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Isaiah Berlin: idee di libertà

Informazioni tesi

  Autore: Luca-domenico Cuneo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Massimo Marassi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

Un filo rosso per addentrarsi nelle riflessioni di Isaiah Berlin è fornito dallo scopo che egli assegna al pensiero: consentire agli uomini di smarcarsi dalla carica determinante esercitata dalla rete di relazioni in cui vivono. Si può seguire l’autore nelle sue analisi concettuali senza rischiare di smarrirsi, ma, al contrario, cercando di rintracciarvi una difesa della libertà. Molto interessanti a questo proposito sono le sue riflessioni di argomento storico ed etico-politico.

L’interlocutore polemico della riflessione berliniana di argomento storico è il determinismo. B. rifiuta un’interpretazione dei legami che caratterizzano l’esistenza di ogni uomo nei termini di leggi che ne determinino l’agire: vivere ispirati da questa convinzione significherebbe abdicare alle proprie responsabilità. In quest’ottica, sulla scia di Vico, non accetta l’identificazione della storia con le scienze naturali; diverso è il suo scopo: non cercare di costruire un modello che renda ragione delle similitudini, ma cogliere ciò che differenzia un evento da tutti gli altri. E' necessario che uno storico assuma il punto di vista degli attori storici: deve prendere in esame le espressioni più o meno intenzionali di un’epoca e rintracciare i modi di guardare al mondo propri degli uomini che le produssero; facendoli propri, può accedere al senso che gli eventi ebbero per coloro che li vissero.
Uno storico può realizzare il proprio progetto individuando un aspetto della propria relazione con il passato che gli susciti interesse per esso e gli consenta di comprenderlo; allo stesso modo, un uomo può fare esperienza della libertà, non uscendo dalla trama di relazioni in cui vive, ma nel momento in cui riesca a trovare quel volto di tale trama che gliene offra occasione.

Per B. esiste un'ineludibile incompatibilità tra quelli che gli esseri umani considerano i fini della propria vita; scopo della riflessione politica è evitare che tale incompatibilità conduca ad esiti nefasti.
B. rifiuta qualsiasi interpretazione in senso monista di questo dato: non esiste un criterio, riconosciuto come valido da tutti gli uomini, che sia unità con cui misurare i valori in conflitto. Analizzando le posizioni di Machiavelli, Herder e Vico, conclude che ogni valore è caratterizzato da una certa dose di conflittualità; il confronto con Kant gli permette di riconoscere come un valore sia tale solo nella misura in cui lo assumiamo come guida della nostra condotta. Soltanto scegliendolo tra un novero di valori incompatibili, un uomo può decidere quale sia il principio ispiratore del proprio agire. Evitare di entrare indiscriminatamente in conflitto con quanti professino valori incompatibili con i propri si precisa come lo scopo della riflessione politica.
B. rifiuta soluzioni che eleggano a unico criterio dell’agire politico la difesa della libertà negativa o di quella positiva; di contro, propone, come criterio in base al quale giustificare l’esercizio dell’autorità in ambito politico, un incrocio di pluralismo e libertà negativa: la tutela dello spazio necessario ai membri di una comunità per scegliere i fini del proprio agire e, poi, la tutela dei percorsi di vita ispirati a quelle scelte. Questa proposta non viene giustificata a partire da un impianto metafisico o da valori ritenuti universalmente condivisi, ma dal riconoscimento della necessità di difendere la possibilità per un uomo di scegliere i propri fini.
Per comprenderne la portata è necessario riferirsi al modo in cui B. intende il pluralismo: non è possibile ricondurre i valori umani ad un unico impianto universalmente conoscibile; allo stesso tempo, essi non sono assolutamente relativi al gesto con cui sono assunti e, a testimonianza di ciò, sta la loro ineludibile incompatibilità. A partire dalla conflittualità oggettiva esistente tra i valori, chi ne professi di incompatibili, può rintracciare elementi comuni che consentano di evitare il divampare di un conflitto indiscriminato. La proposta politica di B. si propone come valida per chiunque voglia evitare il divampare di un conflitto indiscriminato.
Per trovare quel volto della trama di relazioni che gli consenta di essere libero, un uomo non deve limitarsi a scegliere un valore, ma si deve anche fare carico, nei limiti del possibile, della conflittualità che inevitabilmente lo abita.

La visione di B sottolinea anche l’esistenza di alcuni limiti di questa esperienza della libertà: scegliere significa trovarsi di fronte a due corsi di azione incompatibili nel mondo in cui viviamo (si ha accesso ad un’indipendenza da tale mondo altrimenti preclusa); altresì, intraprenderne uno significa tradire tale indipendenza. L’inevitabilità di quel tradimento significa che non si può identificare la l. con nessuna delle nostre scelte; questo deve renderci disponibili al dialogo e a farci carico dei loro limiti, vedendovi il segno distintivo del darsi della l.

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Introduzione Isaiah Berlin nacque da una famiglia ebraica di Riga il 6 giugno 1909; visse nella citt� lettone fino al 1915 quando, a fronte di una situazione germano-russa divenuta troppo tesa per consentire i fiorenti commerci di legname del padre, si trasfer� con la famiglia a San Pietroburgo; da qui, poi, nel 1920, a seguito dell�affermarsi del regime comunista, i Berlin tornarono a Riga, ma, nello stesso anno, constatata la diffusione che l�antisemitismo stava avendo in Lettonia, decisero di stabilirsi a Londra 1 . In Inghilterra Isaiah, dopo un primo periodo di adattamento, intraprese un percorso scolastico che, attraverso la St. Paul�s School di Londra e il Corpus College di Oxford, lo condusse ad un diploma di prima classe in Greats (storia antica, filosofia antica e moderna), nell�estate del 1931 e ad una laurea di prima classe in PPE (filosofia, politica e economia), nell�estate del 1932. Ma il momento di svolta che indirizz� definitivamente la sua vita all�attivit� intellettuale fu il superamento dell�esame di fellowship ad All Souls, che, nell�autunno del 1932, primo ebreo nella storia, gli diede accesso ad una delle principali istituzioni accademiche britanniche. Nel 1933, infatti, H.A.L. Fisher gli offr� l�incarico di scrivere una monografia su Marx; quest�impresa lo occup� per 6 anni e gli permise di analizzare non solo le idee del filosofo tedesco, ma anche quelle dell�ampia gamma di autori da cui egli aveva attinto importanti indicazioni. Negli stessi anni, poi, anim�, insieme a J.L. Austin, a A.J. Ayer e ad altri giovani filosofi 1 Per le vicende biografiche di Berlin ho preso a riferimento M. IGNATIEFF, Isaiah Berlin. A Life, Chatto and Windus; ed. it., Isaiah Berlin. Ironia e libertà, Carocci, Roma 2000, trad. it. di F. Olivieri.

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Parole chiave

filosofia della storia
filosofia politica
storia delle idee
liberalismo
antimetafisica
aleksandr herzen
isaiah berlin
libertà

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