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Adolescenti e informazione sessuale - Indagine conoscitiva tra 873 giovani del Nord, Centro e Sud Italia

Informazioni tesi

  Autore: Marica Martino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Corso di diploma universitario ostetrica
  Relatore: Giuseppe Scimione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

Questa indagine ha tentato di aprire una finestra sul mondo adolescenziale, scrutando le abitudini ed i comportamenti dei giovani del Nord, Centro e Sud Italia, fotografando le loro esperienze personali, analizzando il loro grado di conoscenza a proposito di sessualità, fisiologia riproduttiva e contraccezione.
L’indagine, se pur evidenziando spesso diversità fra le tre zone geografiche prese in esame (Torino, Firenze e Foggia), determinate probabilmente dalle diverse opportunità di formazione e di riferimento familiare e sociale, disegna tuttavia un quadro abbastanza omogeneo di un mondo adolescenziale in evoluzione: i comportamenti sessuali dei giovani, nel giro di due generazioni, hanno subito profonde trasformazioni.
L’attività sessuale inizia sempre più precocemente, ma l’informazione riguardo la sessualità resta sempre insufficiente. Come conseguenza diretta di ciò, negli ultimi anni, si è verificato un aumento di gravidanze indesiderate e di aborti nelle adolescenti.
Confusioni, paure, pregiudizi alterano la realtà dell’adolescente, talvolta distorta proprio dalla società in cui vivono, dagli insegnanti, dai genitori, da una morale cattolica che condiziona ancora molto il nostro Paese ma sempre meno i giovani, per lo meno riguardo la sessualità.
Questi stereotipi impediscono alla società di evolversi insieme ai propri giovani: si preferisce, a volte, giudicare invece di ascoltare, ignorare invece di accettare, gridare allo scandalo invece di educare.
E’ necessario quindi, se non urgente, che la società prenda coscienza delle proprie responsabilità nei confronti dei cambiamenti che si stanno verificando al suo interno, sfidando sè stessa e le menti di tutte le persone che la costituiscono.
Questo dovrebbe essere il passo fondamentale per poter dare inizio ad un vero e proprio progetto di educazione alla sessualità.La scuola dell’obbligo, infatti, rappresenta una potenziale fonte d’informazione davvero potente, considerato il fatto che è capace di raggiungere tutti i giovani.
Ovviamente, per poter realizzare ciò, è necessario organizzare corsi di formazione rivolti a tutti gli insegnanti e magari anche ad i genitori: le loro mentalità sono meno recettive e disponibili ai cambiamenti, perché ancora troppo radicate alla cultura tradizionale e limitate dall’imbarazzo.
Gli interventi dovranno quindi essere multisettoriali, agire su vari lati della società, ma mirare ad un solo scopo: modificare le basi per poi poter costruire su di esse, un progetto concreto di educazione alla sessualità, che divulghi un’informazione realistica ed attuale, volta a predisporre l’adolescente verso scelte libere e responsabili.
E’ importante, per raggiungere tale scopo, sfruttare le risorse già esistenti (consultori, centri giovani), potenziandole e pubblicizzandole maggiormente; probabilmente, per favorire la conoscenza e l’accesso ai servizi territoriali da parte dei giovani, occorrerebbe passare da una logica tradizionale dei servizi in cui si attende e si accoglie l’utenza, ad una modalità che presuppone di muoversi nel territorio e nelle strade “andando incontro” alla domanda sociale. Inoltre, sarebbe necessario che tali servizi si rimodellassero sulla base dei bisogni dei giovani, trovando ed inserendo nei loro programmi, metodi più efficaci per stimolare il loro interesse.
In tutto questo processo, la figura dell’educatore, ha un ruolo da protagonista: è importante che sappia coinvolgere i giovani, catturare la loro attenzione, parlare il loro linguaggio, non mostrare né provocare imbarazzo verso le tematiche riguardo la sessualità, mantenendo sempre un atteggiamento attento alle loro esperienze personali ma mai giudicante, mirato cioè a conquistare la loro fiducia.
L’ostetrica/o appena diplomata/o, potrebbe potenzialmente possedere le caratteristiche necessarie a realizzare tutto ciò. Tra le competenze dettate dal suo profilo professionale, è compresa anche quella di partecipare “ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia nell’ambito della famiglia che nella comunità”. Inoltre, è da considerare che la giovane età dell’ostetrica/o appena diplomata/o non può che rappresentare un vantaggio nell’approccio con gli adolescenti, per i quali verrebbe facilmente considerata/o una/un loro pari.

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1 INTRODUZIONE Nel 1974 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che: “La salute sessuale risulta dall’integrazione degli aspetti somatici affettivi, intellettivi e sociali dell’essere sessuato che consentono la valorizzazione della personalità, della comunicazione e dell’amore. La salute si compone di tre elementi principali: • Essere capace di gioire, avendone la piena padronanza, di un comportamento sessuale e riproduttivo in armonia con un’etica sociale e personale. • Essere esenti da sentimenti di odio, di vergogna, di colpevolezza, di false credenze e altri fattori psicologici che inibiscono la risposta sessuale e turbano la relazione sessuale. • Essere esenti da turbe, malattie e deficienze organiche che interferiscono con le funzioni sessuali e riproduttive.” Il dibattito sull’educazione alla sessualità sembra non aver fine nel nostro paese dove le prima proposta di legge per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole risale al 1910 e dove delle decine di proposte discusse, nessuna è riuscita a raccogliere consensi sufficienti per il varo di una legge nazionale. Gli anni settanta e l’ inizio degli anni ottanta sono stati caratterizzati da forti mutamenti sociali, culturali e legislativi rispetto alla sessualità, basti pensare all’abrogazione del divieto di propaganda e uso di qualsiasi metodo contraccettivo, all’introduzione della legge sul divorzio confermata dal

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