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La presenza del crocifisso nei luoghi pubblici

Nel lavoro che ho svolto ho affrontato una questione piuttosto dibattuta non solo nel diritto ecclesiastico ma a livello più generale: si tratta della questione relativa alla presenza dei simboli religiosi e in particolare del crocifisso nei luoghi pubblici. Ho ritenuto opportuno evidenziare dapprima l’assetto attuale dei rapporti fra Stato e Chiesa cattolica, mettendo in evidenza come esso sia il punto di arrivo di una evoluzione piuttosto lunga, iniziata nel periodo preunitario e proseguita fino ai giorni nostri. Non è superfluo ripercorrere le tappe di tale evoluzione, considerato come spesso la storia dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa sia riflesso fedele della società italiana, dei suoi cambiamenti e della maturazione culturale e civile delle istituzioni e dei cittadini. Nel tracciare l’evoluzione dei principi di laicità, di libertà di religione e di coscienza, tutte chiamate in causa dalla questione del crocifisso, ho voluto riportare anche le opinioni espresse da esponenti di culti diversi da quello cattolico e anche di laici ed atei, per mostrare come spesso un simbolo è percepito in modo nettamente differente, pur quando si tratta di un simbolo apparentemente universale come quello del crocifisso. Riportare brevemente la storia di tale simbolo mi ha permesso di evidenziare come le sollecitazioni e le suggestioni da esso esercitate sono davvero tante e composite, un tratto probabilmente comprensibile se si considera il profondo significato religioso che il crocifisso possiede per i cristiani e la sua valenza culturale, in Occidente e altrove, data la diffusione del Cristianesimo e del complesso di principi e valori ad esso ispirati. Forse proprio l’ampiezza e la complessità della questione, davvero solo apparentemente secondaria, spiega l’atteggiamento di gran parte dell’opinione pubblica che spesso ritiene del tutto inadeguate le soluzioni giuridiche apprestate dal legislatore così come le decisioni prese dai giudici chiamati a dirimere episodi di contestazione o obiezione di coscienza ai simboli religiosi. Non è difficile ipotizzare che la questione tornerà ad essere sollevata nei tribunali e forse solo consolidati mutamenti sociali e culturali porteranno a soluzioni differenti rispetto a quelle adottate sinora, tenuto conto di come il diritto in generale e ovviamente anche il diritto ecclesiastico sia riflesso del contesto storico nel quale è elaborato, e soprattutto di come anch’esso si faccia portatore delle esigenze e dei bisogni, anche in materia religiosa, dei consociati.

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INTRODUZIONE Nel lavoro che ho svolto ho affrontato una questione piuttosto dibattuta non solo nel diritto ecclesiastico ma a livello più generale: si tratta della questione relativa alla presenza dei simboli religiosi e in particolare del crocifisso nei luoghi pubblici. Ho ritenuto opportuno evidenziare dapprima l’assetto attuale dei rapporti fra Stato e Chiesa cattolica, mettendo in evidenza come esso sia il punto di arrivo di una evoluzione piuttosto lunga, iniziata nel periodo preunitario e proseguita fino ai giorni nostri. Non è superfluo ripercorrere le tappe di tale evoluzione, considerato come spesso la storia dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa sia riflesso fedele della società italiana, dei suoi cambiamenti e della maturazione culturale e civile delle istituzioni e dei cittadini. Così è stato possibile riscontrare come l’Italia abbia cominciato la sua storia di Nazione con una Costituzione improntata al confessionismo, lo Statuto Fondamentale del Regno o Statuto Albertino, cui nei fatti è però spesso seguito un comportamento delle istituzioni non sempre coerente con il dettato costituzionale: l’Italia liberale era uno Stato che non ha disdegnato soluzioni giurisdizionalistiche e che non si è preoccupato di far rispettare troppo le disposizioni in materia di istruzione religiosa tra le quali era compresa la prima previsione in ordine di tempo relativa alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Così, in seguito, nel clima neoconfessionista che pervase l’avvento del fascismo, la

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Giovannini Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 16091 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.