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Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999

Il primo capitolo è dedicato alla definizione dell’oggetto d’analisi ed alla considerazione degli approcci teorici qui seguiti per indagare il rapporto tra stati ed istituzioni internazionali. Il secondo capitolo esamina il funzionamento dell’FMI, la sua struttura ed i suoi scopi, dalle origini ai tempi più recenti. Il terzo capitolo ricostruisce le principali dinamiche del processo di decision making della politica estera americana. Il quarto capitolo propone uno studio di caso (prestiti alla Russia, 1992-1999) esemplificativo del possibile uso strumentale del multilateralismo finanziario da parte degli Stati Uniti.

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INTRODUZIONE Durante gli anni Novanta si è avuto un crescente, ancorché non uniforme, coinvolgimento delle istituzioni internazionali nei diversi ambiti delle relazioni inter-statali. In un contesto sistemico caratterizzato da una struttura di tipo multipolare, le complesse problematiche prodotte dall’interdipendenza tra unità statali sovrane sembrano aver offerto nuove opportunità di azione per le istituzioni internazionali nella gestione di un numero crescente di tematiche assai diverse. Come indicato dall’opera edita da Foot, MacFarlane e Mastanduno (2002), sulla scorta degli eventi dell’ultimo decennio si è intensificato il dibattito teorico relativo al ruolo delle istituzioni internazionali, soprattutto nei loro rapporti con gli Stati Uniti, la sola potenza globale presente nell’attuale sistema di relazioni internazionali. L’obiettivo è quello di chiarire come gli Stati Uniti considerino le OI e quale sia il valore del multilateralismo nel processo di decision making della politica estera statunitense. In altre parole, ci si chiede qual è la capacità per gli Stati Uniti di raggiungere obiettivi di politica estera attraverso le istituzioni internazionali. Da una parte, in alcuni ambiti le OI non sembrano strumenti efficaci per il raggiungimento degli interessi di politica estera. Sostenerle risulta infatti costoso dal punto di vista finanziario, soprattutto a fronte della loro scarsa capacità di servire il raggiungimento degli specifici interessi politico-economici nazionali. La presenza di istituzioni internazionali caratterizzate da un insieme formale di regole minaccia di ridurre le possibilità di azione della superpotenza americana. Conseguenza immediata di quanto osservato è il rifiuto statunitense a conformarsi alle linee d’azione stabilite in sede multilaterale, e la preferenza per corsi di policy unilaterali. 1 D’altra parte, è anche possibile che gli Stati Uniti cerchino effettivamente di fare un uso strumentale del multilateralismo, per promuovere i loro obiettivi nazionali. 1 Questo tipo di considerazioni sembra trovare conferma, tra l’altro, nella mancata ratifica americana del Protocollo di Kyoto, sulla riduzione delle emissioni inquinanti, e del trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pier Andrea Pirani Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1849 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.