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Palermo 1972: aspettando la serie A - L'attesa per l'ultima partita di campionato, tra giornalismo e tifoseria

Informazioni tesi

  Autore: Rosalia Trupiano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Beppe Benvenuto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

La tesi di laurea “Palermo 1972 – Aspettando la serie A” è una ricostruzione storica dell’ultima settimana del campionato 1971-72, stagione in cui la squadra di calcio della città di Palermo è stata promossa in serie A per l’ultima volta, fino al momento in cui il lavoro è stato condotto e ultimato .
Per realizzare l’elaborato sono stati analizzati gli articoli prodotti da tre quotidiani siciliani, il Giornale di Sicilia, La Sicilia e L’Ora, sul tema “Palermo calcio”, nella settimana tra il 12 e il 19 giugno 1972. Fanno parte del corpus preso in esame anche i pezzi pubblicati dal Giornale di Sicilia e da La Sicilia tra l’1 e il 9 giugno 2003, sullo stesso argomento. La tipologia di analisi condotta è quella che Altheide definisce etnografica del contenuto.
Trattandosi di un lavoro giornalistico, strumenti per la ricostruzione storica sono le pagine dei quotidiani dell’epoca e le testimonianze fotografiche , oltre a quelle di tre attori sociali che hanno vissuto l’evento: i protagonisti (i giocatori e l’allenatore), i giornalisti al seguito della squadra, i tifosi.
Considerata la natura storica della presente ricerca, non sono stati presi in considerazione dati di tipo quantitativo.
La scelta del corpus di articoli da analizzare è stata operata secondo il criterio del campionamento teorico .
La settimana studiata è quella che inizia all’indomani della penultima partita del campionato 1971-72 e termina il giorno dopo l’ultima giornata. E’ durante quell’arco di tempo che si riscontra una concentrazione di temi emblematica dello stato d’animo della città e della sua maniera di vivere i grandi eventi.
Durante quei sette giorni, Palermo si dipinge di due colori, il rosa e il nero, ed assume due volti. Festeggia anche se la matematica non lo consente e nel contempo trepida e prega perché il miracolo della promozione in serie A si avveri. Passa notti insonni ad organizzare un esodo di massa alla volta del San Paolo, perché la squadra abbia il supporto necessario e per esserci quando il momento a lungo sospirato arriverà.
La penultima partita della stagione 1971-72 vede il Palermo, allenato da Ninetto De Grandi, vincere alla Favorita contro il Cesena. I quotidiani analizzati si dibattono tra la voglia di esultare insieme ai tifosi e la volontà di guardare subito all’ultimo, decisivo impegno contro il già retrocesso Sorrento, sette giorni dopo a Napoli. I giornalisti contribuiscono a caricare il momento di tensione ed ansia, fino all’eccesso. Cronache colorite e appassionate rispecchiano una tifoseria, estesa per tutta la città e per tutti i ceti sociali, di cui, in senso lato, fanno parte gli stessi cronisti.
La vittoria nello scontro con il Sorrento farebbe ottenere ai rosanero la serie A senza condizioni. In caso di pareggio o sconfitta sarebbe un altro risultato, quello di Reggiana-Como, a deciderne le sorti. Anche i lombardi sono, infatti, pretendenti al terzo posto della classifica, l’ultimo utile per la promozione, ma dopo la penultima gara si trovano con un punto in meno rispetto al Palermo.
In virtù di ciò, i tifosi palermitani danno inizio ai festeggiamenti già all’indomani di Palermo-Cesena. Per loro la conquista della serie A non è in discussione. La città è in fermento per una settimana. I giocatori riescono a stento a camminare per strada. Applausi, incoraggiamenti, cori da stadio anche fuori dalla Favorita li accompagnano nei sette giorni di vigilia. Se il delirio scoppia dopo la sfida con il Sorrento, la molla del tifo è già carica al limite, pronta ad esplodere appena la matematica confermi il risultato pronosticato.

Il linguaggio utilizzato dai giornali del ’72 risponde ai criteri del linguaggio del giornalismo sportivo. Ansiogeno e carico di metafore, la maggior parte delle quali riconducibili al tema della guerra, parla dei giocatori palermitani come guerrieri alla conquista del territorio nemico, alla testa della loro armata di tifosi.
A tale argomento è dedicata la Parte Prima dell’elaborato. Due capitoli di carattere generale presentano il giornalismo sportivo, la sua storia e il suo linguaggio.
I capitoli della Parte II sono ricchi di citazioni da giornali del 1972. Lo scopo è ricostruire gli eventi attraverso le parole di chi c’era. La scelta di riportare lunghi brani è dettata dalla volontà di mostrare le caratteristiche della scrittura dell’epoca. Dalla lettura di tali passi si evincono, inoltre, alcuni dei punti che l’elaborato vuole mettere in evidenza: la drammatizzazione della notizia; il linguaggio ricco di aggettivi e di metafore; la figura del giornalista-tifoso.

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I Premessa Una vigilia che dura sette giorni. Una lunga veglia. Così Palermo e i palermitani attendono la serie A del 1972. Quella che è ricordata come la serie A di Barbera, di Arcoleo e di Troia 1 , di Ninetto De Grandi e di quel manipolo di uomini messi insieme per obiettivi ben più modesti di una promozione, protagonisti di un miracolo. Sono in molti a definirlo così: giornalisti, storici, tifosi. Nella settimana che precede l’ultima partita di campionato, a Napoli contro il Sorrento, la città di Palermo si dipinge di due colori, il rosa e il nero, ed assume due volti. Festeggia anche se la matematica non lo consentirebbe e nel contempo trepida e prega perché il miracolo si avveri. Passa notti insonni ad organizzare un esodo di massa alla volta del San Paolo, perché la squadra abbia il supporto necessario e per esserci quando il momento a lungo sospirato arriverà. Un momento caricato di tensione ed ansia, fino all’eccesso, dai quotidiani dell’epoca. I giornalisti al seguito del Palermo sono tifosi tanto quanto i loro lettori e ciò traspare dagli articoli. Attraverso le loro cronache traspaiono le insicurezze di una città che si stringe attorno ai suoi giocatori in attesa che diventino eroi. Il linguaggio utilizzato dai quotidiani del ’72 può considerarsi da manuale. Ansiogeno e carico di metafore, la maggior parte delle quali riconducibili al tema della guerra, parla dei giocatori palermitani come guerrieri alla conquista del territorio nemico, alla testa della loro armata di tifosi. Le 1 Nelle pagine che seguono il nome del calciatore Gaetano Troia è riportato con le due dizioni “Troia” e Troja” a seconda del quotidiano in cui compare.

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