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La costruzione dell'auto-imprenditorialità: professionalità e formazione dei nuovi self-employed

Una lettura sociologica, qualitativa e quantitativa, del lavoro autonomo oggi nei paesi occidentali, in una società del lavoro in cui il lavoratore è una “impresa individuale” e svolge la sua attività a livelli sempre più micro-imprenditoriali.
Lettura critica di ricerche nazionali e internazionali. Vitalità e incertezze, sul piano economico; esigenze di “valorizzazione individualistica”, sul piano antropologico e valoriale; individuazione delle risorse relazionali, culturali e finanziarie dei self-employed.
Particolare attenzione è data alle componenti più innovative del lavoro autonomo. Questo è strettamente legato all’emergere di una società dei servizi, legata al terziario avanzato, al cui interno i lavoratori sviluppano capacità cognitive e relazionali e offrono sul mercato lavoro umano in senso stretto. I new self-employed conseguono titoli di studio elevati, costruiscono profili professionali molto specifici, si presentano nella veste di consulenti alle imprese ed erogano servizi di qualità, altamente personalizzati, a elevato contenuto intellettuale e tecnologico.

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Introduzione La presenza di strutture lavorative di piccole e piccolissime dimensioni costituisce una costante peculiare dell’economia italiana, caratterizzata da un tasso elevatissimo di imprese che contano da uno a cinque addetti. Anche la quota di lavoratori indipendenti è quantitativamente rilevante, sebbene si tratti, in buona misura, di imprenditori ‘ereditieri’. Si tratta, cioè, di coloro che rilevano imprese familiari, radicate nei settori tradizionalmente trainanti l’economia nazionale e situate all’interno di distretti economici, tra i quali l’industria del pastificio e del confettificio, ma anche quelle casearia, tessile, calzaturiera. Il lavoro autonomo di piccole e piccolissime dimensioni, ha costituito, a lungo, la più consueta modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. Successivamente, tra la fine dell’ottocento e gli inizi del secolo successivo, questo è stato quasi completamente reso obsoleto dallo sviluppo della nascente economia industriale, considerata come lo stadio più evoluto della civilizzazione occidentale. Il predominio della grande impresa di massa fordista rendeva molto ardua qualsiasi concreta possibilità auto-imprenditoriale nel settore manifatturiero e, senza la valvola di sfogo rappresentata dal settore dei servizi, relegava i lavoratori autonomi nell’attività agricola, ormai in declino. Per questi motivi, dal punto di vista socio-economico, la figura lavorativa del self-employed, sia in possesso di un ben

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Serena di Gennaro Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2413 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.