternare negli stessi spazi altre forme di

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Parole chiave

la stampa
lirica leggera
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roberto piano
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