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L'impatto di Internet sul risparmio

Informazioni tesi

  Autore: Mariangela Di Pietro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Gustavo Piga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

Esaminando l’impatto che Internet ha avuto sul risparmio e sul comportamento dei risparmiatori è stato messo in evidenza come non solo sono cambiate le scelte di investimento ma anche l’approccio psicologico ad esso. Già nel corso degli anni 90 si sono rilevati notevoli cambiamenti nei comportamenti finanziari delle famiglie italiane, nel finanziamento delle imprese e nel ruolo degli intermediari creditizi e finanziari. Il fenomeno di maggiore importanza è di certo quello dello spostamento delle risorse finanziarie dall’intermediazione creditizia verso quella mobiliare. Il progressivo aumento dell’efficienza dei mercati, ha fatto sì che il sistema finanziario italiano fosse meno orientato agli intermediari, restando comunque un sistema finanziario bancocentrico. Agli inizi degli anni novanta gli investimenti italiani erano costituiti principalmente da obbligazioni pubbliche e depositi bancari, caratterizzati da un minor rischio rispetto al mercato azionario e per i quali non erano necessarie conoscenze e l’apporto di consulenti specializzati. Dal 2001 il quadro subisce profonde modifiche; aumentano le possibili scelte di investimento in misura enorme, investimenti esteri in titoli azionari e obbligazionari, fondi comuni d’investimento, contratti derivati (opzioni, futures), fondi immobiliari, fondi speculativi.
Lo sviluppo di Internet si ripercuote sia sulle scelte di investimento che sui canali distributivi in quanto aumentando le informazioni a disposizione dei piccoli investitori e rendendoli accessibili a tutti fa si che chiunque ne possa usufruire.
L’evoluzione dei canali distributivi che si è avuta con l’avvento di Internet è stata molto importante per il raggiungimento di una completa diversificazione dell’offerta e per il compimento di un salto culturale, auspicato da tempo, che ha portato alla nascita della banca virtuale. Con tale termine si indica l’insieme di prodotti, canali distributivi, modalità produttive e tecniche di marketing che consentono di erogare servizi e di gestire le relazioni con il cliente senza che questi abbia il contatto fisico con il personale bancario.
La tradizionale attività bancaria è da anni in una fase di evoluzione: il mondo sta diventando un unico e grande mercato finanziario a orario continuato, nell’ambito del quale in una frazione di secondo vengono trasferiti miliardi di dollari per via elettronica. Lo svolgimento di operazioni finanziarie su scala mondiale presuppone la capacità di reagire rapidamente a eventi in paesi lontani e la disponibilità di informazioni aggiornate. Le banche inoltre devono avere la flessibilità necessaria per offrire nuovi servizi ad alto contenuto tecnologico. La nascita del trading on line ha determinato un ripensamento delle modalità operative e di interazione dei protagonisti dell’attività di negoziazione. Chi si affaccia al trading on line è un normale investitore già abituato a effettuare transazioni in azioni, passando attraverso l’esperienza della banca telefonica e facendo visita ai siti che forniscono tale servizio per avere delle informazioni che fungeranno da supporto alle sue decisioni. La scelta cade sul trading on line anche per ragioni pratiche, legate essenzialmente alla comodità del servizio, all’operatività 24 ore su 24 e alle immissioni degli ordini in tempo reale. A queste si possono aggiungere l’integrazione delle economie e la globalizzazione dei mercati finanziari che ampliano le scelte a disposizione dei consumatori. Possiamo affermare che questo servizio è più attraente per la clientela che ha maggiori disponibilità economiche e che risulta finanziariamente più attiva, un segmento marginale per quanto riguarda il numero di investitori ma che genera una percentuale significativa delle transazioni di un intermediario: infatti si stima che il consumatore on line movimenti il proprio portafoglio con una frequenza quadrupla rispetto ad un investitore tradizionale. Il problema è che i maggiori costi connessi alla negoziazione off line non si traduce nell’erogazione di un servizio migliore. Quindi, Internet, ha perso progressivamente la sua natura di canale complementare da usare come canale distributivo di nicchia, diventando una leva competitiva in contrapposizione ai tradizionali sistemi di negoziazione. Le soluzioni prevalenti adottate dalle banche per eliminare la conflittualità tra canali sono:
- abbandono del canale tradizionale;
- integrazione tra canali localizzando amministrazione e negoziazione in Internet, e erogando il servizio di consulenza off line, con l’intento di assorbire anche gli investitori dipendenti dall’apparto consulenziale degli intermediari.

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I INTRODUZIONE L’evoluzione del risparmio nel corso degli anni mette in evidenza come in Italia quest’ultimo abbia subito delle profonde modifiche, non solo nella composizione del portafoglio e del patrimonio, ma anche nel modo di operare dei protagonisti che sono diventati sempre meno conservatori, incamminandosi verso un investimento innovativo più orientato alla borsa. Non dobbiamo peraltro dimenticare che il sistema finanziario italiano rimane comunque un sistema bancocentrico dove il ruolo dominante della banca permane nonostante la flessione del peso degli investimenti nelle attività bancarie. Con il passare degli anni i possibili impieghi del risparmio aumentano a vista d’occhio: investimenti esteri, in titoli azionari e obbligazionari, fondi comuni d’investimento, contratti derivati, fondi immobiliari e fondi speculativi. Allo stesso tempo, l’avvento di Internet garantisce ad ogni investitore le risorse più preziose e cioè una serie di informazioni dettagliate e spesso gratuite sui numerosi prodotti finanziari che esistono al mondo, oltre ad una discreta sicurezza nelle transazioni, esecuzione degli ordini in tempo reale e costi ridotti per ogni operatore. Oggi ogni piccolo investitore privato che investe tramite Internet con il solo ausilio di un personal computer ha a disposizione molti dei mezzi e molte delle risorse in possesso dei grandi professionisti del settore. In passato furono solo le grandi banche e le trading houses ad utilizzare le attrezzature elettroniche per trattare in maniera efficiente l’enorme volume di informazioni che iniziava a caratterizzare il mondo finanziario. Tali soggetti avevano scavato un abisso tra la propria capacità d’analisi del mercato e quella dell’investitore individuale. Ma a partire dalla metà degli anni ’80 con l’introduzione del personal computer la situazione è cambiata radicalmente: anche i piccoli investitori hanno potuto accedere agli

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