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Ipazia: un delitto insoluto

L'assassinio della filosofa Ipazia nel 415 d.C. in Alessandria ha rappresentato la fine della tradizione di tolleranza e convivenza civile fra culture, per la quale Alessandria d'Egitto era nota in tutto l'Impero. Quali furono i motivi, i mandanti e gli esecutori della cancellazione fisica di questa donna e della distruzione di tutti i suoi scritti?

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2 1. IL “GIALLO” IPAZIA La storia di Ipazia d’Alessandria mi interessa e mi affascina dal 1995, quando per caso ho trovato in casa mia un libro su di lei. Si trattava di Ipazia. La prima martire della libertà di pensiero di Augusto Agabiti, un testo di cui nel corso degli anni avrei appreso a notare i molteplici e grossolani errori, del resto segnalati chiaramente già nell’introduzione critica di Emilia Rensi, che quella volta saltai a piè pari. Non hanno però qui interesse gli errori contenuti in quel libretto . Lo lessi tutto d’un fiato, e da quel momento il “tarlo” 1 sulla figura di Ipazia non mi ha mai lasciata. Ho poi scoperto che Ipazia suscitò in molti e molte lo stesso fascino: il “giallo” connesso alla sua tragica morte, nel contesto della repressione della cultura tradizionale ellenica da parte della nuova classe dirigente episcopale del IV-V secolo, la sua fama di grande scienziata, la sua statura etica e politica, la sua decantata bellezza, sembrano ingredienti ideali per la costruzione di opere letterarie o poetiche 1 Scopro oggi che Mario Luzi, chiedendosi il perché del suo poemetto drammatico Ipazia, scrive “ Perché Alessandria, perché Ipazia, perché Sinesio? …Se il prologo fosse una poesia autonoma lo intitolerei Rovello” . [ Luzi (1978) pp. 42-43]

Tesi di Master

Autore: Nicoletta Bertorelli Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3465 click dal 26/05/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.