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Le garanzie atipiche e il pegno rotativo

«Non è possibile negare, in linea di principio, la rilevanza giuridica di pattuizioni, le quali prevedano, rispetto a tali rapporti (le garanzie rotative), la sostituzione, totale o parziale, dell'oggetto della garanzia, salvaguardando la continuità del rapporto». Cass. N° 5264, 28 maggio 1998.
Alla luce di quanto emerso alla fine di questa tesi, non può che concordarsi con la massima espressa dalla sentenza della Corte di Cassazione, la quale riconosce «la validità e la efficacia del cd. pegno rotativo», completando il processo di penetrazione negli orientamenti dei giudici di merito delle idee espresse dalla dottrina.
Formula coniata, si è visto, per definire un «fenomeno tanto profondamente contraddittorio, secondo i moduli della garanzia reale, da sembrare [...] perfino paradossale».
La realtà ci mostra invece, una fattispecie che si collega a una «moderna concezione della garanzia reale», atta a fornire i privati di un «potere creativo», in ordine alla possibilità di giungere a un effetto di garanzia con gli strumenti presenti nel sistema, e nel suo rispetto, che «risultino in concreto più idonei a realizzarlo».
Il concetto di pegno rotativo vuole indicare «una forma di garanzia reale che consenta la sostituibilità e mutabilità nel tempo del suo oggetto senza comportare, ad ogni mutamento, la rinnovazione delle modalità richieste per la costituzione del vincolo». Tale funzione opera all'interno di una pluralità di modelli e strutture che, rispetto a quella tradizionale, appaiono con una forma diversa «ma che per le sue caratteristiche non determina una fuoriuscita dal tipo legale “pegno”», né una variazione della sua struttura formale, ma semplicemente una manifestazione ''anomala'' dello schema esteriore, giacché la funzione di garanzia permane identica a quella propria del tipo.

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IL PEGNO ROTATIVO Introduzione Il presente lavoro sarà dedicato all'istituto del cd. "pegno rotativo", fattispecie che affiora dall'universo dell'autonomia privata e che dottrina e giurisprudenza, sia pur con iniziali perplessità, hanno via via accettato costruendole intorno con il tempo una sufficiente ricostruzione teorica. Nel primo capitolo l'interesse sarà focalizzato sull'evoluzione storica dell'istituto, saranno analizzate quelle fattispecie che nell'esperienza degli ordinamenti di Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti d'America, possono essere agevolmente paragonate al pegno cd. Rotativo elaborato nel nostro contesto. Il discorso prosegue con una rapida disamina delle posizioni della prima dottrina italiana, al paragrafo 2, continuando con un excursus sul pegno rotativo così come delineato dalle pronunce giurisprudenziali che ne hanno via via sancito la legittimità. Il secondo capitolo avrà come oggetto, secondo la definizione della dottrina, il pegno rotativo convenzionale, con particolare attenzione alle tematiche inerenti in primo luogo l'autonomia privata, per poi passare all'esame di come si sia potuto superare i principi espressi negli artt. 2786 e 2787, comma 3°, c.c., e quindi rendere possibile la modificabilità dell'oggetto della garanzia reale. Il discorso

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefano Andrea De Paola Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.