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Decreto-legge Regionale: la riemersione di una vecchia ipotesi ed i suoi profili costituzionali

Le riforme costituzionali che hanno modificato l’assetto del Titolo V Parte seconda della Costituzione, oltre a dare ulteriore slancio al processo di devoluzione di alcuni poteri dello Stato e delle Regioni, impegnano gli studiosi di diritto su alcune questioni interpretative. Da qui un’intensa attività dottrinale che tra le altre cose ha concentrato la propria attenzione su un argomento che, oggi, in seguito alle novità introdotte con le leggi di riforma costituzionale, acquista nuovi impulsi: la possibilità per le Giunte regionali di adottare decreti-legge.
Questa “ipotesi costituzionale” che, comparsa negli anni ‘60, per opera di alcuni costituzionalisti e sulla base di una sentenza dell’Alta Corte per la Regione siciliana risalente al ’49 e del decreto-legge n. 1 del 1959 della Regione Sicilia, oggi si riaffaccia sullo scenario del dibattito dottrinale, soprattutto in seguito alle leggi di modifica degli Statuti regionali (L.Cost.1/’99, L.Cost.2/’01) e alla maggiore autonomia riconosciuta ultimamente alle regioni (L.Cost.3/’01). L’elaborato sarà dedicato esclusivamente all’approfondimento di quest’argomento, illustrando, al primo capitolo, cos’è la decretazione legislativa d’urgenza, la sua ratio e le problematiche connesse, cercando di evidenziare tutti gli elementi che rendono il decreto-legge un istituto molto complesso ed insidioso; di seguito, si ricercherà la genesi di tale ipotesi costituzionale, partendo dal decreto-legge regionale emanato dalla Regione Sicilia nel 1959 e commentando tutte le interpretazioni e le posizioni dottrinali sviluppatesi intorno alla questione. Dopo aver spiegato cosa s’intenda per decreto-legge regionale, passeremo ad analizzare la posizione della giurisprudenza costituzionale circa la sua ammissibilità e le norme dell’ordinamento giuridico sia statale che regionale, per capire se sia possibile configurare un’ipotesi di questo genere, prima delle riforme costituzionali che hanno radicalmente rinnovato la Costituzione, nella parte dedicata alle Regioni.
Mentre, l’ultimo capitolo è dedicato, interamente, alle novità introdotte con le leggi costituzionali di modifica del Titolo V della Costituzione e allo studio delle connessioni intercorrenti tra riforma e decretazione legislativa d’urgenza, nelle riflessioni degli studiosi del diritto. Dopo aver studiato le varie teorie, s’illustreranno le motivazioni per cui, a nostro parere i decreti-legge regionali non possono essere fonti primarie di diritto regionale.

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I Introduzione Le riforme costituzionali che hanno modificato l’assetto del Titolo V Parte seconda della Costituzione, oltre a dare ulteriore slancio al processo di devoluzione di alcuni poteri dello Stato e delle Regioni, impegnano gli studiosi di diritto su alcune questioni interpretative. Da qui un’intensa attività dottrinale che tra le altre cose ha concentrato la propria attenzione su un argomento che, oggi, in seguito alle novità introdotte con le leggi di riforma costituzionale, acquista nuovi impulsi: la possibilità per le Giunte regionali di adottare decreti-legge. Questa “ipotesi costituzionale” che, comparsa negli anni ‘60, per opera di alcuni costituzionalisti e sulla base di una sentenza dell’Alta Corte per la Regione siciliana risalente al ’49 e del decreto-legge n. 1 del 1959 della Regione Sicilia, oggi si riaffaccia sullo scenario del dibattito dottrinale, soprattutto in seguito alle leggi di modifica degli Statuti regionali (L.Cost.1/’99, L.Cost.2/’01) e alla maggiore autonomia riconosciuta ultimamente alle regioni (L.Cost.3/’01). L’elaborato sarà dedicato esclusivamente all’approfondimento di quest’argomento, illustrando, al primo capitolo, cos’è la decretazione legislativa d’urgenza, la sua ratio e le problematiche connesse, cercando di evidenziare tutti gli elementi che rendono il decreto-legge un istituto molto complesso ed insidioso; di seguito, si ricercherà la genesi di tale ipotesi costituzionale, partendo dal decreto-legge regionale emanato dalla

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessia di Febbo Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3058 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.