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Il grano in Sicilia nei secoli XIII-XV

Viene presentata una panoramica sulla proprietà terriera in Sicilia nel tardo medievo, chi fossero i grandi feudatari, si analizza inoltre quali tipi di contratti venivano stipulati fra i priprietari terrieri e i coltivatori del fondo. Inoltre viene presa in considerazione l'influenza dei mercanti stranieri quali: Genovesi, Pisani, Fiorentini e spagnoli. I coflitti che intercorsero fra questi mercanti per il prdominio sul commercio del grano. Per quanto riguarda la coltivazione del grano si analizzano le zone più fertili, i vari tipi di grano che veniva coltivato e i metodi di conservzione. Inerente il commercio verso i Paesi del Mediterraneo si analizzano anche i mezzi di trasporto usati e a sua volta i mezzi di pagamenti utilizzai per regolamentare gli scambi quali: conti correnti, tratte e il ruolo giocato dalle prime forme di banche. Per la sicurezza nei trasporto viene inoltre analizzato l'utilizzo delle prime forme di polizze assicurative.

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Introduzione Per meglio comprendere la struttura economica della Sicilia tardomedievale è necessario analizzare l’influenza che nello sviluppo dell’economia dell’isola ha esercitato il fattore grano. Nei capitoli che seguono effettuerò un’analisi dei lineamenti essenziali della produzione e della distribuzione del grano della Sicilia del XIII-XV secolo. Prima di iniziare a trattare della produzione e del commercio è però necessario soffermarsi sulla peculiare struttura della proprietà fondiaria nella regione. Tratto caratterizzante della Sicilia tardomedievale era, infatti, la concentrazione della proprietà terriera in una ristretta cerchia di soggetti: demanio regio, famiglie baronali ed enti ecclesiastici. Dalla suddetta concentrazione deriverà la nascita del “latifondo” che sarà poi alla base del futuro arretramento economico dell’isola. Negli immensi latifondi era il “villanaggio” lo strumento con cui si colmava l’assenza operativa del proprietario. Questo consisteva in una vera e propria forma di sottomissione del contadino nel coltivare i terreni, in cambio di una quantità di alimenti sufficienti a sfamare la propria famiglia. Solo in seguito il rapporto di villanaggio scomparve. La scomparsa fu collegabile a diversi fattori, tra i quali la crisi demografica, che determinò la diminuzione dei terreni coltivati. Ma non minore incidenza ebbero le agevolazioni con cui, normanni prima e svevi poi, per colmare la diminuzione della popolazione favorirono i flussi migratori dei popoli provenienti dal nord dell’Italia. Con l’insediamento di tali popolazioni, non fu, infatti, più possibile 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Domenico Ferraro Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

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