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Evoluzione delle reti distributive nel settore auto in Europa: il reg. EU 1400/2002

Le innovazioni introdotte dal regolamento 1400/2002 porteranno ad una evoluzione o ad una rivoluzione nel settore della distribuzione dell'auto ? Quanto delle dinamiche future è endogeno al settore stesso e quanto incidono le norme di recente introduzione? Viaggio nell'ultimo anello della filiera auto, con particolare attenzione al mondo dei ricambi, dell'assistenza, della gestione degli usati in Italia ed in Europa. Dei casi aziendali come PSA e Renault France e Porsche in Italia concludono il lavoro.

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INTRODUZIONE Il settore auto costituisce a tutti gli effetti un caso unico nel panorama dei beni di consumo durevoli per complessità e diffusione del bene trattato e per le ricadute che le decisioni di questa industria hanno nelle economie dei paesi europei. Gli ingenti investimenti e il rilevante impegno di ricerca e sviluppo creano ricadute positive così significative nel paese in cui i costruttori si installano da rendere il settore meritevole di tutela: non a caso alcuni stati europei detengono cospicue partecipazioni in alcuni gruppi automobilistici, mentre troviamo stabilimenti di assemblaggio in tutti i paesi d’Europa 1 . Si tratta insomma di un settore di cruciale importanza dato che rappresenta un traino per lo sviluppo tecnico di industrie siderurgiche, vetrarie, tessili, di equipaggiamenti elettrici e elettronici e meccaniche a monte, fino poi ad arrivare a valle a tutto il complesso di servizi che ruotano intorno all’auto, dalla filiera di distribuzione dei veicoli a quella dei ricambi, dalle reti di distribuzione di carburante alle imprese di costruzioni generali, per poi approdare al mondo delle assicurazioni, e delle imprese di finanziamento: si stima che 12 milioni di posti di lavoro siano collegati a questa industria. Dal punto di vista della produzione, il problema consiste nel progettare, realizzare, trasportare al momento giusto, con un’alta qualità e un prezzo basso le circa 10.000 componenti che costituiscono un veicolo. Il sistema attuale, grazie all’adozione di un sistema produttivo basato sull’utilizzo di moduli intercambiabili, ha realizzato dei forti progressi verso un sistema “pull”, favorito in parte anche dallo sviluppo di sistemi B2B di commercio elettronico. Tuttavia un sistema produttivo totalmente pull non è attualmente una realtà per nessuno dei grandi costruttori mondiali. Il valore del mercato è stimato in circa 210 miliardi di euro, realizzabili consegnando un prodotto il più possibile diversificato a 14-15 milioni di clienti sul suolo europeo, alcuni dei quali residenti in zone a bassa densità di popolazione: un compito assolto da un sistema distributivo che vede oggi impegnati 60.000 dealers in 120.000 outlets 2 . Per avere un’idea delle dimensioni del mondo dell’assistenza, nel 1998 circolavano 170 milioni di veicoli di cui il 75% con più di 5 anni di vita L’acquisto di un veicolo è “un investimento finanziario e affettivo di ordine maggiore, mettendo in gioco valori come quello della sicurezza e dell’ affermazione sociale che passano per la marca” 3 . 1 Fonte: intervento di Mr. Camille Blum, ACEA, nell’audizione organizzata dalla UE nelle fasi preparatorie del regolamento 1400/2002, Bruxelles, Hearing on Distribution, 13-14 febbraio 2001. 2 Andersen, December 2001, Study on the impact of possible future legislative scenarios for motor vehicle distribution on all parties concerned . 3 adatt. da Taylor Nelson Sofres, “Perception de la distribution automobile en Europe”, Bruxelles, 13.02.2002

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Lucio Tropea Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3728 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 41 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.