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Valutazione delle rimanenze e delle merci: aspetti aziendali e di diritto positivo

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Breda
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Matacena Antonio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

Il bilancio d’esercizio presenta le risultanze delle sintesi periodiche della contabilità generale; come questa, riflette la convenzionale suddivisione della gestione in “esercizi”, corrispondenti a successivi periodi amministrativi di durata annuale.
Il bilancio comprende due documenti principali, strettamente collegati, vale a dire lo stato patrimoniale ed il conto economico.
Lo stato patrimoniale (“bilancio” in senso stretto) esprime la struttura qualitativo-quantitativa del capitale di funzionamento alla chiusura dell’esercizio. Il prospetto mostra gli elementi attivi e passivi di detto capitale, distinti secondo la loro specie, e per differenza il capitale netto di fine periodo.
Il conto economico (“conto profitti e perdite”) esprime la formazione del risultato economico d’esercizio per generale contrapposizione dei suoi componenti originari. Nella sua configurazione più ampia, il prospetto riporta i costi, i ricavi e le rimanenze d’esercizio, classificati in base alla loro natura, e per differenza il risultato economico positivo o negativo riferito all’esercizio.
Va subito detto che la determinazione di tale risultato costituisce lo scopo preminente del bilancio. Tutti i valori attribuibili agli elementi attivi e passivi del capitale sono logicamente informati a questo scopo, che in vario grado condiziona il significato di tutte le informazioni che il bilancio stesso può dare.
La determinazione del risultato economico d’esercizio e la sua corretta interpretazione attraverso l’analisi dei componenti da cui scaturisce, intendono soddisfare un duplice ordine di esigenze:
a) la conoscenza dell’andamento economico della gestione;
b) la decisione in merito alla destinazione di detto risultato.
La prima esigenza s’inquadra nei più generali compiti di “controllo” preventivo e consuntivo svolti dall’intero sistema delle rilevazioni aziendali. Il bilancio appartiene alle determinazioni consuntive e senza dubbio costituisce una componente fondamentale di tale sistema informativo.
Il bilancio evidenzia l’andamento economico dell’esercizio svolto, globalmente considerato. Compiti conoscitivi più analitici, riguardanti ad esempio le singole classi di produzioni attuate, sono correttamente affidati ad altre rilevazioni aziendali, in primo luogo la “contabilità analitica”.
Alla conoscenza dell’andamento economico dell’esercizio, nel senso precisato, segue il giudizio relativo. In proposito giova però osservare che tale giudizio pone problemi piuttosto complessi, data l’interdipendenza dei successivi esercizi. E’ chiaro che, solo attraverso l’analisi delle relazioni esistenti fra l’esercizio cui si riferisce il bilancio e gli esercizi precedenti e seguenti, il giudizio in parola può essere formulato consapevolmente.
La seconda esigenza si ricollega alla concreta necessità di definire periodicamente la conveniente destinazione del risultato economico che la gestione produce. Com’è noto, vi sono fattori produttivi da rimunerare in base a tale risultato, in particolare il capitale proprio. D’altro canto la gestione in atto e futura pone vincoli finanziari e diversi che in questa decisione non possono essere trascurati.
Trattandosi di un risultato economico positivo, cioè di un utile d’esercizio le possibili destinazioni sono dunque la distribuzione agli aventi diritto e/o l’accantonamento a riserva (per potenziamento durevole del capitale, per copertura di future perdite, per stabilizzazione delle successive distribuzioni di utili, ecc.).
Nel caso opposto, trattandosi invece di una perdita d’esercizio, le possibili soluzioni sono la copertura mediante riserve precedentemente accumulate e, in via subordinata, la copertura mediante versamenti appositi dall’esterno o il rinvio al futuro in attesa di compensazione (con nuovi utili d’esercizio, mediante riduzione legale del capitale, ecc.).
A ben vedere, le due finalità ora riconosciute alla determinazione del risultato economico d’esercizio ad alla sua appropriata interpretazione non sono in contrasto. Anzi per più aspetti si integrano opportunamente, cosicché possono essere concretamente perseguite mediante lo stesso bilancio.
In aggiunta ai documenti principali di cui sopra, il bilancio d’esercizio può presentare vari allegati.
Nelle nostre società azionarie assume particolare rilievo la relazione del consiglio d’amministrazione, volta a fornire notizie sull’attività aziendale (ambiente esterno, ambiente interno, produzioni e vendite dell’esercizio, nuovi investimenti effettuati, prospettive e programmi futuri) e sul bilancio (significato delle principali poste, criteri di valutazione adottati, giudizio sul risultato economico d’esercizio e proposta circa la sua destinazione.

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6 CAPITOLO PRIMO Oggetto e scopi del bilancio d’esercizio Il bilancio d’esercizio presenta le risultanze delle sintesi periodiche della contabilità generale; come questa, riflette la convenzionale suddivisione della gestione in “esercizi”, corrispondenti a successivi periodi amministrativi di durata annuale. Il bilancio comprende due documenti principali, strettamente collegati, vale a dire lo stato patrimoniale ed il conto economico. Lo stato patrimoniale (“bilancio” in senso stretto) esprime la struttura qualitativo-quantitativa del capitale di funzionamento alla chiusura dell’esercizio. Il prospetto mostra gli elementi attivi e passivi di detto capitale, distinti secondo la loro specie, e per differenza il capitale netto di fine periodo. Il conto economico (“conto profitti e perdite”) esprime la formazione del risultato economico d’esercizio per generale contrapposizione dei suoi componenti originari. Nella sua configurazione più ampia, il prospetto riporta i costi, i ricavi e le rimanenze d’esercizio, classificati in base alla loro natura, e per differenza il risultato economico positivo o negativo riferito all’esercizio. Va subito detto che la determinazione di tale risultato costituisce lo scopo preminente del bilancio. Tutti i valori attribuibili agli elementi attivi e passivi del capitale sono logicamente informati a questo scopo, che in vario grado condiziona il significato di tutte le informazioni che il bilancio stesso può dare. La determinazione del risultato economico d’esercizio e la sua corretta interpretazione attraverso l’analisi dei componenti da cui scaturisce, intendono soddisfare un duplice ordine di esigenze: a) la conoscenza dell’andamento economico della gestione;

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codice civile
principi contabili
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