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Nuovi modelli di business: le comunità virtuali. Il caso di Fondi.it

Il progetto dietro questa tesi nasce dalla volontà di affrontare l'aspetto economico delle comunità virtuali e non tanto quello sociologico, riguardo al quale si sono espressi numerosi autori nel corso degli ultimi anni. La struttura che percorre e caratterizza tutto il lavoro, è un confronto critico tra le nozioni più marcatamente teoriche e gli effetti derivanti dall'effettivo sviluppo di iniziative di business concentrate attorno all'implementazione di comunità virtuali. I risultati conseguiti hanno portato ad osservare come, in Italia, sia ancora scarsa la considerazione per questo fenomeno che negli Usa ha invece già raggiunto una sua stabilità e garantito agli investitori interessanti risultati in termini di revenue e comeimportanti quote di mercato siano ancora a disposizione per i player capaci di sfruttare tutti gli strumenti a disposizione.
Dopo aver analizzato, nel primo capitolo (''Marketing e comunità virtuali''), gli effetti causati dalle comunità virtuali sul modo tradizionale di intendere le leve e la funzione di Marketing e sulle azioni attuabili per ottenere la fedeltà del consumatore (quali l'affiliation, il lock-in, il permission marketing o il marketing virale), l'attenzione si sposta, nel secondo capitolo (''Le comunità virtuali''), sulle caratteristiche peculiari delle comunità virtuali (le origini, le diverse tipologie e le funzioni) con un occhio di riguardo particolare per le comunità di consumo (B2C) e finanziarie, categoria nella quale rientra Fondi.it.

Il terzo capitolo (''Il modello economico delle comunità virtuali''), rappresenta il cuore della tesi, analizzando dettagliatamente il modello di business, le fonti di ricavo e di costo, l'emergente fenomeno dell'infomediazione e i possibili sviluppi delle comunità virtuali; i concetti espressi in questo capitolo servono da base teorica per lo sviluppo degli argomenti trattati nel capitolo 4 (''Il caso di Fondi.it''), incentrato sulle decisioni prese dallo staff di Fondi.it per l'implementazione della propria comunità virtuale, e nel capitolo 5 (''Azioni di promozione e revenue di una comunità'') capitolo nel quale vengono considerati criticamente tutti gli strumenti necessari per generare una massa critica di utenti e dare il là alle dinamiche dei rendimenti crescenti.

Nell'ultimo capitolo, ''I programmi di affiliazione'', oggetto d'analisi sono proprio quegli affiliation program capaci di garantire una crescita notevole delle fonti di revenue di una comunità virtuale. Dopo aver fatto una esaustiva panoramica dei programmi disponibili e delle loro caratteristiche peculiari, particolare attenzione viene riposta sulle considerazioni riguardo al modello adottato e ai costi sostenuti da parte del management di Fondi.it in relazione al mall sviluppato.

La Conclusione, infine, costituisce un momento di riflessione ad ampio respiro sulle possibili conseguenze che le comunità virtuali potranno causare in svariati ambiti del modo di fare impresa, sempre procedendo lungo un continuum espanso in tre direzioni: la valutazione economica, l'impatto aziendale e il valore dell'interazione.

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Introduzione Introduzione In Internet non è la transazione legata al prodotto in sé e per sé che deve essere posta al centro dell'interazione con il cliente; è invece il "[..] parco informativo e relazionale legato all'attività che alimenta l'interazione continua con il cliente 1 ". Obiettivo delle opportunità di interazione deve essere, infatti, quello di stimolare il maggior numero di contatti con i clienti. Se la costruzione del sito gravita intorno alle sole opportunità commerciali , non vi sarà l'opportunità di accrescere la struttura relazionale e, soprattutto, di aumentare le occasioni di visita. Se al contrario, il progetto viene costruito attorno all'opportunità di erogare contenuto informativo di interesse per l'utente, allora vi sarà occasione di visita sicuramente maggiore, che diventerà opportunità di trasformazione in relazione di fiducia. Si può così derivare una prima e importante regola per le imprese che operano in contesti virtuali: la competizione in Internet avviene sull'informazione. L'obiettivo deve essere quello di trasferire il maggior numero di contenuti coerenti con il proprio target per accrescere le probabilità di interazione con il singolo cliente. Mentre, quindi, nel mercato off-line, le interazioni erano prevalentemente legate alle occasioni di transazione, in Internet, le occasioni devono essere estese al trasferimento di informazioni al cliente e alla creazione stessa di informazioni con il cliente, attraverso le modalità di interazione che Internet permette di attivare. Ma è proprio la straordinaria diffusione delle informazioni, la loro reperibilità in rete, la loro sovrabbondanza a renderne limitato il valore economico. Nell'economia delle reti ciò che manca è il tempo e la concentrazione da dedicare affinché le informazioni di cui disponiamo acquisiscano un significato. Ciò che scarseggia, e che quindi ha uno straordinario valore economico, è la quantità di attenzione che può essere assegnata individualmente o collettivamente ad un dato problema. 1 Prandelli, E. Verona, G. (2002) Il marketing in rete, McGraw-Hill, Milano, p. 61

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Calorio Contatta »

Composta da 269 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.