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Sistemi di amministrazione delle S.p.a.

E’ fatto risaputo che le società di capitali, ed in particolare le S.p.A., siano governate e controllate da una ristretta cerchia di azionisti, titolari della maggioranza del capitale sociale.
In realtà questa considerazione, fin troppo semplicistica, non è del tutto esatta: è evidente che il legislatore, assumendo il principio maggioritario come principio regolatore del funzionamento degli organi sociali, abbia voluto “premiare” o comunque avvantaggiare quei soci titolari dei maggiori pacchetti azionari. Ciò non vuol dire però che la gestione dell’attività d’impresa sia esclusivamente in mano a tali soggetti.
Infatti la legge, accanto alla previsione del principio maggioritario sopra esposto, più volte rimanda all’autonomia statutaria per la disciplina relativa alla nomina e al funzionamento degli organi sociali (per es. art. 2368, 1° comma, c.c.).
Il mio compito sarà dunque quello di individuare in che modo sia possibile sfruttare tale previsione legale, affinché la gestione non rimanga una prerogativa della sola maggioranza, ma un’attività alla quale anche i soci di minoranza, tramite la nomina di propri rappresentanti in consiglio di amministrazione, possano partecipare attivamente.
Un’analisi di questo tipo verte sicuramente sulla disciplina dell’organo amministrativo, ma non può prescindere neanche dalla considerazione delle regole di funzionamento dell’organo assembleare, al quale compete la nomina.
Mi propongo dunque di esaminare prima di tutto i caratteri generali, previsti dal modello legale, degli organi sociali appena citati (assemblea, e organo amministrativo); quindi di analizzare le ipotetiche modifiche statutarie e le clausole introducibili dagli stessi statuti; e infine di tracciare le linee generali di quella riforma, della quale da tanto tempo si parla, e che finalmente sta per essere attuata.

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3 Introduzione. E’ fatto risaputo che le società di capitali, ed in particolare le S.p.A., siano governate e controllate da una ristretta cerchia di azionisti, titolari della maggioranza del capitale sociale. In realtà questa considerazione, fin troppo semplicistica, non è del tutto esatta: è evidente che il legislatore, assumendo il principio maggioritario come principio regolatore del funzionamento degli organi sociali, abbia voluto “premiare” o comunque avvantaggiare quei soci titolari dei maggiori pacchetti azionari. Ciò non vuol dire però che la gestione dell’attività d’impresa sia esclusivamente in mano a tali soggetti. Infatti la legge, accanto alla previsione del principio maggioritario sopra esposto, più volte rimanda all’autonomia statutaria per la disciplina relativa alla nomina e al funzionamento degli organi sociali (per es. art.2368, 1° comma,c.c. ). Il mio compito sarà dunque quello di individuare in che modo sia possibile sfruttare tale previsione legale, affinché la gestione non rimanga una prerogativa della sola maggioranza, ma un’attività alla quale anche i soci di minoranza, tramite la nomina di propri rappresentanti in consiglio di amministrazione, possano partecipare attivamente. Un’analisi di questo tipo verte sicuramente sulla disciplina dell’organo amministrativo, ma non può prescindere neanche dalla considerazione delle regole di funzionamento dell’organo assembleare, al quale compete la nomina.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Martucci Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.