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La microfinanza nei paesi post-comunisti: il caso della Polonia

Partendo da una panoramica sui principali indicatori economici dei Paesi Ex-comunisti dell'Europa Centro-Orientale e da un'analisi dello sviluppo dell'imprenditorialità in tali Paesi, la tesi analizza la realtà della micro-finanza, la sua comparsa ed evoluzione nell'area in esame, con particolare riferimento alla realtà polacca attuale, attraverso raccolta di dati aggiornati raccolti presso il Micro-Finance Center di Varsavia e interviste ai direttori delle principali istituzioni di micro-finanza presenti nel Paese.

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I SUNTO del LAVORO 1. Le ragioni di tre scelte. Prima di cominciare una dettagliata ricognizione dell’ opera, l’autrice si sente chiamata a rispondere delle tre scelte che caratterizzano il suo lavoro. I lettori si potrebbero infatti legittimamente domandare: 1) perché una tesi sulla microfinanza; 2) perché proprio l’ambito dei paesi in transizione; 3) perché un’ opera scritta in lingua inglese. In questo paragrafo introduttivo si cercherà quindi di dare brevemente risposta a questi tre quesiti. La microfinanza è un tema caro all’autrice, che intende dimostrare nella sua tesi l’efficacia di questo strumento anche in un ambito molto differente da quello dove il microcredito viene più comunemente impiegato, cioè quello di paesi estremamente poveri e sottosviluppati. L’azione della microfinanza può infatti giocare un ruolo importante nella costruzione di un nuovo ambiente economico e sociale anche nei paesi in transizione. Essa si pone proprio come intervento “dal basso”, che necessita cioè dell’attiva partecipazione dei singoli e della società civile, capace di infondere fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità creative ed imprenditoriali alla popolazione dei paesi in cui opera, fornendo non solo un concreto aiuto finanziario, ma anche spesso un supporto tecnico e morale ai suoi clienti e potenziali piccoli imprenditori. In particolare, nei paesi centro-orientali ed ex-sovietici, dominati per decenni da regimi centralizzatori e statalisti, la microfinanza può fornire un duplice apporto allo sviluppo. Da una parte può, se non risolvere (per insufficienza di fondi), almeno alleviare la carenza di finanziamenti per coloro che, volenterosi di intraprendere piccole attività economiche per uscire da condizioni di miseria e disoccupazione, si vedono rifiutare qualsiasi possibilità di credito da parte delle istituzioni bancarie, spesso per mancanza di adeguati collaterali o esperienza imprenditoriale. Grazie ad alternativi (ma efficaci) metodi di valutazione del rischio e di monitoraggio dei clienti e ad incentivi al regolare rimborso del debito contratto, le istituzioni di microfinanza possono infatti permettersi di concedere quei micro-prestiti, troppo rischiosi per le banche, ma tanto preziosi per i loro beneficiari, che consentono a molti di uscire dalle maglie di disoccupazione e povertà spaventosamente diffusesi durante il processo di transizione. Il secondo fondamentale apporto delle istituzioni di microfinanza nel difficile contesto dei paesi in transizione è di tipo culturale. Come già accennato, la microfinanza vuole porsi come tentativo di risolvere il problema di singoli individui che, disposti a mettere in gioco la propria immaginazione, il proprio impegno e la propria reputazione in un’iniziativa economica, non sono in grado di cominciare la loro opera per mancanza di capitali e per l’impossibilità di reperirli. L’intrapresa di

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paola Caruso Contatta »

Composta da 268 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1624 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.