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La composizione stragiudiziale dell'insolvenza e le prospettive di riforma

L’esame della composizione stragiudiziale dell’insolvenza, quale mezzo spesso utilizzato nella realtà imprenditoriale per fronteggiare situazioni di crisi aziendale, è il primo obiettivo di questa tesi.
Quando si parla di composizione stragiudiziale dell’insolvenza, o anche di concordati stragiudiziali, ci si riferisce agli accordi che l’imprenditore insolvente conclude con i creditori per rimuovere l’insolvenza. Spesso tramite questi accordi si persegue lo scopo di conservare l’impresa attraverso piani di ristrutturazione e riorganizzazione dell’impresa stessa.
L’esame delle modalità con cui imprenditore e creditori perseguono un accordo per gestire in modo privatistico lo stato di crisi mostra quali siano i rischi legati alla composizione stragiudiziale, in particolar modo le conseguenze di un fallimento aperto in seguito all’insuccesso dell’operazione.
Si ricordano in particolare: i) la revocabilità degli atti compiuti in esecuzione del concordato stragiudiziale; ii) la minaccia di iniziative individuali da parte di creditori dissenzienti o non coinvolti nell’accordo che incombe sulle trattative e sull’esecuzione dell’accordo stesso; iii) le possibili conseguenze penali che ricadono sull’imprenditore che abbia tentato la composizione stragiudiziale dell’insolvenza, qualora, in seguito all’insuccesso dell’operazione, segua il fallimento; iv) i profili di responsabilità civile e penale per i creditori che abbiano concluso un concordato stragiudiziale (per esempio concorso nei reati di bancarotta attribuiti all’imprenditore insolvente). L’attenzione si concentra sul creditore bancario, la cui partecipazione è essenziale per garantire la possibilità di realizzazione del piano.
Si evidenziano anche i vantaggi della composizione stragiudiziale della crisi; non si tratta solo degli interessi dei soggetti direttamente coinvolti nella crisi, che ricorrono a questo mezzo di gestione della difficoltà dell’impresa essenzialmente per evitare le procedure concorsuali. Esiste un interesse più generale ad incentivare forme di gestione della crisi che rendano più facilmente perseguibile un superamento della stessa con conservazione dell’impresa attraverso un intervento mirato e tempestivo.
Infatti, la conservazione dell’impresa consente di evitare la dispersione dei valori legati all’azienda, quali avviamento, know how, ecc., e permette in particolare il mantenimento dei livelli occupazionali; si possono evitare inoltre le conseguenze a catena che un fallimento produrrebbe sulle imprese che intrattengono rapporti commerciali con l’impresa in difficoltà, o comunque ad essa collegate in caso di gruppi d’imprese.
La diffusione della composizione stragiudiziale dell’insolvenza sembra essere favorita dalla ormai riconosciuta inefficacia delle procedure concorsuali vigenti, ciò sollecita un intervento legislativo per disciplinare procedure più efficienti.
Con ciò l’argomento della composizione stragiudiziale confluisce nel più ampio tema della riforma del diritto fallimentare.
La composizione stragiudiziale dell’insolvenza si presenta ottimo candidato per superare la crisi con conservazione dell’impresa, infatti, il contenuto dell’accordo è liberamente determinato dai soggetti direttamente coinvolti nella crisi, i quali godono delle necessarie competenze tecniche e di una conoscenza specifica del caso tali da individuare la più efficace strategia per superare la difficoltà.
Per queste ragioni si è sollecitato da più parti l’intervento del legislatore che intervenga disciplinando questo fenomeno, eliminando situazioni di incertezza e di instabilità, per favorire il ricorso tempestivo a composizioni stragiudiziali della crisi.
Il secondo obiettivo della tesi è l’indagine circa la possibilità di sostenere forme di composizione ‘puramente’ stragiudiziali dell’insolvenza offrendo l’ombrello giuridico necessario per eliminare l’instabilità e i rischi che ostacolano la formazione di questi accordi.
In seguito ad un breve esame delle soluzioni normative, adottate relativamente a questi temi in alcuni paesi (USA, Germania, Francia, Inghilterra), è possibile costatare che in nessun caso si riconosce protezione ad accordi ‘puramente’ stragiudiziali; piuttosto si offre spazio all’autonomia privata per la determinazione dei contenuti dell’accordo, entro i limiti individuati da procedure snelle flessibili, in cui l’intervento del giudice è generalmente ridotto ad un controllo di legittimità.
Dopo aver brevemente ricostruito il dibattito in dottrina, particolarmente vivace nel nostro paese, si ripercorre la vicenda della riforma del diritto fallimentare attraverso l’esame di progetti di legge delega prodotti in Italia, soffermandosi in particolar modo sul più recente schema di disegno di legge ‘Delega al Governo per la riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza’ prodotto dalla Commissione Trevisanato che ha terminato i suoi lavori nell’estate 2003.

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9.1 Il dibattito sulla riforma L’esigenza di una revisione completa del sistema delle procedure concorsuali, rivelatesi ormai inefficienti 274 esucuicisie`gi`a soffermati precedentemente nel capitolo 7, costituisce il cardine del dibattito. Gli studiosi propongono spunti di lavoro per il legislatore, evidenziando problemi e formulando possibili soluzioni. Il nostro intento e` quello di riassumere, attraverso le loro riflessioni, solo al- cuni fra i temi piu` frequentemente discussi nell’ampio dibattito, sempre aperto, sulla necessaria riforma. Seguire le tappe logiche della discussione rappresenta anche l’occasione per puntualizzare alcune considerazioni, gia` emerse nel corso dei precedenti capi- toli, inquadrandole in un unico contesto. Come e` stato gia`pi`u volte ribadito, una delle premesse per la riforma e` costituita dalla necessaria attenzione all’esperienza straniera. Fondano questa convinzione tre ordini di ragioni: i) la neccessita` di coordinarsi con l’estero, dovendo considerare la dimen- sione internazionale delle imprese moderne; 275 273 Alessi, (2001), articolo citato in bibliografia a pagina 180, p. 141: “quattro disegni e proposte di legge delega per la riforma delle procedure concorsuali: il disegno di legge delega approvato dal Governo il 27 ottobre 2000 e presentato alla Camera dei Deputati il 24 novembre 2000; la proposta di legge delega del gruppo parlamentare DS; il progetto di riforma di Giurisprudenza commerciale ed il progetto di riforma dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI).” 274 Bonelli, articolo citato in bibliografia a pagina 183, p.501: “e`semprepi`ufrequentela constatazione che la liquidazione fallimentare (ed i suoi modi e tempi) distrugge piu`risorse di quelle che libera.” Jorio, p.759: “semplici constatazioni debbono indurci a pensare seriamente alla necessita`di una nuova procedura che superi gli inconvenienti oggi presenti nelle procedure concorsuali minori.” 275 Jorio, p. 760: “chiediamoci al tempo stesso se non sia opportuno esortare fermamente il 141

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ilaria Bonizzoni Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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