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L'opera narrativa di Catherine Breillat

Personaggio complesso e controverso, Catherine Breillat è una scrittrice e regista francese che dedica da più di trent’anni la sua opera ad un tema delicato come quello della sessualità e del desiderio femminile. Conosciuta oggi dal pubblico internazionale per aver diretto il film Romance (1999), dove la presenza della pornostar italiana Rocco Siffredi ha contribuito a farlo etichettare come il primo “hard d’autore”, Catherine Breillat ha però iniziato la sua attività artistica pubblicando, nel 1968, il romanzo libertino L’homme facile, tradotto anche in italiano con il titolo L’uomo facile. Lo scandalo suscitato da quest’opera non è stato dovuto soltanto alla presentazione esplicita di scene ed immagini sessuali o ad uno stile narrativo molto vicino alla poesia, ma soprattutto dal fatto che l’imposizione di un divieto ai minori di diciotto anni impedisse, di fatto, alla stessa autrice di leggere il suo romanzo, avendolo scritto all’età di sedici anni. Tra i suoi nove romanzi, figurano anche tre opere dedicate al tema dell’adolescenza, in cui l’autrice spazia dal rapporto difficile e contraddittorio tra la ragazzina e i cambiamenti sconvolgenti ma inevitabili del suo corpo alla perdita della verginità, ponendo sempre l’accento sul concetto di “honte”, di vergogna, tipico sia della fase adolescenziale che della personalità femminile in generale. Il fatto che nessun romanzo di Catherine Breillat, a parte L’uomo facile, sia ancora stato tradotto in italiano rende più difficile l’accostamento all’opera di una scrittrice che tenta sempre di oltrepassare il limite imposto dal pudore della parola, ostentando un interesse quasi ossessivo per la sessualità femminile nella sua dimensione più universale e filosofica. Se il pubblico, sia italiano che francese, non ha ancora una chiara visione d’insieme dell’opera narrativa e cinematografica di Catherine Breillat (i suoi film più recenti sono, ad esempio, A mia sorella! del 2001 e Sex is comedy del 2002) perché la resa commerciale di tali prodotti non è mai molto brillante, anche la critica ha sempre confermato un atteggiamento oscillante tra un interessamento quasi morboso, dovuto soprattutto alla facilità con cui la regista e scrittrice riesce a parlare e a mostrare il sesso, una sostanziale indifferenza e un rifiuto sdegnato.
La tesi si propone due obiettivi principali: da un lato, può essere identificata come la prima monografia esistente su Catherine Breillat, in quanto presenta e analizza tutti i suoi romanzi inserendoli in parti distinte, come quella dedicata alle opere giovanili di rottura e quella concernente la cosiddetta “trilogia dell’adolescenza” tra narrativa e cinema. Oltre ad un’analisi attenta e minuziosa delle tematiche e della scrittura della Breillat, nella tesi sono presenti anche una biografia dell’autrice, una parte dedicata a Romance, il suo film più famoso, un’appendice dedicata al dibattito tra arte e pornografia e una lunga intervista (interamente in lingua francese) con la stessa Breillat da me raccolta la scorsa primavera a Parigi. Da questa monografia emerge chiaramente l’intento di smontare la convinzione generale che gli unici motivi d’interesse per questa artista cinquantenne siano da ricercare nella tematica da lei affrontata per mostrare, attraverso costanti citazioni tratte dai suoi romanzi e dalle sue sceneggiature, e dimostrare la capacità di Catherine Breillat di creare un’opera stilisticamente e linguisticamente originale, frutto di una grande ricerca personale e di un’innata passione per la poesia e la letteratura nelle sue varianti.

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Introduzione L’OPERA NARRATIVA DI CATHERINE BREILLAT. INTRODUZIONE GENERALE. Come introduzione, si è scelto di presentare un testo scritto da Catherine Breillat e tratto dalla sua antologia di testi erotici, Le livre du plaisir, che si è rivelato particolarmente rappresentativo del suo pensiero e della sua opera, sia letteraria che cinematografica. Dès la naissance, on est condamné. À être d’un sexe ou de l’autre. Et on appartient à son sexe. Je n’ai rien fait pour ça, j’étais encore dans mes langes et ma mère pas relevée de ses couches, quand mon père a filé à la mairie pour déclarer publiquement ma naissance aux officiers ministériels qui ont enregistré ma pornographique identité. Depuis, cela n’a pas cessé de me poursuivre. Je suis du sexe faible. Si faible, si intimement lové qu’ensuite tout s’est passé comme s’il n’existait pas, qu’il n’était que l’héroïque absence de l’autre, celui de l’homme. Enfin il restait une sorte de plaie résiduelle et plus ou moins supurante qu’il fallait dissimuler. Aux autres, et d’abord à soi-même. Car bien sûr à ce prix, nous pouvions fièrement arborer, nous les filles, ce que l’on attribue à notre sexe (pris cette fois en terme générique des personnes), l’apanage de la Beauté par une sorte d’implacable corollaire compassionnel. Comme si nous portions en nous notre portrait de Dorian Gray. Ce masque hideux qui à tout moment peut se plaquer sur notre visage pour peu que nous cessions de jouer ce double jeu avec soi qui met en place le va-et-vient de conscient et de l’inconscient comme une propulsion ondulatoire du désir. Et si l’appréhension faisait partie du plaisir ? Si l’organisation d’une morale stricte mettait en œuvre un terrain refoulé, comme une coulisse de la scène. Si le sexe n’était qu’un théâtre et que ce qui se joue ne soit que la répétition de ce qui s’est inscrit avant : le refoulé. Alors on saura que les bigoteries sont les plus éminentes mères maquerelles du plaisir, pour qui se contente de leurs maisons closes car dehors, dans l’étendue sans limite du plaisir, le dernier continent à découvrir est sexuel 1 . (LDP, pp. 15-16) 1 Il carattere corsivo in cui è stato riportato il testo rispecchia l’ortografia dell’opera.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Elisa Debbi Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3229 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.