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Finanza comportamentale ed efficienza dei mercati finanziari

La finanza comportamentale studia i mercati finanziari includendo nei propri modelli una prospettiva psicologica. La psicologia degli investitori è importante poiché, al contrario di quanto affermato dall'Ipotesi dell'Efficienza dei Mercati Finanziari (EMH), gli investitori non sono considerati pienamente razionali. La tesi si svolge in due principali direzioni: i limiti dell'arbitraggio (che consentono un duraturo allontanamento dei prezzi dai fondamentali) e l'irrazionalità degli investitori (che ci consente di capire numerosi fenomeni che nella visione dell'EMH vengono trascurati). Sono tre le fonti principali a cui mi riferisco e si tratta delle opere del Prof. Shleifer (Inefficient Markets), del Prof. Shiller (Euforia Irrazionale) e dei Professori Barberis e Thaler (A survey of behavioral finance). Altri lavori utilizzati sono segnalati nella bibliografia.

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I Introduzione La finanza comportamentale studia i mercati finanziari includendo nei propri modelli una prospettiva psicologica. La sua nascita può essere collocata nei primi anni ’80, quando furono diffusi alcuni studi (Shiller, 1981; De Bondt e Thaler, 1985) che ponevano seri interrogativi alla teoria basilare del tempo: la teoria dell’efficienza dei mercati finanziari (Efficient Market Hypothesis, d’ora in poi EMH). La EMH ben si adattava allo spirito razionale che permeava le teorie economiche degli anni ‘70. Essa afferma che i prezzi delle attività finanziarie rischiose incorporano sempre tutte le informazioni disponibili relative ai fondamentali e non variano se non a causa di nuove informazioni che giungono sul mercato. Il prezzo di un’azione, ad esempio, sarà uguale al valore attuale dei suoi dividendi futuri; esso cambierà solo a seguito di notizie in grado di modificarne i flussi di cassa. La prima contestazione fondamentale di questa visione fu quella di Shiller (1981): la volatilità dei mercati azionari è di gran lunga superiore a quella del valore attuale previsto dalla EMH. Di conseguenza, gran parte dei movimenti delle quotazioni si deve imputare a fattori estranei alle notizie sui fondamentali. Furono numerose le anomalie scoperte: dal famoso effetto Gennaio, ai fenomeni opposti del momentum (trend di breve termine dei corsi azionari) e del reversal (su orizzonti di 3/5 anni i titoli azionari che vanno meglio sono quelli che erano andati peggio negli anni precedenti e viceversa), al potenziale previsivo di alcuni indicatori fondamentali (price/earnings, book-to-market ratio, prezzo/dividendo, etc.). Secondo la finanza comportamentale, allontanandosi da una visione completamente razionale e incorporando alcune teorie psicologiche, è possibile descrivere i mercati finanziari in un modo più aderente alla realtà rispetto alla EMH. In particolare, si ammette la possibilità che i prezzi si allontanino dal loro valore fondamentale anche per lungo tempo, a causa di investitori non completamente razionali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Paolo Consolini Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14349 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.