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Leggo City in Metro. Viaggio nel fenomeno della free press

Informazioni tesi

  Autore: Arianna Fabiana De Chiara
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

E’ l’evento editoriale del momento. Il fenomeno che sta muovendo le acque stagnanti della stampa. Si chiama free press. Nel quotidiano viaggio urbano, milioni di cittadini in tutto il mondo leggono i giornali gratuiti. Rituale mattutino, la lettura diviene così un’abitudine consolidata, consapevole e mirata. Una scelta guidata dai gusti e dalle esigenze dei lettori. Seducendo quelle fasce di pubblico tradizionalmente lontane dal medium a stampa, la free press ha vinto la sua scommessa, conquistando dignità ed importanza tra i media. In Italia il suo successo è racchiuso in pochi dati: otto quotidiani in 14 città d’Italia, da Venezia a Palermo, che distribuiscono ogni giorno 2 milioni e 260 mila copie. L’esplosione di lettori e di investimenti pubblicitari non lascia dubbi: si apre una nuova pagina nella storia della stampa. Dinanzi all’anomalia italiana del quotidiano omnibus, rivolto indistintamente a tutte le classi sociali, il free journal si indirizza ad un target nuovo, differente. La stampa gratuita, infatti, si rivolge a quei diciotto milioni di telespettatori in cerca d’informazione, ai non-lettori finora sottovalutati e trascurati. Differenziando stile, agenda e format, la free press sta cominciando a recuperare la generazione perduta di giovani lettori. Obiettivo raggiunto unendo strategie di brand marketing a un efficace sistema distributivo, che consente di raggiungere il target nel suo tempo libero. Un formato snello, leggibile in venti minuti, un’ampia serie di notizie sintetiche e scorrevoli, l’assenza di commenti ed un forte impatto grafico, sono gli altri ingredienti del successo. Se la stentata diffusione dei quotidiani a pagamento dimostra una disaffezione del pubblico nei confronti della carta stampata, il successo della free press sembra costituire un primo tentativo di riavvicinamento tra società civile e giornali. L’accostamento dei giovani e delle donne alla forma quotidiano potrebbe rappresentare un primo passo verso l’acquisizione di abitudini di lettura più radicate. La rapida diffusione della stampa gratuita ha dimostrato da un lato, che il mercato della carta stampata non è saturo, e dall’altro, che valide strategie di marketing, intese sia come filosofia gestionale, che come interpretazioni delle necessità del lettore, sono indispensabili per il successo di una testata.

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Introduzione E’ l’evento editoriale del momento. Il fenomeno che sta muovendo le acque stagnanti dell’editoria italiana. Si chiama free press. Il suo successo è racchiuso in pochi, scarni dati: otto quotidiani in 14 città d’Italia, da Venezia a Palermo, che distribuiscono ogni giorno 2 milioni e 260 mila copie. L’esplosione di lettori e di investimenti pubblicitari non lascia dubbi: si apre una nuova pagina nella storia della stampa. E’ da qui che prende le mosse il nostro lavoro. L’ipotesi da cui partiamo è che l’appeal dei giornali gratuiti non risieda semplicemente nella loro gratuità. Anche la facile reperibilità e la rapida fruibilità sono infatti, fattori chiave del loro successo. Dinanzi all’anomalia italiana del quotidiano omnibus, rivolto indistintamente a tutte le classi sociali, il free journal si indirizza ad un target nuovo, differente. La stampa gratuita, infatti, si rivolge a quei diciotto milioni di telespettatori in cerca d’informazione, ai non-lettori finora sottovalutati e trascurati, ai giovani ed alle donne. Uno scenario del tutto inedito per l’editoria italiana. Utilizzando strategie comunicative innovative, indirizzate sia ai pubblicitari che ai lettori, gli editori di questi nuovi prodotti sono riusciti ad “invadere” velocemente il mercato. Per comprendere a fondo le ragioni dell’espansione, abbiamo scelto di analizzare l’offerta ed il consumo delle testate gratuite, sottolineando, di quest’ultime, analogie e differenze. Da sempre in crisi, la stampa italiana non è mai divenuta un fenomeno realmente di massa. Oggi, come venti anni fa, i quotidiani vendono meno di sei milioni di copie al giorno. Con una media di 105 copie diffuse ogni 1000 abitanti, l’Italia si colloca agli ultimi posti in Europa, seguita solo da Grecia e Portogallo. Il nostro è l’unico Paese in Occidente a non aver conosciuto un aumento della diffusione dei giornali proporzionale alla crescita del livello di alfabetizzazione della popolazione. La funzione di modernizzazione culturale infatti, è stata appannaggio della televisione, fulcro dell’immaginario collettivo, collante linguistico e mediatico della penisola, protagonista indiscussa del media system italiano. Il culto dell’immagine si è diffuso rapidamente, ostacolando così la penetrazione della lettura. La subalternità dei quotidiani rispetto al teleschermo ed il predominio della cultura audiovisiva su quella scritta sono dunque dati caratteristici del nostro panorama comunicativo.

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