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Il turismo sciistico tra sviluppo sostenibile e esternalità negative

Lo sci è uno sport molto praticato, e sebbene in fase di saturazione, la cosiddetta settimana bianca rimane per molti turisti l'irrinunciabile vacanza invernale. Da un lato lo sci ha contribuito al sostentamento delle popolazioni residenti in alcune vallate, le quali tuttavia hanno pagato il prezzo di un turismo troppe volte improvvisato che nel lungo periodo ha manifestato i suoi effetti più deleteri. Ciò nonostante, dalla fase di decollo di questa pratica sportiva ad oggi si è riscontrato un forte impatto ambientale delle infrastrutture su di un contesto fragile quale quello montano.
Il turismo sciistico da un lato è fonte di sostentamento per le vallate che ne sono interessate, e dall'altro è fonte di degrado per le stesse. Il presente lavoro, lungi dal proporre soluzioni di compromesso, si limita ad esaminare aspetti peculiari di queste forme di turismo, valutandone la sostenibilià ambientale o quantomeno i potenziali rischi a danno dell'ambiente o anche del tessuto socio-culturale del territorio di riferimento. Infatti, la sostenibilità si riferisce tanto all'ambiente quanto al contesto territoriale nell'accezione più ampia, comprendendo in esso aspetti sociali, culturali, economici, eccetera.
La chiave di lettura risiede, pertanto, nel vedere il turismo più che una risorsa economica, una risorsa di promozione sociale che possa sanare i problemi socio-culturali, demografici, ambientali ed economici che interessano la generalità delle località montane. Da questo punto di vista il turismo sciistico, sebbene possa arrecare danno in quelle valli laddove sia praticabile, è una risorsa preziosa e irrinunciabile.
Il punto di vista di questo lavoro non è quello del turista, l'occhio che guarda non è quello dello sciatore. Si vuole vedere nello sci la risorsa capace di contrastare l'abbandono delle montagne e consentire la fruizione di quei servizi elementari anche ai residenti delle valli. Costoro potrebbero beneficiare di esternalità positive (essenzialmente infrastrutture e servizi) indotte dallo sviluppo turistico. Tuttavia, le esternalità negative tendono a prevalere. Le esternalità, quali conseguenze positive o negative dell'agire di un soggetto economico in capo ad altri soggetti, sono la discriminante tra un atteggiamento benevolo o avverso nei confronti del turismo, a seconda del bilanciamento di positività e negatività.
Il presente lavoro, senza alcuna pretesa di esaustività, si propone di indagare gli aspetti cruciali dell'offerta di un prodotto sciistico. L’articolazione è divisa in tre parti. La parte prima si compone di due capitoli che introducono al turismo alpino. Passando in rassegna modelli strutturali e soluzioni organizzative e gestionali implementate dai contesti sciistici, capaci di caratterizzare luoghi e periodi del percorso di sviluppo degli stessi, si tracciano poi le linee di sviluppo del turismo, secondo una logica dal “macro” al “micro”, delineando le linee guida del fenomeno, essenzialmente dinamiche e motivazioni, addentrandosi poi nella specifica realtà del turismo montano, e ancor più dettagliatamente in quello prettamente sciistico, evidenziandone gli attuali scenari di crisi.
Successivamente, la parte seconda sviluppa, in ciascuno dei capitoli, una specifica tematica che rappresenta un fattore di criticità nell’ambito del prodotto sciistico (la questione ambientale, la problematica delle certificazioni ambientali, gli aspetti prettamente strutturali e impiantistici quali variabili chiave dell’offerta sciistica, l’innevamento artificiale, la sicurezza, il peso sempre maggiore assunto da internet nell’ambito della promozione dell’offerta sciistica, il mercato del lavoro e della formazione). Infine, la parte terza affronta un caso reale, sfuggendo dalla generalità della trattazione precedente, si addentra nel turismo sciistico bergamasco che, seppur presentando stazioni sciistiche cosiddette “minori” o “marginali”, rappresenta la “fotografia” di molte realtà, nell’ambito del quale va diffondendosi una cultura rinnovata che muove dalla consapevolezza di attribuire importanza progettuale al turismo e dalla necessità di attuare fenomeni di integrazione indispensabili alla sopravvivenza in un contesto così competitivo.

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Capitolo 7: L�accessibilit� virtuale 7.1 L�accessibilit� spaziale come tradizionale fattore strategico Un fattore strategico che ha decretato in molti casi il successo di una stazione turistica � indubbiamente l�accessibilit�, ossia la facilit� con cui � possibile raggiungere un luogo. Questo fattore � saliente per qualunque localit� turistica, tuttavia assume maggior rilievo quando detta localit� � ubicata in territorio montuoso. Se un turista � disposto a raggiungere un luogo impervio pur di ammirare qualcosa di unico e per il quale valga la pena un simile sforzo, probabilmente lo far�. Ci� vale per le citt� d�arte piuttosto che per luoghi unici dal punto di vista ambientale e naturalistico, tuttavia se il turista deve raggiungere una stazione sciistica per la quale possiede valide alternative, certamente rifiuter� le complicazioni optando, a parit� di offerta, per il luogo di pi� facile accesso. I parametri per misurare l�accessibilit� risiedono nell�ubicazione geografica della stazione sciistica e al contempo nella sua capacit� di essere raggiunta mediante infrastrutture stradali o ferroviarie. Il successo turistico delle Alpi, soprattutto in relazione ai flussi di turisti stranieri, � stato anche decretato dalla loro posizione strategica di confine con una pluralit� di stati. La situazione odierna che vede nei turisti dell�Est europeo un consistente bacino d�utenza, � anch�essa facilitata dall�ubicazione delle stazioni sciistiche alpine facilmente raggiungibili nel versante orientale 1 . L�accessibilit� ha significato, storicamente, oltre che un fattore economico, un elemento culturale che ha visto le montagne �spettatrici [�] di traffici economici, ma soprattutto partecipi di culture che si incontrano, si scontrano, si scambiano� 2 . 1 Macchiavelli A. (2002) (on line) 2 Ciaschi A. (2001; pag. 3)

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Federica Gavazzi Contatta »

Composta da 312 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.