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Il venture capital per lo sviluppo delle imprese: il caso Novuspharma s.p.a.

PRESENTAZIONE

1) Definizione di venture capital

Quando ho tentato di tradurre il termine “venture” dall’inglese, ho trovato sinonimi come “avventura, rischio, azzardo”. Unendo mentalmente l’aggettivo al nome, “venture capital”, l’idea che ho subito associato è stata quella di capitali che si muovono alla ricerca di nuove opportunità profittabili d’impiego, sopportando i rischi che possono derivare dal credere in un’avventura del tutto sconosciuta e azzardando opinioni sulla possibile evoluzione dell’iniziativa.
Anche se il concetto non è nuovo, il capitale di rischio è stato protagonista negli ultimi anni, finanziando moltissime imprese nate durante il fenomeno della bolla speculativa del 2000 legata ai titoli tecnologici.

Il venture capital investe solitamente in capitale di rischio d’imprese di piccola dimensione e di fresca costituzione, attive in settori altamente innovativi e che richiedono perciò rilevanti mezzi finanziari per l’aumento della tecnologia e contraddistinte da un elevato rapporto rischio/rendimento.
I venture capitalist prendono parte attiva nell’iniziativa, non si limitano a finanziare l’idea imprenditoriale, ma la stimano a priori molto accuratamente, contribuiscono a potenziare e sviluppare il progetto sia nell’impostazione strategica e sia verificandone le singole possibilità di concretizzazioni, prendono parte attivamente alla gestione d’impresa, nominando manager di fiducia nel Consiglio di Amministrazione.
Il fine è il raggiungimento in un arco temporale medio-lungo (5-10 anni) di una remunerazione economica a fronte dei rischi assunti, attraverso la cessione delle quote di partecipazione sottoscritte, ottenendo un concreto guadagno di capitale con la vendita della sua partecipazione, una volta raggiunti gli obiettivi prefissati.
Lo smobilizzo della partecipazione costituisce la parte finale della successione del processo d’investimento e ne raffigura un momento decisivo poiché è proprio in quest’istante che si materializzano i frutti degli sforzi e del lavoro compiuto dall’investitore istituzionale sull’azienda.

I vantaggi derivanti dalla cessione di una partecipazione all’investitore istituzionale in capitale di rischio d’impresa derivano dalla possibilità di reperire denaro fresco e paziente per finanziare i piani di sviluppo di nuove imprese e migliorare l’immagine aziendale nei confronti del mercato; l’ingresso di un partner finanziario appone una garanzia sulla validità dell’impresa e dei suoi programmi, con possibilità di creare network collaborativi grazie alle conoscenze dell’investitore; netta separazione tra interessi personali e societari, a vantaggio dell’impresa e del suo team direttivo; possibilità di usufruire di servizi di consulenza non solo finanziaria ma anche direzionale, riguardo a scelte operative e strategiche d’impresa, sovente, con l’ingresso di un operatore istituzionale nel capitale dell’impresa, si richiede un cambiamento di mentalità da parte dell’imprenditore medio-piccolo adattandosi a logiche di mercato internazionali.

L’attività di venture capital ha ormai acquisito anche in Italia una grande importanza per lo sviluppo e l’adattamento a standard internazionali del nostro sistema economico e finanziario.
Le nostre piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale del sistema industriale e sono state prese spesso a modello per la loro vivacità imprenditoriale, la flessibilità e la loro capacità d’innovare e di mantenere standard elevati, soprattutto nei settori tradizionali.

Dagli ultimi dati disponibili, risulta che la situazione per il mercato del venture capital non è affatto buona.
Il settore finanziario ed economico, nel complesso, è alla ricerca delle condizioni d’equilibrio e sta cercando di venir fuori dalla congiuntura economica sfavorevole. A ciò, si aggiungono le valutazioni depresse delle imprese private e il perdurare della volatilità sui mercati azionari, che lasciano poche opportunità di sviluppo per le imprese venture-backed.
Gli operatori istituzionali hanno, infatti, deciso di mantenere il loro portafoglio intatto, sospendere la ricerca di nuove opportunità d’investimento e di continuare a sostenere lo sviluppo delle imprese partecipate e di compiere operazioni di disinvestimento posticipandole in futuro, quando le prospettive di smobilizzo saranno più favorevoli.

La situazione economica attuale non è delle migliori, è contraddistinta da una debolezza del clima di fiducia degli investitori che riflette il continuo aumento dell’incertezza registrato sui mercati finanziari mondiali sin dall’estate 2002, che ha causato un aumento della volatilità sui mercati azionari, associata alle prospettive sfavorevoli per l’economia mondiale, alle tensioni geopolitiche (la guerra in Iraq) e del loro possibile impatto sui corsi petroliferi.

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6 Una visione d’insieme: analisi delle principali variabili macroeconomiche Introduzione Quando, ultimati gli esami universitari nel mese di settembre 2002, mi sono trovata a dover scegliere l’argomento sul quale sviluppare la mia tesi di laurea, ho subito concentrato l’attenzione su Internet e le nuove tecnologie. Oltre il fascino che comunemente suscita un processo d’innovazione, il mio interesse verso tale settore deriva soprattutto dal comprendere il perché questo fenomeno, definito da molti “rivoluzionario”, catalizzatore della crescita economica, occupazionale e dagli elevati rendimenti da esso generato in passato, si sia esaurito in così breve tempo. La rivoluzione determinata dal profondo processo d’innovazione pareva far contenti tutti: le imprese, che osservavano salire le proprie quotazioni; i lavoratori, che intravedevano l’allontanarsi della minaccia della disoccupazione; le famiglie, che assistevano al rivalutarsi dei propri risparmi investiti in Borsa e vedevano crescere la varietà e la qualità di beni e servizi su cui riversare la propria aumentata capacità di spesa. Con un quadro così ottimistico è facile non essere prudenti e farsi prendere dall’entusiasmo. Ed è quello che è successo agli investitori, che hanno spinto le quotazioni dei mercati finanziari ad un livello, rivelatosi con il senno di poi, eccessivo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marianna Orassi Contatta »

Composta da 264 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.