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La formazione in psicologia dell'emergenza

Ho cercato di articolare la tesi in modo da avere una panoramica il più completa possibile sulla formazione nel nostro Paese e all’estero e i suoi modelli teorici di riferimento, così da poterne valutare in maniera adeguata i pro e i contro per tentare di abbozzare,alla fine, seppur a livello esercitativo, una proposta di formazione sia per professionisti che per non professionisti.
Nella prima parte del mio lavoro ho cercato di spiegare che cos’è la psicologia dell’emergenza anche se purtroppo non è possibile fornire una definizione immediata, soprattutto perché si devono considerare una serie di variabili, come gli scenari, la terminologia, i luoghi, le culture, le diverse fasi dell’emergenza, gli attori istituzionali e non istituzionali che intervengono, i modelli e le tecniche. Di questa psicologia però, si può dire che è senz’altro una psicologia applicata che è legata ad altre discipline psicologiche come la psicologia sociale, la psicologia di comunità, la psicologia clinica, la psicologia dell’educazione, la psicologia culturale ed altre ancora.
Dalla panoramica sulla formazione si evince chiaramente che l’orientamento principale è legato al modello del trauma; si basa cioè sulla risposta individuale all’evento critico, usa metodi psicoterapici ed ha un valore importante soprattutto nella fase del post disastro. Oggi è in atto una revisione sulla centralità del trauma ed esiste una forte inclinazione verso un modello definito “psicosociale” che pone l’accento non sul singolo ma sulla comunità intera e le sue risorse per superare l’evento stressante, utilizzando strumenti della psicologia sociale che hanno come riferimento la comunità.

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I INTRODUZIONE L idea di questo argomento per la mia tesi di laurea, Ł andata via via maturando durante tutto il mio corso di studi. Ogni anno, sia nel nostro Paese che all estero, accadono eventi, piø o meno gravi, che portano a chiedersi come le persone, una volta accudite e messe in sicurezza, possano tornare alla normalit . ¨ noto che solo il 3-4% delle vittime di catastrofi arriver a sviluppare un problema serio come il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD). E gli altri? Come fanno a reagire? Come elaborano l evento in maniera adeguata? Quali conoscenze li aiutano a superare l evento? Sono aiutati? E se si, da chi?. Domande importanti e interessanti che, a dire il vero, mi perseguitano da molto tempo, essendo nata in un paese, Vajont, dove i ricordi della tragedia che lo colp , nel lontano 1963, sono pane quasi quotidiano. Quando accadde non ero nemmeno nei sogni dei miei genitori, ma io, come tanti altri, sono cresciuta nella consapevolezza di quello che Ł stato, di come la gente sia stata costretta a cambiare usi e costumi oltre che a dover abbandonare la valle natia per luoghi piø sicuri. In questo modo anche se non l hai vissuto in prima persona, diventi una vittima anche tu, perchØ persone a te care, come ad esempio i tuoi genitori, l hanno vissuto sulla propria pelle; cos ti fermi a pensare a quanto sei stato fortunato ad essere a questo mondo, perchØ la furia

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Lavinia Corona Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12183 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.