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Il caso Rizzoli-P2 (1976-1982)

Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Mastellarini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Pasquale Iuso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 225

È uscito per Dedalo Editore il libro di GABRIELE MASTELLARINI "Assalto alla stampa", opera sulla storia del giornalismo italiano e sull’uso della stampa come strumento di potere.
Vi invitiamo a consultare la scheda libro per maggiori informazioni sull'opera e sull'autore.


Controllare la società attraverso la stampa. E' questa la sfida di partenza che abbiamo accettato, per comprendere come sia possibile orientare la pubblica opinione attraverso i mass-media. Volevamo ricordare che per sette lunghi anni, la Rizzoli-Corriere della Sera è stata diretta dalla Loggia Massonica Propaganda Due, una lobby politica che doveva far accettare il suo piano di rinascita democratica.
Nel ’76 l'editoriale milanese si trova in piena crisi finanziaria e l'unica soluzione per evitare il fallimento è quella di cedere il controllo delle testate in cambio dei soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e degli altri finanziatori, procurati dai buoni uffici di Licio Gelli ed Umberto Ortolani.
Ripercorrendo tutte le tappe della vicenda, si è cercato di raccontare quello che accadeva nella “cabina di regia” di via Solferino. Ci siamo soffermati sulle ingerenze al “Corriere”, facendo nomi e cognomi e riportando fatti acclarati.
Inoltre, cifre alla mano, è stata analizzata la concentrazione delle testate messa in atto dalla Rizzoli-P2, rimarcando che l’oligopolio della stampa è un limite alla libertà.
C’è spazio anche per le iniziative collaterali, il quotidiano popolare e la rete televisiva privata (con il tg ''Contatto''), due novità importanti nella storia del giornalismo italiano.
Le luci si spengono nel 1982 quando la gloriosa casa editrice è costretta a portare i libri contabili in Tribunale, proprio dopo che la Loggia P2 era stata ''scoperchiata'' dai magistrati milanesi.
Una vicenda significativa nel panorama editoriale italiano. L’abbiamo raccontata per evitare che si ripeta qualcosa di analogo.

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1 PREFAZIONE Controllare la società attraverso la stampa. E’ questa la sfida di partenza che abbiamo accettato, per comprendere come sia possibile orientare la pubblica opinione attraverso i mass-media. Volevamo ricordare che per sette lunghi anni, la Rizzoli-Corriere della Sera è stata diretta dalla Loggia Massonica Propaganda Due, una lobby politica che voleva far accettare il suo piano di rinascita democratica. Nel ’76 l’editoriale milanese era in piena crisi finanziaria e l'unica solu- zione per evitare il fallimento era quella di cedere il controllo delle testa- te in cambio dei soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e degli al- tri finanziatori, procurati dai buoni uffici di Licio Gelli ed Umberto Orto- lani. Ripercorrendo tutte le tappe della vicenda, si è cercato di raccontare quello che accadeva nella “cabina di regia” di via Solferino. Ci siamo soffermati sulle ingerenze al “Corriere”, facendo nomi e cognomi e ri- portando fatti acclarati. Inoltre, cifre alla mano, è stata analizzata la con- centrazione delle testate messa in atto dalla Rizzoli-P2, rimarcando che l’oligopolio della stampa è un limite alla libertà. C’è spazio anche per le iniziative collaterali, il quotidiano popolare e la rete televisiva privata, due novità importanti nella storia del giornalismo italiano. Le luci si spengono nel 1982 quando la gloriosa casa editrice è costretta a portare i libri contabili in Tribunale, proprio dopo che la Loggia P2 era stata scoperchiata dai magistrati milanesi.

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