Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La disciplina giuridica dei contratti swaps

Capitolo I

Contratti derivati

1. Nozione di contratto derivato
2. I derivati finanziari di maggior successo: lineamenti generali
3. Contratti futures
3.1 Definizione, origini, funzioni
3.2 I mercati e le operazioni 12
3.3 Profilo giuridico
4. L’opzione
4.1 Nozione, caratteristiche, fattispecie
4.2 Aspetti giuridici
4.2.1 Opzioni finanziarie
4.2.2 Opzioni sul tasso d’interesse
5. Forward rate agreement
5.1 L’operazione
5.2 Aspetti giuridici


Capitolo II

I contratti di swap. Profilo economico-finanziario e tecnico-giuridico

1. Incertezza terminologica e principali contratti di “swap”
2. Il fondamento teorico delle operazioni di swap
3. Interest rate and currency swap (IRCS): genesi e nozione
4. Interest rate swap (IRS): nozione
5. La disciplina del contratto di swap
5.1 Atipicità e rilevanza giuridica
5.2 Swaps e valori mobiliari
5.3 Aleatorietà e commutatività dello swap
5.4 L’eccezione ex art. 1933 nel contratto di swap
5.5 Il rapporto giuridico di swap


Capitolo III

Lo swap domestico

1. Genesi, struttura e funzione
2. Il rapporto giuridico
3. L’articolo 23 del D. Lgs n.58/1998
Bibliografia
Giurisprudenza



Mostra/Nascondi contenuto.
3 Capitolo I Contratti derivati 1. Nozione di contratto derivato. L’espressione “contratto derivato” non è nuova ma nel tempo è andata assumendo significato diverso. In passato la dottrina ha impiegato la dizione “contratto derivato” o “subcontratto” (distinguendolo dalla cessione del contratto) per significare un contratto collegato ad un altro (il contratto principale) ma da questo separatamente concluso e tuttavia da esso dipendente. Da tale contratto derivato nasce un diritto nuovo, prima non esistente, sebbene di contenuto identico o analogo a quello già esistente. Aspetti e vicende del contratto principale (vizi, limiti di efficacia, risoluzione) si riflettono sul contratto derivato 1 . Evolvendo, però, nel tempo, la realtà socio economica ed il correlativo dato giuridico, può accadere che una stessa espressione letterale evolva nel senso di significare rapporti e assetti nuovi e diversi. E’ quanto accaduto. Da qualche tempo, infatti, si parla di “contratti derivati” principalmente con riferimento ad una serie di negozi giuridici con differenti sfaccettature ma tutti comunemente caratterizzati da valenza finanziaria. Di conseguenza tra gli operatori si parla correntemente di “derivati finanziari”. 1 Tra altri, Messineo F., “Manuale di diritto civile e commerciale” vol. III, pag. 669, Giuffrè Milano 1959, “..deve accennarsi al contratto derivato (o, come altri dice, subcontratto): quello, cioè, che dà luogo a una figura analoga alla filiazione di un diritto da un altro diritto (diritto-figlio o sub diritto), o successione costitutiva; ossia, alla nascita di un contratto, di contenuto uguale (contratto-figlio) a quello di un altro contratto, già perfezionato, e che può chiamarsi contratto- padre, o contratto base. De Ruggiero R. e Maroi F., “Istituzioni di diritto privato”, vol. II, VIII ed.. 1955, pag. 205, ove per la fattispecie si parla di “sub-contratto con cui si crea un nuovo rapporto ma non autonomo, sebbene di contenuto identico a quello del contratto base. Ai rapporti costituiti fra le parti in virtù del contratto-base si aggiungono quelli del contratto derivato e fra i due contratti si ha un rapporto di interdipendenza (es. sublocazione, subaffitto, subappalto, ecc.)”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Flavio Rivellini Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5099 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.