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Il pensiero politico di Aldous Huxley

Il pensiero politico di Aldous Huxley attraverso l'analisi della sua letteratura, con un particolare riferimento ai testi utopisti più famosi: L'isola e Brave New World.

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INTRODUZIONE Il pensiero politico di Aldous Huxley si fonda sull’aspettativa di una serie di riforme che riguardano l’uomo e non le sue istituzioni politiche. Egli pensa, infatti, che senza un cambiamento spirituale dell’uomo qualsiasi tipo di modifica del suo ambiente sia inutile e non arrechi progressi reali. La sua attenzione, dunque, è centrata sulle modalità per far evolvere interiormente l’individuo, sicuro che da un suo miglioramento sarebbe sgorgato inevitabilmente un progresso in ogni campo della sua vita, compreso quello politico. Questo lavoro si propone di analizzare l'evoluzione del pensiero politico di Aldous Huxley partendo dai suoi scritti e racconti giovanili, per terminare con un'analisi dell'utopia di Island, suo ultimo lavoro prima della morte, avvenuta nel 1963. Island rappresenta la summa , il risultato finale del percorso spirituale di Aldous Huxley, ed é interessante ripercorrere il cammino che lo ha portato a scrivere quest'opera complessa e discussa. La letteratura critica a disposizione è datata e non aggiornata, se escludiamo un paio di saggi che prendono in considerazione isolati aspetti dell’opera di Huxley e che appaiono in parte soddisfacenti. Questi ultimi sono quelli di Stefano Manferlotti (Antiutopia, Huxley, Orwell, Burgess), Krishan Kumar (Utopia e antiutopia, Wells, Huxley, Orwell ) e Carmela Metelli di Lallo (Analisi del discorso pedagogico ). Tutti gli altri testi citati in nota sono anteriori al 1963 e quindi, dal momento che Island è stato pubblicato in quell’anno, non comprendono l’opera conclusiva fondamentale dell’autore inglese nella loro critica, risultando quindi a mio avviso troppo incompleti per poter essere significativi. Il saggio più citato è quello di John Atkins, del 1954, ma è volto quasi esclusivamente all’analisi tecnica della scrittura di Huxley. Uno dei più recenti è quello di Adriana Corrado (Da un’isola all’altra, 1988), ma io non condivido assolutamente gran parte del lavoro, poiché ritengo che l’autrice non abbia interpretato nella maniera corretta le provocazioni dello scrittore inglese e mi sento di poter dire che il giudizio dell’autrice sull’uso delle droghe allucinogene da parte di Huxley non sia sereno, ma sia viziato da un pregiudizio negativo di fondo. In ognuna delle opere giovanili sono presenti, in forma più o meno completa, una o più tematiche che si riveleranno poi fondamentali per l'autore e che si ritroveranno sviluppate ampiamente nelle opere più significative: Brave New World, Ends and Means, Brave New World Revisited e Island. Questi quattro lavori sono quelli su cui la mia analisi si é soffermata più approfonditamente. Lo stacco dai romanzi degli anni '20 é netto, ma l'ironia e la vivacità intellettuale dell'autore non vengono meno neppure nei saggi. Quelle citate sono opere fondamentali non solo nell'evoluzione dell'autore, ma anche per la cultura in generale, tanto che negli Stati Uniti la lettura di Brave New World é inserita nei programmi scolastici delle scuole superiori. Caso a parte é rappresentato da Island, che pur essendo il lavoro più significativo, per molti aspetti, viene ricordato dalla critica con meno frequenza delle altre sue opere, e viene considerato un libro noioso e faticoso alla lettura. Inoltre, come la stessa Laura Huxley ci riferisce nell’intervista citata, Island non viene praticamente mai considerata come opera fondamentale "per la presenza delle droghe intese positivamente, costruttivamente nella formazione dell'uomo", e questo fatto non può essere accettato. Nelle scuole, infatti, la lettura di questo testo non rientra nei programmi. Inoltre, nel momento in cui veniva pubblicato, Huxley era considerato dagli intellettuali come uno "strano" tipo eccentrico, che probabilmente aveva esagerato con l'assunzione di droghe e con lo studio di culti strani. Anche in base a questa opinione circolante, il libro venne accolto con freddezza e non ottenne successo. Ritengo, comunque, che questa accoglienza non sia dovuta alle eccentricità dell'autore, che venne addotta come pretesto. La causa é il contenuto: un Inglese che scrive contro gli arsenali nucleari e contro il consumismo mina

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo, Alessandro Bonsignore Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3102 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.