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Altruismo, etica e modelli economici: un'analisi dei recenti contributi

La tesi da me sviluppata nasce dalla constatazione che vi sono numerosi casi in cui i comportamenti umani risultano essere estremamente diversi da quelli previsti dalla teoria economica tradizionale.
Gran parte di questa teoria assume infatti come agente rappresentativo il cosiddetto homo oeconomicus il quale ha come unico scopo la massimizzazione della propria funzione obbiettivo, lasciando così da parte ogni altro tipo di motivazione e di considerazione etica.
Nella realtà di tutti i giorni risulta però difficile immaginare che il comportamento umano sia determinato esclusivamente da fattori puramente economici, e che considerazioni di carattere etico e morale non giochino nessun ruolo fondamentale sulla struttura delle preferenze.
Dati reali mostrano fenomeni, etichettati dalla letteratura come “anomalie” (a cui le teorie prevalenti che la scienza economica ha sull’uomo non sanno dare una spiegazione logica) che, data la loro estensione, ci fanno sorgere il dubbio che si tratti di qualcosa di più radicato nella natura umana, anzi, di manifestazioni proprie della natura umana, che come tali meritano una spiegazione e uno studio approfondito.
Nella prima parte del lavoro, attraverso una analisi del contributo di alcuni tra i maggiori economisti classici ho analizzato quelli che sono il modo di pensare e di agire dell’homo oeconomicus.
Dopo aver rappresentato un caso che contraddice l’ipotesi massimizzante alla base di tale modello ho introdotto nell’analisi un soggetto economico dai tratti meno rigorosi e determinati: l’homo sociologicus.
Nella seconda parte del lavoro ho evidenziato quelle che vengono definite “le preferenze sociali” proprie dell’homo sociologicus, il quale si caratterizza proprio per il fatto che i suoi comportamenti non sono indirizzati esclusivamente al proprio guadagno personale, ma tengono conto anche degli effetti che le proprie azioni produrranno sugli altri componenti della società.
L’atto di consumo dell’homo sociologicus viene così ad assumere un valore ben più ampio e diversificato di quello proprio dell’homo oeconomicus: per quest’ultimo l’unico valore fondamentale è quello funzionale, legato cioè alle utilità delle varie alternative di scelta; l’homo sociologicus, invece, assegna un’importanza rilevante anche ad aspetti meno razionali e quantificabili: attraverso il consumo egli si relaziona agli altri ed esprime il proprio ruolo all’interno della società.
Proprio il carattere relazionale che il consumo ha assunto nelle società moderne fa si che molto spesso considerazioni di ordine etico/morale assumano una grande importanza, indirizzando e spesso condizionando le scelte di acquisto.
Nell’ultima parte del lavoro ho voluto verificare se questi condizionamenti etici giochino davvero un ruolo così importante nelle scelte di consumo individuali.

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3 Introduzione La tesi che mi appresto a discutere nasce dalla constatazione che vi sono numerosi casi in cui i comportamenti umani risultano essere estremamente diversi da quelli previsti dalla teoria economica tradizionale. Gran parte di questa teoria assume infatti come agente rappresentativo il cosiddetto homo oeconomicus il quale ha come unico scopo la massimizzazione della propria funzione obbiettivo, lasciando così da parte ogni altro tipo di motivazione e di considerazione etica. Nella realtà di tutti i giorni risulta però difficile immaginare che il comportamento umano sia determinato esclusivamente da fattori puramente economici, e che considerazioni di carattere etico e morale non giochino nessun ruolo fondamentale sulla struttura delle preferenze. Dati reali mostrano fenomeni, etichettati dalla letteratura come “anomalie” (a cui le teorie prevalenti che la scienza economica ha sull’uomo non sanno dare una spiegazione logica) che, data la loro estensione, ci fanno sorgere il dubbio che si tratti di qualcosa di più radicato nella natura umana, anzi, di manifestazioni proprie della natura umana, che come tali meritano una spiegazione e uno studio approfondito. Perché, ad esempio, una casalinga sceglie di acquistare un detersivo “eco- compatibile” preferendolo al detersivo normale, nonostante costi di più e magari sia un pò meno efficace? In sostanza, in questo come in altri contesti non legati direttamente al consumo, l’economia tradizionale, che nasce dal paradigma

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Fabrizio Minardi Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4277 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.