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Educazione al movimento in ambiente naturale

Durante il corso di studi di educazione fisica tutti, chi più chi meno, parlano delle attività da fare all’aperto, di come la scuola inglese ci suggerisce delle idee in proposito, ma poi all’atto pratico sono ben pochi i suggerimenti su cosa fare e su come impostare un’attività all’aperto.
Indubbiamente il titolo di questo sussidio da spazio a tantissime possibilità tali che si rischierebbe di andare nel vago, basti pensare a tutte le attività che si possono fare in un ambiente naturale.
Quello che invece ho intenzione di proporre, sono una serie di attività specifiche che vanno bene a qualsiasi persona voglia praticarle, indipendentemente dall’età, sia esso l’educatore, genitore o una persona qualsiasi che ha a che fare con i ragazzi, etc.; le attività che proporrò non sono tecnicistiche o con un fine sportivo, bensì sono solo dei suggerimenti per muoversi con poche e facili regole; una sola è importantissima da rispettare: “Si gioca sempre in un ambiente naturale”.
Voglio spiegare un termine che userò spesso: il termine "giocare". Sono state molte le persone che hanno dato un significato a questa parola: “È un certo modo di procedere attraverso il quale si realizza un certo equilibrio tra il mondo interiore e quello esteriore” (Melania Klein).
“Il gioco non ha nulla che lo avvicini ad un’attività gratuita” (J. Leboulch).
“Giocare è la passione di fare le cose, lavorare è doverle fare” (Ralph Parlette).
“Il gioco è il primo grande educatore” (Baden Powell).
Io non mi metterò a dare l’ennesima citazione né a dare un’altra spiegazione, sarei estremamente presuntuoso se lo facessi; però quando sono con i ragazzi, ma accade anche con gli adulti, quando lancio un’attività classificandola come gioco le persone hanno molto più entusiasmo che se la classificassi in qualsiasi altro modo: lavoro, educazione, etc., anche se l’attività è la stessa.

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PREMESSA Durante il corso di studi di educazione fisica tutti, chi più chi meno, parlano delle attività da fare all’aperto, di come la scuola inglese ci suggerisce delle idee in proposito, ma poi all’atto pratico sono ben pochi i suggerimenti su cosa fare e su come impostare un’attività all’aperto. Indubbiamente il titolo di questo sussidio da spazio a tantissime possibilità tali che si rischierebbe di andare nel vago, basti pensare a tutte le attività che si possono fare in un ambiente naturale. Quello che invece ho intenzione di proporre, sono una serie di attività specifiche che vanno bene a qualsiasi persona voglia praticarle, indipendentemente dall’età, sia esso l’educatore, genitore o una persona qualsiasi che ha a che fare con i ragazzi, etc.; le attività che proporrò non sono tecnicistiche o con un fine sportivo, bensì sono solo dei suggerimenti per muoversi con poche e facili regole; una sola è importantissima da rispettare: “Si gioca sempre in un ambiente naturale”. Voglio spiegare un termine che userò spesso: il termine “giocare”. Sono state molte le persone che hanno dato un significato a questa parola: “È un certo modo di procedere attraverso il quale si realizza un certo equilibrio tra il mondo interiore e quello esteriore” (Melania Klein). “Il gioco non ha nulla che lo avvicini ad un’attività gratuita” (J. Leboulch). “Giocare è la passione di fare le cose, lavorare è doverle fare” (Ralph Parlette). “Il gioco è il primo grande educatore” (Baden Powell).

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Carlo Catalano Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4954 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.