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Vecchi giornali e new media: un binomio possibile. Approccio critico al futuro dell'informazione.

Ritenendo che ''informare'' sia il precipuo ruolo dei mezzi di comunicazione e che sia ormai la credibilità il terreno buono in cui essi avranno da giocarsi la sfida per la loro consacrazione, si è voluto qui dimostrare che nella Rete possano e debbano trovare le migliori condizioni di crescita, nonché un luogo d’espressione consono, tutte quelle notizie spesso taciute dai media tradizionali, se non addirittura manipolate o distorte, sacrificate sull’altare del conformismo e passate per troppo tempo sotto silenzio. Imbavagliando le quali, si sono ridotti a muti spettatori anche i loro protagonisti: costretti così a farsi passivi fruitori dell’agire comunicativo, che coinvolge sempre e solo gli stessi attori istituzionali, i lettori hanno smesso le vesti pregnanti del proprio essere ''opinione pubblica''- secondo i termini che nel testo avranno le autentiche parole di Habermas - per assumere le ''maschere'' statiche, passivanti e generaliste di ''opinione di massa'' di rango prettamente televisivo, regno incontrastato del sì anonimo di heideggeriana memoria, dove ogni autentica espressione del sè viene azzerata per essere consegnata alla magmatica ed infruttuosa impressione totalizzante e totalitaria della chiacchiera maggioritaria.

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CAPITOLO PRIMO Excursus storico. Il nuovo corso dei giornali italiani dagli anni ’50 agli anni ‘70 1.1 Stampa in allarme Mentre vanno cambiando gli scenari internazionali, grazie al periodo di relativa distensione politico-militare che coinvolge i due blocchi, soprattutto in seguito alla morte del leader storico dell’URSS, Stalin (maggio ’53), sul piano interno l’Italia si avvia verso una fase di forte e squilibrata espansione industriale e commerciale che alimenta una massiccia ondata migratoria dal Sud al Nord, dalle campagne alle città ed alle zone ricche dell’industrializzazione, mentre sul piano politico entra definitivamente in crisi la coalizione centrista guidata da De Gasperi. Nonostante tutti questi tumultuosi avvenimenti i mezzi di comunicazione restano per lungo tempo ancora legati alla logica degli schieramenti contrapposti, sia nell’interpretazione dei fatti socio - politici interni, che nella lettura di quelli a carattere mondiale. Neppure l’avvento ed il rapido trionfo della televisione - a cui faremo riferimento più avanti - riusciranno a dare una svolta a questa condizione preminente dei mass media, modificata soltanto dalla comparsa nelle edicole di un nuovo quotidiano “Il Giorno”. La vigilia della tornata elettorale del 1953, la cui campagna aveva

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Durante Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4800 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.