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Nuovi processi di approvvigionamento di beni e servizi in Sanità: il caso di eccellenza di eProcurement dell’Azienda Sanitaria Locale di Viterbo

Nel Primo Capitolo ho trattato il tema dell’eProcurement nei suoi caratteri generali inteso come il processo d’approvvigionamento gestito elettronicamente per poi scendere nel dettaglio e descrivere le tipiche modalità d’acquisto on-line che lo distinguono (cataloghi elettronici, gare on-line e marketplace). Successivamente ho esteso, per analogia, l’applicazione che se ne può avere nel settore degli acquisti della Pubblica Amministrazione, parlando più specificamente di public eProcurement. A livello istituzionale nel contesto del Piano d’Azione per la Società dell’Informazione il Governo Italiano ha attribuito alle pratiche eProcurement il ruolo centrale di strumento per la razionalizzazione della spesa pubblica per consumi intermedi.
Per continuità di discorso nel Secondo Capitolo mi sono occupata dell’evoluzione normativa italiana in tema di acquisti pubblici di beni e servizi che, sullo stimolo degli incessanti aumenti che li hanno distinti in questi ultimi anni, sono stati i protagonisti ufficiali del Programma statale di razionalizzazione della spesa pubblica.
La Consip s.p.a, in tutto ciò ha occupato un posto di assoluto rilievo come Centrale Unica per gli acquisti pubblici di beni e servizi. La vedremo impegnata, con personale e competenze specifiche in tema di Information Technology (IT), nella diffusione e nella implementazione di modalità elettroniche d’acquisto. Oltre all’analisi dei risultati raggiunti dalla Concessionaria ho prestato particolare attenzione all’evoluzione del ruolo istituzionale (normativo) che, nel corso dei suoi primi cinque anni di attività, ha visto la Consip occupare posizioni altalenanti che sono state scandite, ora dall’obbligatorietà al suo ricorso per tutta la PA, ora dal semplice ruolo di guida e/o di indirizzo per la reingegnerizzazione delle funzioni acquisti pubblici.
Con il Terzo Capitolo, considerando l’incessante incremento della spesa sanitaria per l’acquisto di beni e servizi, ho creduto opportuno limitare lo studio al Programma di razionalizzazione Consip specifico per il comparto sanitario. Da questa analisi sono emerse importanti criticità connesse alle specificità degli acquisti sanitari tanto da motivarmi nella ricerca di ulteriori opportunità di contenimento della spesa sanitaria che hanno poi formato oggetto del Quarto Capitolo.
Nel corso di quest’ultimo, ho cercato di delineare il delicato ruolo che le Regioni italiane hanno nel più vasto programma di razionalizzazione della spesa sanitaria nazionale con l’implementazione dei loro tipici strumenti d’acquisto centralizzati e di monitoraggio della spesa pubblica dei quali ho analizzato i caratteri distintivi e soprattutto i motivi di un loro modesto avvio iniziale.
Seppur marginali nell’ampio contesto delle opportunità nazionali è in ogni modo stato interessante analizzare nel quarto capitolo, le migliori offerte verticali di Business to business (Btb) che il mercato italiano web offre al settore sanità.
La ricerca che ho condotto a livello nazionale, sulle ulteriori opportunità di contenimento della voce di costo beni e servizi in sanità, mi ha paradossalmente condotta ad individuare un caso di eccellenza sanitaria in tema di razionalizzazione della spesa situato proprio nella mia provincia, quella di Viterbo.
Sorprendente è stato accorgermi dell’importanza teorica e di risultato dei progetti per l’eProcurement implementati dalla Azienda Sanitaria Locale di Viterbo che, sul panorama italiano, ha da subito saputo distinguersi per la precocità degli interventi operati sul proprio sistema acquisti e conseguentemente imporsi come modello di riferimento per le Asl di tutto il territorio nazionale.

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INTRODUZIONE Ammonta a più di sedici miliardi di Euro circa la cifra che in un anno il Servizio Sanitario Nazionale Italiano spende per l’approvvigionamento di beni e servizi, chiamati in gergo tecnico consumi intermedi. Il trend è nel suo complesso in salita, dal 1999 al 2001 la spesa per beni e servizi è cresciuta di 3,5 miliardi di euro, infatti, se dal 1995 al 1997 la spesa è rimasta abbastanza stabile, dal 1998 in poi si è registrata un’impennata di notevole entità. Si pensi che il solo 1998 è costato alle aziende sanitarie italiane ben 12,5 miliardi di euro rispetto ai 9,9 miliardi di euro del 1997 1 . Una spesa composita che può andare dall’acquisto di forniture standard per tutta la Pubblica Amministrazione (PA) a beni che richiedono un certo grado di personalizzazione in relazione alle specifiche esigenze della committenza sanitaria per questo nella pratica si distingue in tre distinte voci di costo: - Spesa comune a tutta la Pubblica Amministrazione che si attesta intorno al quindici per cento del totale della spesa per consumi intermedi del settore sanitario; - Spesa comune specifica del comparto sanitario che si attesta intorno al venticinque per cento del totale; - Spesa specifica sanitaria composta di beni e servizi ad esclusivo utilizzo del comparto sanità che si attesta al rimanente sessanta per cento circa. Ognuna di queste categorie presenta caratteri peculiari connessi alle sue esigenze di approvvigionamento (quali importi di fornitura, tempi 1 Spesa per beni e servizi sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale anno 2001. Fonte: “Il Sole 24ORE Sanità, pubblicato il 25 Marzo 2003.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Tania Morano Contatta »

Composta da 329 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.