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L'affidamento familiare: l'esperienza della comunità di Nomadelfia

L'affidamento familiare è presentato come istituto giuridico nell'attuale ordinamento con specifico riferimento al caso pratico di una comunità di tipo familiare di ispirazione cattolica, formata sul modello utopistico dello ''stato nello stato''.

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Introduzione Oggetto di questa tesi è l’affidamento familiare, così come previsto dall’ordinamento italiano, nella sua applicazione pratica presso la “comunità di tipo familiare” di Nomadelfia. L’interesse per questa Comunità è nato attraverso i racconti e le descrizioni di un suo componente: in occasione poi di una mostra fotografica sulla vita di dono Zeno Saltini, fondatore della Comunità, sono rimasta colpita nell’apprendere che il progetto di don Zeno era di creare una nuova “società cristiana”. Egli aveva una precisa consapevolezza della centralità della giustizia sociale: nella società che voleva fondare assumeva decisiva importanza l’idea di uguaglianza. Essa doveva essere caratterizzata, da un lato, dal superamento della proprietà privata, e dall’altro, dal superamento della famiglia borghese, in nome di nuove forme di relazione fra uomo e donna e adulti e bambini basate sul principio di gratuità e del tutto liberate da ogni condizionamento di tipo economico. 1 Da subito, quindi, Nomadelfia mi è sembrata una società cristiana utopica molto interessante da studiare, anche perché il suo fondatore, prima di divenire sacerdote, aveva conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’università cattolica del Sacro Cuore di Milano. La sua 1 G. CAMPANINI, Don Zeno e l’“utopia” di una società cristiana, in M. GUASCO, P. TRIONFINI (a cura di) Don Zeno e Nomadelfia, tra società civile e religiosa, Brescia, 2001, p.323

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessia Maria Ravasi Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.