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La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli

La conoscenza come nuova cruciale risorsa per le imprese, la conoscenza come elemento del presente delle organizzazioni e come frontiera del futuro per aziende sempre più orientate ad agire in un mondo globalizzato, interconnesso ed in rapida evoluzione verso forme sempre nuove e differenti. La conoscenza come base stabile di definizione della strategia delle imprese rappresenta il perno su cui si regge il Knowledge Management, ossia la pratica manageriale che sta affermandosi nel dibattito organizzativo così come nelle concrete esperienze aziendali in qualità di paradigma di fondo per le aziende nel prossimo futuro. La presente tesi mira pertanto ed in primo luogo a comprendere, contestualizzare ed analizzare il panorama sociale da cui emerge questa pulsione verso il sapere organizzativo, articolando un complesso discorso in cui entrano in gioco fattori esterni ed interni alle organizzazioni, nonché elementi propriamente strutturali unitamente ad aspetti culturali, così da definire un insieme il più possibile completo di strumenti e categorie concettuali atte alla disamina ed allo studio della gestione del sapere nelle imprese.
Attraverso l’approfondimento delle tematiche inerenti al Knowledge Management, quindi, si perviene a quattro importanti risultati: in primo luogo, per via di quella stessa riflessione di cui sopra si diviene in grado di sistematizzare e raccogliere una pluralità di elementi analitici utili alla valutazione, alla comprensione ed alla spiegazione del ruolo e dei movimenti della conoscenza all’interno delle organizzazioni. In seconda istanza, si perviene a focalizzare l’attenzione non soltanto sul concetto di Knowledge Management come pratica manageriale, ma anche come tratto strutturale di qualsiasi impresa, poichè ogni realtà organizzativa dispone, per definizione, di un set di conoscenze spontaneamente gestite attraverso modalità peculiari e non rispondenti ad intenti progettuali di Knowledge Management; in questo modo, risulta evidente come le categorie concettuali utili nello studio della pratica manageriale siano in realtà identiche a quelle attivabili nella comprensione delle dinamiche spontanee di gestione del sapere organizzativo.
Terzo importante punto su cui si sofferma il presente studio è l’individuazione di una pluralità di aree e fattori di criticità per la fluidità della conoscenza nelle organizzazioni, ossia per il valore che il Knowledge Management stesso intende realizzare; tali elementi di ostacolo, inoltre, sono rinvenuti in aree distinte della realtà, e segnatamente sono ritrovabili nel dominio della pratica, della cultura e della conoscenza in sè. Da ultimo, il presente lavoro getta un rapido sguardo sulla configurazione futura possibile delle imprese, assumendo come parametri di sviluppo della realtà organizzativa alcune tendenze emergenti dal dibattito sulle Knowledge-Based Organizations, giungendo così a prefigurare un’immagine organizzativa definita dell’organizzazione indeterminata.

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IV Introduzione L’argomento che s’intende affrontare con questo lavoro inerisce pienamente alla branca della sociologia dell’organizzazione, pur tuttavia ha, allo stesso tempo, un respiro più ampio. Ciò non è dovuto all’ambizione dell’autore oppure alla sua megalomania, piuttosto deriva dalla complessità dell’oggetto di studio stesso, dalle sue numerose sfaccettature, dalle molteplici connessioni che esso stesso istituisce con altre dimensioni. Al contempo, dunque, la discussione che seguirà toccherà le corde della sociologia dell’organizzazione, della sociologia della conoscenza, della sociologia della cultura. Il tema che sarà indagato nel presente studio è, detto in forma volutamente semplicistica, il Knowledge Management, la gestione della conoscenza nelle organizzazioni. Questo argomento si configura come una delle questioni portanti su cui evolverà, e su cui già si sta strutturando, il dibattito organizzativo, nonché la realtà empirica delle imprese e degli enti attualmente esistenti. Gestire conoscenza significa fare di una risorsa intangibile ed invisibile un asset profittevolmente sfruttabile per l’ottenimento dei risultati prefissati, per l’acquisizione di un vantaggio competitivo spendibile sul mercato nel confronto dei propri concorrenti, per la promozione e la stimolazione dell’innovazione (nei processi e nei prodotti, così come nelle tecnologie e nelle procedure), per contrastare la crescente mutevolezza dell’ambiente esterno. Gestire conoscenza, dunque, sta divenendo un obiettivo primario per le organizzazioni, di qualsivoglia genere e tipo. Per quale motivo? La risposta a questa domanda giace nella società stessa in cui viviamo, giace nelle tendenze e nei fenomeni che si sono generati recentemente o che stanno iniziando ad evolvere verso dimensioni vieppiù grandi. In primo luogo, dunque, occorre porre attenzione a tale quesito, e di conseguenza a questi stessi fenomeni. È quanto ci si propone di fare nella prima parte di questa dissertazione, supponendo che il focus sulla conoscenza, che la valorizzazione di tale risorsa da parte di analisti, consulenti e dirigenti nasca al crocevia fra le emergenti dinamiche socio-economiche e socio- culturali, ritenendo che sia nell’intersezione fra tendenze del mercato e tendenze del pensiero che si annida la risposta alla domanda di cui sopra. In particolare, si vedrà come la conoscenza acquisti sempre maggior valore a causa del montare dei fenomeni di globalizzazione e di multinazionalizzazione, dell’incremento della turbolenza ambientale, dell’evoluzione tecnologica, della diffusione, in misura sempre più massiccia, di prodotti incorporanti conoscenze eterogenee di elevato livello, della trasformazione che riguarda le stesse organizzazioni (ed in specie interessa la locazione delle attività produttive e la gestione del personale, delle risorse umane). In tal modo, ci si prefigge dunque di saper dire per quale motivo stia divenendo sempre più importante gestire la conoscenza disponibile nelle imprese e negli enti. È un punto di partenza che si ritiene fondamentale poiché consente, in primo luogo, di contestualizzare il tema affrontato inserendolo armonicamente nella realtà presente, mostrando come ciò di cui si tratterà in seguito

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Nicolotti Contatta »

Composta da 534 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.