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Nascita, crescita e vicissitudini attuali della scuola ebraica di Milano

L’importanza tradizionalmente assunta dall’educazione presso gli ebrei è dimostrata dal fatto che il nome originale dei cinque libri del Pentateuco è Torah, che in ebraico significa insegnamento.
Fra le istituzioni che maggiormente qualificano e legittimano una comunità ebraica, da sempre la scuola occupa il primo posto. E’ comprensibile che sia così, perché la trasmissione, attraverso l’insegnamento religioso ed etico dell’Ebraismo, per tradizione costituisce la ragion d’essere e lo strumento di vita del popolo ebraico.
Una Comunità che abbia la fortuna di avere una propria scuola è una comunità che può guardare al futuro con minore preoccupazione di altre, poiché può contare su una generazione giovane che cresce e si forma. E mai come adesso, dove un gran numero di famiglie non sembra più essere in grado di fornire in proprio un’educazione ebraica adeguata, la presenza di una scuola ha assunto un ruolo fondamentale, tanto importante, soprattutto se si considera quale effetto “collaterale” può produrre nel campo della diffusione della cultura, vale a dire la circolazione all’interno di molte famiglie, attraverso i loro figli, di informazioni, comportamenti, che, altrimenti, sarebbe rimasta loro sconosciuta e perduta per sempre.
Scopo principale del mio lavoro è delineare la storia della scuola ebraica di Milano dalle sue origini ai giorni nostri, attraverso libri, saggi, articoli del Bollettino della Comunità Ebraica di Milano, ma soprattutto testimonianze dirette di chi, insegnante e alunno, ha vissuto la scuola, di chi si è reso disponibile a raccontarmi la sua storia.
Una piccola scuola a Milano esisteva già alla fine del XIX secolo anche se si trattava ancora di un piccolo asilo. Solo nel 1920 all’asilo si aggiunsero le prime tre classi elementari, con sede in Via Disciplini. La scuola è però legata alla gloriosa sede di Via Eupili. Fu Aldo Jarach a comprare le due villette ai numeri 6 e 8, rispettivamente nel 1928 e nel 1931, per farne scuola e qui la scuola rimase per trent’anni.
Attraverso la voce di Annamarcella Tedeschi ho conosciuto l’esperienza delle leggi razziali del 1938 e l’entusiasmante e miracolosa nascita delle scuole medie e superiori. Il regio decreto del 5 settembre 1938 escludeva alunni ed insegnanti ebrei dalle scuole pubbliche. Solo l’impegno duro e continuo di uomini come Federico Jarach, Yoseph Colombo rese possibile l’apertura della scuola dopo soli due mesi, per garantire ai ragazzi il diritto all’istruzione che lo Stato in cui vivevano aveva tolto loro. Vi approdarono centinaia di ragazzi e decine di insegnanti.
La scuola fu costretta a chiudere nel 1943 riaprendo nell’ottobre 1945. Le testimonianze di Anita Schaumann, alunna e maestra elementare nella scuola e Clara Kopcoiwsky, anch’ella maestra elementare, sono state preziose per conoscere la scuola nel dopoguerra. La ricostruzione e il grande sviluppo degli anni Sessanta e Settanta. Questi anni rappresentarono il momento di massima crescita della scuola con un aumento vertiginoso di alunni e la conseguente necessità di trasferirsi in una sede più grande. Dai primi anni Sessanta la scuola si è trasferita in Via Sally Mayer, in una sede più grande, ricca di aule e spazio.
Con la testimonianza della professoressa Sereni, preside per molti anni, conosciamo la realtà attuale della scuola, gli obiettivi e i problemi. La caratteristica della scuola è il forte investimento sulla qualità della preparazione culturale degli allievi, una preparazione generale innanzi tutto, che sia in grado di competere con quella delle migliori istituzioni pubbliche e aprire facilmente agli studenti l’accesso all’Università e anche alle professioni, ma anche una formazione ebraica di buon livello. La sperimentazione iniziata nel 1986 alle superiori è prova di quest’impegno e obiettivo. Il liceo sperimentale unitario comprende un biennio comune e un trienni in cui prevalgono le materie specifiche di indirizzo, rispettivamente scientifico, linguistico classico e moderno, tecnico. Già dall’asilo inoltre è introdotto l’insegnamento dell’inglese e dalle elementari dell’informatica.
Attualmente i problemi da affrontare sono tanti, tra cui il continuo calo degli iscritti, scesi ormai a poco più di cinquecento e i problemi finanziari.
Bisogna concludere che la Scuola della Comunità non è l’unica scuola ebraica a Milano, c’è, infatti, quella diretta dalla signora Garelik, nata agli inizi degli anni Sessanta, che fa capo al gruppo dei lubatvich; la scuola del gruppo libanese, sorta nel 1998.
Tutto questo si può trovare nel mio scritto: la nascita, la storia e le vicissitudini attuali della scuola ebraica di Milano.

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Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Moneta Contatta »

Composta da 270 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.