Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Deficit di aggiornamento della memoria di lavoro nel deterioramento cognitivo lieve

Questa tesi si occupa della creazione di un test neuropsicologico ad hoc che possieda una una semplicità tale da poter essere somministrato anche ad un gruppo di pazienti con deterioramento cognitivo lieve e che sia in grado di distinguere con una buona accuratezza tra le prestazioni di un gruppo di tali pazienti e quelle di un gruppo di soggetti anziani sani. Un buon compito di aggiornamento della memoria di lavoro sembra essere un ottimo discriminante e dovrebbe essere aggiunto agli attuali test diagnostici.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Premessa L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che sta interessando sia i paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo, in conseguenza dell’aumento della durata media della vita e della concomitante riduzione delle nascite: nel 1990 la popolazione mondiale contava 488 milioni di ultrasessantenni e nel 2030 il numero di anziani supererà la quota di 1,3 miliardi, con un incremento previsto dell’80%. Tenendo conto che l’incidenza della demenza aumenta con l’età, la rapida crescita dei segmenti di popolazione più anziana comporterà inevitabilmente un aumento delle malattie età-associate , come risultato del semplice andamento demografico: la demenza rappresenta dunque già oggi una delle più importanti emergenze che i sistemi sanitari si siano mai trovati ad affrontare in questi e negli anni immediatamente futuri. Per parecchio tempo, la demenza è stata considerata una conseguenza normale dell’invecchiamento, l’accentuazione di un normale ed ineluttabile processo fisiologico; ciò ha portato ad un’erronea interpretazione dei sintomi iniziali della malattia che ancora oggi contribuisce a perpetuare la fallace convinzione che questi siano effetto dell’età. In realtà, le modificazioni delle funzioni cognitive che ci possono essere con l’avanzare dell’età, (come, ad esempio, un rallentamento nei processi di apprendimento o modificazioni nella velocità di esecuzione dei compiti) sono stabili e non hanno un vero e proprio impatto funzionale poiché l’anziano normale riesce a compensare efficacemente queste alterazioni. Con l’età si nota anche un declino della memoria ristretto a specifici ambiti, mentre non si osservano alterazioni di altre aree cognitive quali il linguaggio, le abilità visuospaziali ed il ragionamento astratto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Annapaola Prestia Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4910 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.