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La raccolta tramite obbligazioni nella gestione delle banche: aspetti operativi e di mercato

Introduzione

Il presente lavoro intende esaminare l’evoluzione della raccolta obbligazionaria delle banche con riferimento al contesto italiano.
Nel corso dell’ultimo decennio ripetuti e profondi mutamenti hanno coinvolto la struttura dei titoli, il ruolo delle principali figure di emittenti, le forme tecniche di negoziazione. Verosimilmente le modifiche che, nell’ultimo decennio hanno inciso sulle caratteristiche tecniche degli strumenti obbligazionari, sono state assai più profonde di quelle intervenute nei precedenti trent’anni, rendendo possibile per il sistema bancario rivedere completamente le proprie politiche di raccolta.
I punti cruciali di questo mutamento sono da individuare, oltre che nel quadro normativo di riferimento, radicalmente mutato, anche nell’evoluzione sia del contesto macroeconomico, per ciò che attiene in particolare alla globalizzazione dei mercati finanziari, alla riduzione strutturale in anni recenti del rendimento dei titoli pubblici e dell’inflazione, unito a una presenza meno pressante del Tesoro sul mercato, all’introduzione dell’euro, sia del contesto microeconomico, per ciò che attiene in particolare al mutamento delle scelte individuali di investimento con una tendenza sempre più marcata alla diversificazione e una maggiore propensione al rischio, alla concorrenza per l’accaparramento di quote di risparmio, che ha avuto inizio nella seconda metà degli anni Ottanta e che si è fatta via via più agguerrita.
Il concorrere di questi eventi ha condotto le banche ad un graduale ma inesorabile processo di ricomposizione delle proprie passività attraverso l’offerta di prodotti finanziari che hanno mutato il quadro dei rapporti con i risparmiatori e hanno profondamente cambiato il contesto competitivo dell’impresa bancaria.
L’attuazione dei principi di despecializzazione temporale ed operativa nell’esercizio del credito, per effetto della quale tutte le banche hanno avuto la possibilità di emettere obbligazioni, attraverso l’approvazione del d. lgs. 481 del 14 dicembre 1992, che ha recepito la Direttiva Cee relativa al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l’accesso all’attività degli enti creditizi e il suo esercizio e del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D. lgs. 385 del 1 settembre 1993), individuano il momento iniziale della traiettoria evolutiva della provvista obbligazionaria.
Analisi delle recenti emissioni obbligazionarie e delle loro caratteristiche tecniche, ruolo della raccolta obbligazionaria nel processo produttivo della banca e attuale quadro normativo di riferimento rappresentano le tre “dimensioni” che la presente trattazione intende sviluppare.

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Introduzione Il presente lavoro intende esaminare l’evoluzione della raccolta obbligazionaria delle banche con riferimento al contesto italiano. Nel corso dell’ultimo decennio ripetuti e profondi mutamenti hanno coinvolto la struttura dei titoli, il ruolo delle principali figure di emittenti, le forme tecniche di negoziazione. Verosimilmente le modifiche che, nell’ultimo decennio hanno inciso sulle caratteristiche tecniche degli strumenti obbligazionari, sono state assai più profonde di quelle intervenute nei precedenti trent’anni, rendendo possibile per il sistema bancario rivedere completamente le proprie politiche di raccolta. I punti cruciali di questo mutamento sono da individuare, oltre che nel quadro normativo di riferimento, radicalmente mutato, anche nell’evoluzione sia del contesto macroeconomico, per ciò che attiene in particolare alla globalizzazione dei mercati finanziari, alla riduzione strutturale in anni recenti del rendimento dei titoli pubblici e dell’inflazione, unito a una presenza meno pressante del Tesoro sul mercato, all’introduzione dell’euro, sia del contesto microeconomico, per ciò che attiene in particolare al mutamento delle scelte individuali di investimento con una tendenza sempre più marcata alla diversificazione e una maggiore propensione al rischio, alla concorrenza per l’accaparramento di quote di risparmio, che ha avuto inizio nella seconda metà degli anni Ottanta e che si è fatta via via più agguerrita. Il concorrere di questi eventi ha condotto le banche ad un graduale ma inesorabile processo di ricomposizione delle proprie passività attraverso l’offerta di prodotti finanziari che hanno mutato il quadro dei rapporti con i risparmiatori e hanno profondamente cambiato il contesto competitivo dell’impresa bancaria. L’attuazione dei principi di despecializzazione temporale ed operativa nell’esercizio del credito, per effetto della quale tutte le banche hanno avuto la possibilità di emettere obbligazioni, attraverso l’approvazione del d. lgs. 481 del 14 dicembre 1992, che ha recepito la Direttiva Cee relativa al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l’accesso all’attività degli enti creditizi e il suo esercizio e del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D. lgs. 385 del 1 settembre 1993), individuano il momento iniziale della traiettoria evolutiva della provvista obbligazionaria.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Monticelli Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2978 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.