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Africa, diritti umani e diritto allo sviluppo

Ho iniziato questo lavoro analizzando brevemente la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948 come documento di partenza in cui per la prima volta la comunità internazionale si è assunta la responsabilità della tutela e della promozione di specifici diritti, posti alla base di ogni convivenza. Sono passano poi ai Patti del 1966 (Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici), ed i meccanismi di controllo fino alla codificazione successiva ed in particolar modo alla Conferenza Mondiale sui Diritti Umani di Vienna. Questa riflessione ha potuto dar risalto a come le posizioni ufficiali del diritto internazionale si siano poste rispetto alla tutela dei diritti umani. Nello specifico poi ho analizzato un diritto di terza generazione che, in particolar modo oggi, pur non essendo contemplato tra i classici diritti umani, ricopre più che mai alla luce del divario tra Nord e Sud del mondo una drammatica attualizzazione: il diritto allo sviluppo esaminando la Dichiarazione sul diritto allo sviluppo del 1986.
Cap 2 : I diritti umani nel continente Africano
Sono entrato nello specifico del continente africano. Dopo una primo accenno ai problemi che il diritto riscontra in Africa, in particolare al pluralismo giuridico ed il mimetismo giuridico, ho analizzato l’evoluzione del movimento per la tutela dei diritti umani nelle varie epoche dell’Africa: nell’epoca precoloniale, coloniale e al momento dell’indipendenza. A questo punto ho visionato il documento per eccellenza della regionalizzazione dei diritti umani in Africa e cioè la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli. Questo documento è risultato essere il lungo lavoro dei popoli africani per dotarsi di un loro strumento di tutela. Tuttavia ancora incompleto, prevede anche la creazione di una Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli incaricata di promuovere i diritti dell'uomo e dei popoli e di assicurare la loro protezione in Africa.
Dopo di ciò ho ricollegato il diritto allo sviluppo al continente africano vedendo come gli stessi africani vedono e vivono questo diritto. In questo contesto, i paesi africani hanno fatto presente che quanto prima sarà realizzato lo sviluppo sociale ed economico tanto prima verranno garantiti i diritti sociali, ed economici, e tanto più rapidamente e totalmente saranno garantiti i diritti politici e civili.
Brevemente, parlando di sviluppo ho accennato anche ai rapporti con l’Europa e con la IV convezione di Lomè che, per la prima volta, viene a collegare in maniera esplicita la promozione dei diritti umani allo sviluppo creando altresì una base legale per l'avanzamento del rispetto dei diritti dell'uomo attraverso specifici programmi.
Cap 3: La Repubblica della Guinea Bissau
Infine ho preso ad esempio uno stato africano per ricercare come venivano vissuti e tutelati i diritti umani ed il diritto allo sviluppo nella particolarità di un popolo.
La scelta è ricaduta sulla Repubblica della Guinea Bissau. Dopo una breve descrizione storica ed una ricognizione della situazione sociale, ho riportato i rapporti sulle violazioni dei diritti umani di tre annate: il 1999, il 2000 ed il 2002.
Conclusioni
Ho provato per concludere, senza alcuna presunzione, a sottolineare un paio di aspetti che a mio avviso risultano essere portatori di nuova speranza per i popoli africani.
Innanzitutto le recenti proposte di sviluppo a livello di diritto internazionale riguardo l’Africa (Piano Omega, Map, Nia, Ua, Nepad). Tutti parlano di ridurre la povertà in Africa. Ma che cos’è la povertà? Essa non esiste, almeno come entità metafisica: sono i poveri che esistono. Il povero è una persona povera. Una persona, cioè un soggetto con certi diritti imprescrittibili; una persona, cioè qualcuno che è situato in modo identificabile dalla sua identità socio-culturale e che deve essere trattato come tale. Quindi le nuove proposte di sviluppo nascono in questa ottica di mantenimento dell’identità socio-culturale degli africani. Per la prima volta non sono più progetti di sviluppo ispirati a metodiche occidentali e creati da occidentali smaniosi di esportare una certa idea di sviluppo, ma sono proposte che nascono in seno all’Africa e sono create e gestite dagli stessi africani. In secondo luogo la rinascita della società civile africana. Si tratta dell'immagine di un'Africa in piedi, determinata a non piegarsi. E' l'Africa della società civile formata dai nuclei di resistenza e di innovazione che, sullo sfondo di situazioni disperate, dispiegano energie di speranza. Queste socialità emergenti si mostrano attraverso mille segni, creano reti di interesse, costruiscono stili di comunicazione, fanno avanzare il fronte della consapevolezza pubblica.

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1 INTRODUZIONE Iniziando questo elaborato, mi pare necessario partire innanzitutto dalla odierna situazione dei rapporti internazionali. Appare oggi più che mai evidente che nella realtà internazionale contemporanea sia venuto ricorrente il richiamo ad un nuovo ordine mondiale 1 , con riferimenti che sembrano interpretare differenti stati d’animo o situazioni. Questa ricerca del nuovo ordine mondiale, si ripropone come necessità di fronte alle crescenti crisi che vedono coinvolti Popoli, Paesi, gruppi di Stati, fino ad interessare, sia pure per specifici profili, l’intera Comunità Internazionale. In questo senso appare sempre con maggior chiarezza quanto la ricerca di nuovi modelli di riferimento, per la politica, per il diritto, per l’economia, e più ampiamente per le relazioni internazionali caratterizzi la fase storica presente. All’interno dell’attuale fase delle relazioni internazionali, bisognerebbe chiedersi realmente cosa sta avvenendo ed interpretarlo con una lettura che parta dai protagonisti, dall’umanità, da una realtà ricca di tanti segni positivi che anche in questa fase di transizione, spingono i Popoli ad una crescente integrazione e un apporto reciproco. Ovvero sottolinei l’importanza della tutela della persona umana e dei suoi diritti fondamentali. E’ certo che il mondo della politica internazionale ha subito un cambiamento spesso radicale e, di conseguenza, con esso anche quello del diritto internazionale. Infatti vanno gradualmente emergendo i limiti di quelle regole giuridiche poste a tutelare l’ordinata convivenza internazionale elaborate nel precedente periodo. Si pone di fatto l’esigenza di una modifica o addirittura di una loro radicale riformulazione. Tale necessità è, a mio avviso, motivata dall’insufficienza delle norme vigenti di rispondere alle “nuove” sfide in atto e soprattutto di rispondere alle aspettative di persone e Popoli, di comunità che reclamano un ruolo di protagonisti, non solo passivi, nelle relazioni e nel diritto internazionale. Affrontare quindi il tema di quale sia la funzione del diritto in un mondo che cambia significa intraprendere un’analisi dell’intero ambito del diritto internazionale ma soprattutto toccare le fondamenta di questo ordinamento. Il risultato è di dover contemperare esigenze di ordine strettamente teorico con aspetti più direttamente politici e pragmatici. 1 Si veda V. Buonuomo “I diritti umani nelle relazioni Internazionali” Roma 1997, pp. 5-7.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Zampese Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 18846 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.