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Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Cioni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Marco Bontempi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 391

Il lavoro, dopo aver analizzato la nascita del fenomeno sportivo occidentale, offre una dettagliata ed esauriente panoramica sul problema della violenza calcistica ed analizza il trentennale movimento ultrà italiano. Vengono messi in risalto il bisogno d'identità e di socializzazione dei giovani appartenenti a questo universo, i loro riti, i loro comportamenti e i loro ideali, indagandone anche i numerosi rapporti intrattenuti con la sfera politica, con quella istituzionale, con i media e con le società di calcio. Nella seconda parte della tesi viene invece scandagliata una realtà locale, quella fiorentina, proponendo alcune interviste ai personaggi più autorevoli del tifo organizzato nella città toscana.

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INTRODUZIONE <<ARRESTATELI!>>. L’imperativo categorico con cui apriamo il nostro lavoro non è un ordine di polizia emesso nei confronti di una feroce banda di criminali, né un’inappellabile sentenza di tribunale che condanna al carcere un clan mafioso, dei politici corrotti o degli imputati riconosciuti colpevoli di gravi reati. Più semplicemente si tratta del titolo ad otto colonne che apre l’edizione de “Il Corriere dello Sport-Stadio” di domenica 23 febbraio 2003, all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza verificatosi a margine di un incontro di calcio. A questo disperato, rabbioso, sdegnoso grido fa eco la prima pagina de “La Gazzetta dello Sport”, che lo stesso giorno si presenta con un non meno drammatico <<TORINO: INFERNO-ULTRA’>>. Entrambe le testate sportive poi dedicano i rispettivi articoli di fondo al “sentito” problema della violenza del pubblico calcistico ed alle gesta dei tifosi sugli spalti, invece che alla consueta analisi tecnico-tattica della partita. Ed offrono al loro interno numerosi e sconcertati servizi che, sotto titoli ad effetto tipo <<Teppisti in campo, perde il calcio>> o <<Violenza e follia a Torino>>, lanciano l’allarme per un calcio che rischia di non essere più il sano passatempo di una volta, scagliandosi con veemenza contro il fenomeno ultras italiano, a loro dire presenza assurda e ingiustificata sulle tribune di uno stadio perché lontana anni luce da quei valori etici e morali da sempre veicolati dallo sport. Il tutto costellato da una serie di immagini (anche a colori) degli incidenti scoppiati la sera precedente al Delle Alpi di Torino nella curva dei sostenitori granata. Indubbiamente nella serata torinese che ha scatenato il finimondo sui media e tra l’opinione pubblica è successo qualcosa di particolare, un evento grave quanto inaspettato che ha riacceso latenti polemiche, paure, isterismi e sete di giustizia(=vendetta) di addetti ai lavori e non. Ciò che infatti sembra almeno in parte giustificare l’enfasi e i toni convulsi con cui è stata descritta la vicenda ed espressa l’unanime condanna dei giovani tifosi non è tanto l’episodio in sé, che come altre volte ha visto gruppi di ragazzi inferociti spaccare le vetrate che separano le tribune dal campo, lanciare ogni genere di oggetto contundente sul terreno di

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Parole chiave

calcio
sport
ultras
violenza negli stadi
tifo calcistico
identità collettiva
tifo organizzato

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