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Il falso in bilancio

All'indomani della riscrittura di buona parte dei reati societari da parte del decreto legislativo n. 61/2002, il presente lavoro analizza i reati di false comunicazioni sociali (falso in bilancio) alla luce della vecchia e nuova normativa, soffermandosi sugli aspetti storici, comparatistici, strutturali e di diritto transitorio, quest'ultimi di non semplice soluzione vista l'evidente innovatività dei reati introdotti dal decreto n. 61 rispetto a quello riscritto.
Rispetto al passato, ora vi sono un delitto ed una contravvenzione, oltre ad essere previste per entrambi delle soglie di punibilità che rappresentano un unicum nel quadro delle tecniche di normazione delle fattispecie penali.
Nonostante siano passati diversi anni dalla pubblicazione della tesi, essa costituisce ancora un valido ed attuale ausilio didattico per quanti vogliano comprendere la natura giuridica e sociale di un reato considerato nelle legislazioni in materia penalistica di tutto il mondo un avamposto irrinunciabile a presidio della trasparenza e veridicità delle comunicazioni sociali.

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I N T R O D U Z I O N E SOMMARIO: 1. Premessa. � 2. La riforma del diritto penale societario: il �precedente� Mirone. � 3. Il nuovo falso in bilancio. � 4. Spunti comparatistici. 1. La fattispecie di falso in bilancio (rectius: false comunicazioni sociali, reato previsto dagli artt.2621 e 2622 del codice civile, cos� come novellati dal decreto legislativo 11 aprile 2002 n.61) scuoteva, nella sua vecchia formulazione, i sonni di amministratori delegati e sindaci di societ� da meno di dieci anni, da quando le indagini delle Procure di mezza Italia sono entrate in fibrillazione sull�onda degli scandali di �Tangentopoli�. Come tutti sanno, le inchieste di quel periodo hanno evidenziato come i rapporti tra i maggiori esponenti della vita economica del Paese e la classe politica di allora, fossero caratterizzati da un diffuso ricorso al malaffare e alla corruzione elevatosi a vero e proprio sistema. Fondi neri di societ� drenati dalle casse sociali per finanziare partiti o pagare �mazzette� 1 , il tutto ottenuto attraverso una serie di spericolate manomissioni sui bilanci societari. Sicch�, proprio in quanto il bilancio, come � stato scritto 2 , �registra l�essere, non il dover essere�, si presta a esplicitare tanto i fatti leciti quanto quelli che leciti non sono: cos�, nell�esperienza giudiziaria la contestazione del reato in questione ha costituito l�anello mancante di indagini scaturite dalla confessione di una corruzione o di un illecito finanziamento ai partiti, alle quali mancava per� la prova documentale che attestasse la destinazione a fini illeciti del danaro 3 . Una sequenza ben nota agli stessi magistrati del pool Mani Pulite, se tra le loro �proposte in materia di prevenzione della corruzione e dell�illecito finanziamento di partiti�, annoveravano all�art.12 quella di non punire, a particolari condizioni, chi avesse commesso il reato previsto dall�art.2621 n.1 c.c. �al fine di eseguire o di occultare il reato di corruzione o illecito finanziamento di 1 Per una casistica degli impieghi di fondi extracontabili, si veda G(herardo) COLOMBO, Fondi extra bilancio e interesse sociale, in Contratto e impresa, 1997, 255 ss. 2 G(iovanni) E. COLOMBO, La moda dell�accusa di falso in bilancio nelle indagini delle Procure della Repubblica, in Riv. soc., 1996, 722. 3 Denota �l�inversione rispetto al consueto rapporto di �pregiudizialit�� tra reati economici (massimamente di natura formale e, dunque, in linea di principio, di pi� facile accertamento) ed ipotesi delittuose contenute nel codice penale�, FLICK, Responsabilit� penali dell�imprenditore indagato per tangenti, nell�ottica dei reati societari e fallimentari, in Riv. it. dir. proc. pen., 1994, 1449.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Taraborrelli Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7707 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.