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La solidarietà on line: le comunità virtuali del terzo settore

La tesi indaga il campo della comunicazione mediata dal computer in relazione alle esigenze di professionalità ed efficienza del settore non profit. Vengono presi in esame i principali sistemi di comunicazione on line e vengono individuate le principali funzioni che tali strumenti possono adempiere nel mondo della solidarietà. Si tratta dunque di una tesi esplorativa che spazia dal giornalismo on line nel non profit, agli spazi intelligenti di creazione di connessioni tra associazioni diverse, alle tecniche di marketing relazionale e cause related marketing utilizzabile su Internet. Per ogni area di applicazione delle comunità virtuali nel non profit vengono individuati casi concretamente esistenti in Italia o all'estero, valutandone l'impatto e le eventuali lacune. La tesi si conclude con un confronto tra 5 principali portali del non profit e con dei suggerimenti e prospettive per il futuro, affinché anche il mondo della solidarietà possa trovare beneficio da questo innovativo metodo di comunicazione relazionale e paritario.

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3 INTRODUZIONE Il dibattito circa la moralità della condotta umana e la giustificazione etica delle azioni attraversa i secoli in maniera prepotentemente attuale. Se la morale è quel sapere concreto che contribuisce a illuminare il cammino umano nella scelta delle azioni proprie, l’etica si propone di dare fondamento ai precetti morali e di giustificarli secondo cause ultime. Aristotele, nel IV secolo a.C., proponeva una etica teleologica, basata cioè sull’idea che il mondo avesse una finalità ultima ed una sua logica intrinseca. Nella filosofia aristotelica il significato della vita risiede nella felicità umana, il cammino è la virtù. Per ciò egli distingue gli atti nella misura in cui sono in grado di condurci alla felicità, ossia, nella sua concezione, alla conoscenza, alla contemplazione attiva, alla filosofia. Nell’ottica kantiana l’etica è considerata secondo un modello deontologico in cui è il dovere il fondamento dell’eticità di un’azione. Secondo il filosofo tedesco esistono leggi intrinsecamente etiche che, conseguentemente, rappresentano puro dovere per l’uomo, chiamate “imperativi categorici”. Infine esiste un’ulteriore modello per valutare l’eticità di un atto: così detto modello dialogico della scuola di Francoforte. Apel sostiene che un atto umano sia buono nella misura in cui contribuisce a creare dialogo ed intersoggettività. L’esigenza di relazionarsi e di creare uno scambio dialogico costruttivo rappresentano, infatti, le necessità principali per

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Nicoletta Marinelli Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3068 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.