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Tecnopsicologia e infanzia. Processi di apprendimento e utilizzo delle nuove tecnologie in ambito formativo

Nella prospettiva di una diffusione sempre maggiore e in tempi sempre più brevi delle psicotecnologie all’interno delle società informatizzate, le istituzioni educative si interrogano sul valore dell’introduzione delle tecnologie informatiche in ambito educativo, sull’utilizzo di nuovi modelli di apprendimento e sulle loro molteplici, diverse e possibili implicazioni nei processi di apprendimento dei bambini.
Partendo da quest’ultima riflessione e assumendo come presupposto teorico la concezione costruttivista dell’apprendimento, secondo cui l’individuo riveste un ruolo attivo nella costruzione della conoscenza e costruisce la propria intelligenza attraverso l’interazione sociale, il contesto culturale e la mediazione degli artefatti tecnologici, la mia tesi si prefigge di studiare la relazione che si instaura tra i bambini e le tecnologie multimediali utilizzate in ambito educativo.

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4 INTRODUZIONE L’evoluzione e la sempre maggior diffusione delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, sviluppatesi nel corso degli ultimi decenni, hanno determinato la rapida e profonda trasformazione di ogni settore dell’esperienza umana e la conseguente modificazione dei comportamenti, degli stili di vita, degli assetti cognitivi ed affettivi. Derrick de Kerckhove 1 , rifacendosi al pensiero di Marshall McLuhan 2 secondo cui l’ambiente e le tecnologie prodotte dall’evoluzione storico culturale influenzano la psiche e concorrono allo sviluppo dell’individuo, definisce gli strumenti tecnologici come “prolungamenti, [...] protesi o appendici del corpo, mediante i quali la mente ‘assaggia’ il mondo esterno” 3 e si mette in relazione con esso. Gli artefatti tecnologici infatti non sono “appendici dell’uomo, statici e privi di significatività teorica e culturale” 4 , ma sono strumenti che ampliano le facoltà umane, trascendono le limitazioni fisiche imposte dal patrimonio genetico e determinano la costruzione di differenti modelli mentali. L’evoluzione delle tecnologie della comunicazione comporta quindi, conseguentemente all’utilizzo di modalità espressive diverse, l’affermazione di nuove strategie di elaborazione di informazioni e l’emergere di nuove forme di apprendimento. 1 D. de Kerckhove, allievo di Marshall McLuhan e coordinatore del McLuhan Program in Culture and Technology presso l’Università di Toronto. 2 M. McLuhan (1911-1980), storico dei media e direttore del Center for Culture and Technology presso l’Università di Toronto. 3 P. D’Alessandro, Critica della ragione telematica, Milano, LED, 2002, p. 186. 4 Id., Ermeneutica del testo e pensiero nella Rete, in Internet e la filosofia, a cura di P. D’Alessandro, Milano, LED, 2001, p. 78.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Emanuela Santina Zocchi Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6302 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.