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''Cavalieri dell'intelletto'' tra potere e cultura: Federico II e Franco Battiato

Il presente elborato ha lo scopo di mostrare come due personaggi vissuti a ben otto secoli di distanza siano per certi aspetti simili. Il cantautore Franco Battiato autore dell'opera teatrale "Il cavaliere dell'intelletto" infonde nel suo terzo lavoro operistico la passione da lui sempre nutrita per l'imperatore svevo Federico II di Svevia.I due personaggi della presente analisi sono così messi a confronto utilizzando le striografie del grande sovrano svevo e i testi della canzoni di Battiato oltre agli altri documenti che testimoniano la sua attività in altri campi culturali. Entrambi i nostri protagonisti emergono essere cavalieri dell'intelletto per la passione che in vita hanno nutrito nei confronti della cultura in tutte le sue forme. Ma non solo. Sia Federico II che Franco Battiato si innlazano ad esponenti di vere eproprie correnti culturali, ispirate al sincretismo filosofico e religioso:il primo accusato di eresia ma allo stesso tempo liberatore del Santo Sepolcro, il secondo in continua ricerca del centro di gravità permanente. Entrambi sono eroi chi del passato e chi del presente ma con il comune obiettivo di migliorare il mondo a loro circostante con l'utilizzo delle forme culturali e della vera sapienza che risiede in ogni uomo a prescindere dalla razza e dal credo ideologico.

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6Introduzione al lavoro Protagonisti di ieri e di oggi del panorama culturale In un mondo quale quello in cui ci troviamo a vivere oggi, capita spesso di sentire parlare di miti, di leggende del passato, di uomini e donne, ma anche di eventi che hanno segnato lo sviluppo delle vicende umane, in modo da restare negli annali della storia e dell’opinione pubblica. Ma cosa hanno in comune i tanti eroi di ieri e di oggi? Viene da domandarsi, come fa uno spot pubblicitario, se per essere eroi bisogna necessariamente appartenere al passato. In realtà, il desiderio di essere noti rappresenta la voglia di proiettarsi nel futuro; se non possiamo vivere eternamente, almeno in senso fisico, possiamo però lasciare parte di noi ai posteri, in modo che siano essi a portarci nel futuro e consegnarci quindi alla storia. È proprio il futuro, l’ignoto, lo sconosciuto ciò che più affascina l’attività di ricerca scientifica e di speculazione filosofica di questi tempi. Sapere ciò che ci aspetta è un modo di esorcizzare la paura della fine, della morte, e da quando è cominciata la sua avventura terrena, l’uomo ha sempre cercato di allontanare timori e negatività, concentrandosi sugli aspetti positivi della propria esistenza. Tutto questo per sopravvivere. È da poco terminato un millennio, il secondo, e quasi come grazie ad una macchina del tempo, un po’ tutti ci siamo ritrovati a vivere un nuovo medioevo, convinti che il passaggio al XXI secolo ci avrebbe catapultati in una dimensione del tutto nuova, caratterizzata dal predominio della tecnologia e della telematica. Si immaginava l’avvento di un mondo perfetto, in cui i nostri D.N.A. avrebbero costituito i mattoni per la costruzione di una civiltà clonata, in cui solamente gli individui più belli, più intelligenti, più brillanti avrebbero dato vita ad

Tesi di Laurea

Facoltà: scienze sociali e della comunicazione

Autore: Francesca Sassone Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.